Juve, che fare? Imitare l'Inter del 2009

Dalla delusione in Europa League a una nuova sfida per il futuro: rifondare la squadra cedendo Pogba come fecero i nerazzurri con Ibra prima del Triplete

Rifondare la squadra dopo l'eliminazione in Europa League: una nuova, motivante sfida anche per Antonio Conte. – Credits: Getty Images.

Andrea Soglio

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Primavera 2009: l'Inter è stata appena eliminata dal Manchester United nei quarti di Champions League. Ibrahimovic ha giocato l'ennesima deludente partita europea. Ed il resto della squadra sembra lontana dalle altre grandi, anche se in Italia non ha rivali. Che fare? E' più o meno la stessa domanda che allora si posero Mourinho e Moratti. La stessa che da ieri sera occupa i pensieri di Conte e Agnelli: che fare, appunto? L'Inter costruì quella notte la squadra del Triplete 2010. Via Ibra e con i soldi della sua cessione ecco arrivare in nerazzurro Eto'o, Milito, Motta, Sneijder e Lucio per andare alla conquista dell'Europa.

L'allenatore e la dirigenza della Juventus non hanno certo bisogno di consigli, soprattutto dei nostri, ma se è vero che la storia insegna qualcosa anche nello sport, forse è arrivato il momento della svolta. E allora: via Pogba e con i 70 milioni in arrivo da qualche ricco club straniero andare sul mercato per acquistare quei due-tre fuoriclasse che rendano davvero possibile l'assalto alla Champions League nella stagione 2014-2015.

Se poi il talentuoso francese andasse al Psg, perché non chiedere in cambio Edinson Cavani e Marco Verratti, per poi dare la caccia a un esterno di valore assoluto? Tra l'altro, sarebbe una nuova sfida anche per l'ora tanto inviperito quanto amareggiato Antonio Conte: una nuova squadra da plasmare a sua immagine per continuare a vincere a un livello più alto, ovvero in Champions.

Qualora invece non si svoltasse, il rischio è che la squadra finisca per avvitarsi su se stessa, fino a quel lento e inesorabile declino (Pirlo, Buffon, Barzagli non sono eterni) che ha già riguardato tanti altri blasonati club in un più o meno recente passato. Ecco allora che la notte dello sconforto (e delle polemiche arbitrali) di ieri potrebbe diventare quella decisiva per la gioia di domani. E' solo questione di coraggio: quello che a Conte non manca di certo.

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