Calcio

Juventus, missione compiuta. Ma ora serve di più

La qualificazione vale 9 milioni di euro. Per gli ottavi sorteggio da incubo: Monaco e Porto le preferite per evitare le grandi

Soccer: Champions League; Juventus-Atletico Madrid

Giovanni Capuano

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Diciamo la verità: se non ci fosse stata la neve di Istanbul con i suoi fantasmi, difficilmente saremmo qui a celebrare un passaggio del turno della Juventus in un girone con Olympiacos e Malmoe, squadre nettamente inferiori ai bianconeri. Invece la beffa contro il Galatasaray pesava nelle gambe e nella testa dei bianconeri e, dunque, ben venga anche la festa a fine partital. Bastava un pareggio per sigillare il girone e il pareggio è arrivato. Non un biscotto, come perfidamente il mondo dei social ipotizza, ma un brodino che soprattutto nella ripresa ha preso forma. La Juventus è sembrata partire con la faccia feroce, ha preso rischi seri all'inizio salvata da Buffon e poi nel secondo tempo ha controllato. L'Atletico non aveva interessi diversi e si è adeguato: noia e un punto per parte che significa secondo posto in classifica e sorteggio da incubo il prossimo 15 dicembre. Quello che Allegri voleva evitare, ma che Tevez e compagni non hanno avuto la forza di ribaltare sul campo. Verdetto giusto e adesso dita incrociate perché quell'urna dirà molto sulle possibilità bianconere di fare strada in Europa.

Qualificazione, primo obiettivo stagionale

Il dato numerico dice che la Juventus non poteva fare di più. E' vero che il percorso è stato reso complicato dalle cadute ad Atene e Madrid, ma alla fine nemmeno vincendo contro l'Olympiacos nella gara d'andata i bianconeri si sarebbero qualificati come primi. L'Atletico si è dimostrato complessivamente superiore nei 180 minuti e merita il primato nel girone. Semmai il fatto di aver perso sul Pireo, vinto la gara della vita contro i greci dopo aver rischiato di perderla e qualche tremore di troppo a Malmoe, certificano come i problemi della Juventus fossero prima di tutto psicologici. Allegri gongola a qualificazione raggiunta; per lui era necessario strappare il pass, segnando una discontinuità rispetto alla gestione Conte. Traducendo in parole povere ha dimostrato che al ristorante europeo si può mangiare anche presentandosi con 10 euro. Nella realtà non è così, perché la rosa della Juve è già competitiva ai massimi livelli, ma il ko di Istanbul un anno fa aveva messo tutto in gioco.

Ora sorteggio da incubo

Il rovescio della medaglia sta nell'urna e nelle squadre che la sorte mette sulla strada bianconera. Ci sono le tre grandissime del calcio europeo (Real Madrid, Bayern Monaco e Chelsea) contro le quali progettare una qualificazione ai quarti sarebbe complicatissimo. Poi ci sarà la vincente dello spareggio tra Barcellona e Psg (spagnoli favoriti) e il Borussia Dortmund che a febbraio, dopo la sosta, potrebbe essere molto diverso da quello tremebondo visto fin qui: non è un caso che Guardiola continui a temerlo e a tenerlo in grande considerazione. Infine le due opzioni sperate: Porto (ma attenti a sottovalutarlo perché un anno fa il Benfica è costato l'Europa League a Conte) e Monaco, passato segnando la miseria di 4 gol nelle 6 partite della prima fase in un girone mediocre che ha messo fuori proprio il Benfica. Qualificarsi agli ottavi serviva soprattutto al bilancio (arrivano 9 milioni di euro), ma adesso serve uno scatto d'orgoglio.

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Cosa serve per migliorare

Un anno fa l'eliminazione a Istanbul condizionò bilancio e mercato della Juventus, costretta in sei mesi a realizzare 30 milioni di plusvalenze cedendo anche qualche pezzo pregiato come Immobile e Zaza (nel gioco di compartecipazioni) per chiudere il buco provocato dal Galatasaray. Ora lo scenario è diverso ed è lecito attendersi un Marotta attivo a gennaio. Serve almeno un esterno, visti anche i lunghi forfait di Asamoah e Romulo e il difficile inserimento di Evra, si pensa a un centrale difensivo e, soprattutto, si guarda all'attacco. Cosa farà Giovinco? Se parte caccia a una prima punta, possibilmente di qualità perché le gerarchie sono cristallizzate ma da febbraio in poi servono rinforzi e fin qui nella Juve hanno giocato e segnato quasi solo Tevez (1.426 minuti e 12 gol), Llorente (1.168' e 4 reti) e Morata (456' e 4 gol). Gli altri, a partire proprio da Giovinco (solo 183' in campo) sono stati quasi irrilevanti. Allegri ha bisogno di forze fresche e di qualità, oltre che di recuperare Barzagli e il miglior Vidal.

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