Soccer: Champions League; Juventus-Olympiacos
Calcio

Juventus in Europa col batticuore: rimonta e rimpianti

Olympiacos battuto, ma che sofferenza. E il rigore sbagliato da Vidal rischia di pesare troppo

Il tormento e l'estasi. L'incubo di essere ricaduti nell'incubo europeo e il sollievo per aver rivisto la luce giusto in tempo, prima che fosse tardi e che anche la Juventus di Allegri fosse consegnata a un destino amaro. E' stata una notte indimenticabile quella dello Stadium: la Juve ha vinto e ora ha nelle sue mani il destino di Champions, anche se non è arrivato il successo con due gol di vantaggio che avrebbe blindato la qualificazione. Ci sarà da soffrire ancora e, soprattutto, si dovrà evitare in ogni modo il ripetersi costante degli errori che anche contro l'Olympiacos hanno complicato la vita ai bianconeri. Errori e sufficienza dall'inizio alla fine. Vidal che si fa parare il rigore da Roberto al minuto 94 e 25 secondi, dopo aver inutilmente arringato il pubblico, potrebbe pesare tantissimo nella corsa agli ottavi di finale. Sarebbe un peccato e un grosso guaio trovarsi a dicembre a rimpiangerlo. Quasi un suicidio perfetto. La Juventus, però, esce dal confronto con i greci consapevole di potere tutto. Il bilancio è positivo.

La prima Juve di Allegri

Alla radice della vittoria con l'Olympiacos c'è la reazione di nervi e orgoglio che ha spinto la Juventus fuori dal baratro dell'1-2, ma c'è anche la svolta tatttica di Allegri. Costretto dagli infortuni e dalla pessima condizione fisica di Ogbonna, il tecnico ha abbandonato il modulo di Conte e si è spinto in là, avvicinandosi al proprio calcio. Ne è uscita una squadra nuova e piacevole da vedere, un progetto interessante soprattutto per le notti europee e che ha il pregio di mettere insieme tutti e quattro i moschiettieri del centrocampo: Pirlo, Pogba, Vidal e Marchisio. Forse non è un caso che il 3-2 sia largamente firmato proprio dalle prestazioni di questi uomini, dalla punizione fantastica di Pirlo fino alla zampata di Pogba, che ha colto l'attimo e messo la prima sigla in Champions della carriera.

Gioco fluido, anche se solo a tratti, strappi da grande squadra e difesa un po' più protetta soprattutto sulle fasce. Ecco quello che il 4-3-1-2 ha dato ad Allegri, che pure ha dovuto scontare una serata non oltre la sufficienza di Lichtsteiner, che deve adattarsi a nuovi compiti e a spazi più limitati di corsa, e ha patito le solite indecisioni in difesa. Come definire altrimenti il gol incassato dopo il vantaggio di Pirlo? Un doppio regalo di Buffon (palla smanacciata malamente) e Chiellini, che si è fatto anticipare da Botia di testa. Copione ripetuto da N'Dinga per il momentaneo vantaggio greco. C'è stato un momento in cui i fantasmi dell'anno scorso sono tornati ad aleggiare sullo Stadium, quasi fosse una maledizione.

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Llorente o Morata?

Ancora a digiuno Tevez, giunto alla sesta partita senza trovare la via del gol, Allegri ha pescato il jolly con il cambio Llorente-Morata. Il ragazzino di proprietà del Real Madrid era stato inserito quasi a furor di popolo, ma ha vissuto un'ora da incubo, con gol solo davanti a Roberto mangiato nel momento più difficile della partita. Fernando è entrato dopo e ha messo la testa nell'occasione del pareggio. Che Roberto si sia fatto gol da solo rende solo giustizia all'incredibile numero di chance che i bianconeri hanno dovuto costruire prima di veder cadere il fortino dell'Olympiacos; dopo i miracoli dell'andata al Pireo, ecco i 19 tiri (diciannove!) scagliati verso la porta avversaria nei 90 minuti del ritorno. Un'enormità. Quando è entrato Llorente tutta la Juventus ha giocato meglio a partire da Tevez che, come tradizione, non ha mollato fino all'ultimo istante costruendosi il rigore che Vidal ha sciupato malamente.

La sintesi del match


Vidal, errore maledetto

La Champions League è la competizione dei dettagli e allora attenzione al peso dell'errore del cileno. La classifica dice che la Juventus ha appaiato l'Olympiacos al secondo posto del girone a quota 6, staccata di 3 lunghezze dall'Atletico Madrid. Il confronto diretto rimane, però, a favore dei greci (1-0 all'andata e 2-3 al ritorno). Tutto sarebbe cambiato se Vidal avesse superato Roberto. Alla squadra di Allegri sarebbe bastato fare gli stessi punti dell'Olympiacos avendo un calendario sulla carta più semplice: Malmoe in trasferta e Atletico Madrid in casa, l'esatto contrario della diretta concorrente. Adesso, invece, sarà necessario fare meglio, impresa possibile ma non scontata. Servono due vittorie a una squadra che nelle ultime 10 di Champions ne ha conquistate solo 3 e tutte in casa, mentre in trasferta ha quasi sempre perso (5 volte nelle ultime 6) e non vince dalla gita a Glasgow negli ottavi del 2012-2013. Attenti, insomma, a stappare champagne prima del tempo. La salita resta impegnativa.

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