Calcio

Juventus, tutti i numeri della crisi difensiva di Allegri

Senza Chiellini e Bonucci la squadra commette troppi errori: perché è stato ceduto Benatia? La sfida con l'Atletico Madrid preoccupa

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Giovanni Capuano

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Cosa succede alla Juventus? Dove è finito il muro invalicabile che ha caratterizzato il ciclo di Conte e Allegri? L'allarme suona in casa dei campioni d'Italia non tanto per i risultati, anche se pesa l'eliminazione dalla Coppa Italia, quando per l'impressione collettiva che la squadra di Allegri abbia smarrito le sue certezze quando si avvicina la fase decisiva della stagione.

I numeri sono allarmanti: 7 gol subiti in una settimana tra Lazio, Atalanta (Coppa Italia) e Parma. La maggior parte nata da errori di lettura difensiva e di singoli che non sono abituali in una squadra organizzata come la Juventus, capace di fondare proprio sulla sua solidità l'incredibile striscia di scudetti e almeno una delle due cavalcate fino alla finale di Champions League.

Già dopo il tracollo di Bergamo qualche segnale era stato lanciato. Lì la Juventus aveva subito anche la condizione smagliante dell'avversario mentre contro il Parma - altra squadra che corre e gioca un calcio organizzato - almeno Ronaldo ha dato l'idea di essere pronto per le gare che contano. Dietro, invece, è andata in scena una commedia degli errori e degli orrori, prontamente segnalati da Allegri.

Limitarsi alla sbadataggine di Cancelo e Mandzukic, alla scarsa tenuta di Caceres e alla mancanza di leadership di Rugani, però, rischia di essere fuorviante. Così come fare il conto alla rovescia per il ritorno degli infortunati Chiellini e Bonucci attesi in campo a Madrid nella prima delle due sfide contro il Cholo Simeone.

Dal 2012 non capitava alla Juventus di non avere nessuno della BBC (Barzagli, Bonucci e Chiellini) tra campo e panchina e solo altre cinque volte era scesa in campo priva di loro tra i titolari ma almeno in panchina. 

L'età passa per tutti, la sfortuna ci vede benissimo e la società si è assunta un rischio non da poco lasciando partire Benatia nel mercato invernale senza avere la possibilità di sostituirlo in maniera adeguata. Il marocchino era la prima scelta nelle sfide europee, più di Rugani cui vengono riservati gli impegni meno complicati e certamente più di Barzagli per una questione di garanzia fisica.

Che volesse andarsene e non fosse soddisfatto della situazione la Juve lo sapeva da settembre. Trovarsi a fine gennaio a doverne avallare la partenza è stato un errore di gestione e valutazione che rischia di costare caro. In Champions League servono certezze e che tutti i tasselli siano a posto: l'ultima settimana racconta che, al netto di una preparazione più pesante che dovrebbe pagare poi, Allegri ha perso qualcuna di queste. E' un allarme che suona. Forte. 

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