Calcio

Napoli e Roma, sfida scudetto alla Juventus (che si rialza)

Sarri e Spalletti rispondono ad Allegri. E sabato c'è Juve-Napoli allo Stadium che può dare le prime risposte...

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Giovanni Capuano

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La sfida alla Juventus viene da Sud. Roma e Napoli, in rigoroso ordine di classifica, provano a impensierire Allegri che ha ritrovato la strada della vittoria mettendosi alle spalle il ko di San Siro. La Juve comanda, ma le altre non mollano e mettono a segno successi importanti: Spalletti sta trovando continuità nella sua squadra - rimonta subita dall'Austria Vienna a parte -, mentre Sarri può sorridere perché nell'emergenza sta avendo risposte positive dai suoi.

Per considerare chiusa la corsa scudetto si può ancora attendere. E' una provocazione, ovviamente, ma la superiorità dei bianconeri, ribadita anche contro la Sampdoria, deve in realtà passare ancora attraverso le prove più dure. Il calendario ha deciso che si comincia subito, sabato sera allo Stadium con Juventus-Napoli che ha mille significati oltre ad essere il confronto tra la prima e la terza della classifica. 

 

Dzeko bomber e la continuità di Spalletti

La vera anti-Juve al momento è la Roma di Spalletti. Trascinati da uno Dzeko nemmeno lontano parente di quello di un anno fa (10 gol in 10 partite), i giallorossi stanno trovando la continuità chiesta dal tecnico con forza dopo la rimonta suicida subita in Europa League dall'Austria Vienna. Campionato e coppa, però, sono due storie diverse e in quella italiana la Roma è arrivata alla quarta vittoria consecutiva. Ci sono gioco e carattere, visto che col Sassuolo per la seconda volta è riuscito il ribaltone.

Peccato davvero per il crac di Florenzi, che priverà Spalletti e la nazionale di un uomo fondamentale per i prossimi mesi. Si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro con una torsione innaturale che aveva subito fatto capire la gravità dell'infortunio. Spalletti dovrà studiare qualcosa di nuovo perché l'esterno era uno degli uomini più importanti del suo puzzle tattico in mezzo al campo.

Il nuovo Napoli di Sarri: turn over e falso nove

Il Napoli arriva al match di Torino in condizioni molto diverse da quelle di un anno fa. Allora era capolista braccato dalla Juventus, col fiato sul collo e destinato dal gol di Zaza a subire il sorpasso decisivo nella corsa scudetto con relativo contraccolpo psicologico. Oggi sale allo Stadium quasi da outsider, non privo di aspettative ma nemmeno con il terrore di fallire. Sarri ritrova Higuain e giura che lo saluterà come un figlio che lo ha fatto arrabbiare.

Senza lui, Milik e Gabbiadini intanto ha studiato una nuova veste tattica per la squadra, esaltando le capacità di Mertens di fare il 'falso nueve'. Il gol arriva con meno facilità (2,22 di media con Milik e 1,75 dopo l'infortunio del polacco), però la crisi innescata dalle tre sconfitte consecutive è stata messa alle spalle e il toscano può lavorare con maggiore serenità.

E' un Sarri diverso, che ha scoperto anche l'arte del turn over: ne aveva cambiati 6 tra Besiktas e Crotone, si è ripetuto per l'Empoli. Una cura nelle rotazioni che dimostra come De Laurentiis non avesse tutti i torti nel chiedergli di sfruttare meglio le potenzialità di una rosa non superiore a quella della Juventus, ma che non ha bisogno di immolarsi in una corsa senza respiro. Ora il primo verdetto della stagione.

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