Allarme Conte: dove è finita la Juve?

La brutta figura contro i Galaxy, zero vittorie e zero gol da Tevez e Llorente in 270'. Il tecnico: "Serve più fame, è ora di cambiare musica"

Nessun allarme, d'accordo, perché in fondo è solo calcio d'agosto e non bisogna drammatizzare le sconfitte. Nessun allarme, ma l'andamento lento della Juventus in questo primo segmento non piace per nulla a Conte e la brutta figura rimediata a Los Angeles contro i Galaxy, che solo 72 ore prima era stati maltrattati dal Real Madrid, lo ha mandato su tutte le furie. Cosa succede alla Juve? Diagnosi del tecnico: "Dobbiamo avere più fame. Buffon aveva fatto una dichiarazione importante dicendo che ha paura di un possibile appagamento dopo i due campionati vinti e basta vedere i gol presi oggi per rendersi conto che il pericolo c’è. Bisogna aumentare la concentrazione, essere bravi sul campo e non accontentarci di sentirselo dire. Da quando abbiamo iniziato non abbiamo mai vinto una partita, è ora di cambiare musica".

La Juve battuta dai Galaxy è stata troppo brutta per essere vera. Sotto ritmo, sfilacciata, distratta e con testa e piedi pesanti. Un disastro nel primo tempo, con in campo solo tre titolari presunti (Buffon, Bonucci e Asamoah) e, se possibile, anche peggio nella ripresa quando sono naufragati i fratelli maggiori che Conte aveva gettato nella mischia cambiando ben nove undicesimi di formazione. L'immagine simbolo della serata è lo sciagurato retropassaggio con cui Pirlo ha messo in orta Keane per il 3-1 finale dopo che già Vidal aveva perso banalmente la palla dell'1-2 e la coppia Marrone-Ogbonna aveva gentilmente aperto la strada a Gonzales per il vantaggio iniziale. 

Non è solo la sconfitta di Los Angeles, però. Il bilancio parla di k.o. ai rigori contro Milan e vincente col Sassuolo nel Trofeo Tim (con rigore sbagliato da Robinho e grande sofferenza contro la neopromossa). Poi partita persa ai rigori contro l'Everton (1-1 nei regolamentari) e crollo contro i Galaxy. La stizza di Conte abbraccia tutto l'inizio di stagione della Juventus e vale la pena provare a mettere in fila i motivi (tanti) di preoccupazione e le (scarse) consolazioni per il tecnico bianconero che sta cercando di riaccendere il motore della squadra che ha dominato gli ultimi due campionati. Ecco i punti delle difficoltà:

1 - CONDIZIONE FISICA INSUFFICIENTE

Il primo dato evidente è il peso sulle gambe della preparazione che Conte, come tradizione, vuole durissima. Questa non è necessariamente una cattiva notizia, considerato che la Juventus si avvicina a una stagione da 55-60 partite con in coda il Mondiale. Però dopo quasi un mese di ritiro è arrivato il momento di trovare un po' di brillantezza perché senza riuscire a correre quanto gli avversari diventa difficile anche lavorare sull'inserimento dei nuovi e provare eventuali variazioni tattiche che da settembre in poi saranno quasi impossibili.

2 - IL RISCHIO DELL'APPAGAMENTO

Il campanello d'allarme l'aveva lanciato Conte in primavera, trattando la permanenza sulla panchina bianconero. Buffon l'ha risuonato pochi giorni fa e alcune distrazioni viste nella tournée americana sono inaccettabili per una squadra che insegue il terzo scudetto consecutivo e lo sbarco tra le grandissime d'Europa. Contro l'Everton ha sbagliato Peluso e non solo. Contro i Galaxy le tre reti sono arrivate da errori imbarazzanti che hanno coinvolto anche i big come Pirlo e Vidal. Serve più attenzione. Subito.

3 - TEVEZ E LLORENTE IN FORTE RITARDO

Nessuna bocciatura, sia chiaro. L'alibi delle gambe pesanti vale a maggior ragione per loro che sono appena sbarcati sul pianeta-Conte. Però, senza considerare la passeggiata contro i dilettanti dell'Aygreville, Tevez e Llorente sono ancora a secco di gol malgrado il tecnico li abbia lanciati da subito nella mischia. L'Apache è stato giudicato insufficiente contro il Milan nel Trofeo Tim, latitante se non per un paio di conclusioni nel finale degli 84' giocati contro l'Everton e assente contro i Galaxy. Llorente ha fatto ancora meno: infortunio contro il Milan e 117' complessivi negli Usa. Quanto manca per trovarli a un livello accettabile di condizione e coinvolgimento tattico?

4 - MERCATO BLOCCATO E INCERTO

Tevez, Llorente e Ogbonna: Marotta ha fatto presto e bene solo che poi si è fermato. Comprensibile, considerato che adesso deve vendere prima di comprare e che tutti lo aspettano al varco per strappare sconti low cost. Però si sta avvicinando il momento della chiarezza e di qualche domanda scomoda. Ha senso cedere Matri che si conferma attaccante capace di fare la differenza anche partendo dalla panchina? Vucinic è ancora centrale nel progetto o no? Isla si sta rivelando uno dei migliori: è confermato a prescindere o la Juve insegue ancora Zuniga per poi venderlo? Che senso ha cercare un crac come Kondogbia se davvero Marchisio è stato tolto dal mercato?

5 - ALLARME SUPERCOPPA

Mancano 14 giorni alla sfida contro la Lazio che vale la Supercoppa e il primo trofeo della stagione. Gara che la Juventus vorrebbe vincere a tutti i costi anche per motivi 'politici' legati allo scontro con Lotito e con la Lega che l'ha preceduto. Da qui al 18 agosto mancano l'ultimo test americano e poi la partitella in famiglia a Villar Perosa dell'11 agosto. Stop. Dire che Conte ci arriverà al buio è forse esagerato, ma di sicuro avrà meno certezze rispetto a un anno fa, quando volò a Pechino a sfidare il Napoli con uno score di 3 vittorie su 5 amichevoli (Milan nel Tim, Herta Berlino e Malaga), un pareggio (Benfica) e una sola 'mezza' sconfitta (Inter nel Tim). E dopo la Supercoppa all'Olimpico inizia il campionato con un avvio da brividi per i campioni d'Italia...

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