10 domande sulla Juve (che fatica in Champions League)

Tre partite, tre pareggi. La Juventus che vola in Campionato, balbetta in Europa

Alessio a Copenaghen

Angelo Alessio in panchina a Copenaghen – Credits: La Presse

Giovanni Capuano

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Dieci domande che i tifosi juventini (e non) solo faranno bene a porsi in queste ore di preoccupazione per l'avventura in Champions League che improvvisamente si è fatta complicata. La Juventus d'Europa non viaggia alla stessa velocità di quella del campionato e l'allarme suona ormai forte perchè la pareggite che ha colpito la squadra di Conte costringerà a un girone di ritorno senza sbavature e con almeno una grande impresa. Pena: ritrovarsi a febbraio nel girone infernale dell'Europa League con tanti saluti ai sogni di grandezza.

1 - QUANTO PESA L'ASSENZA DI CONTE?

Pesa moltissimo e lo si è visto a Copenaghen così come contro lo Shakhtar. Se è vero i cambi vengono decisi in albergo da Conte viene da chiedersi quale margine di autonomia abbiano i suoi sostituti nel corso della partita. Con il Nordsjaelland Alessio non ha toccato nulla per 67' (Vucinic per Giovinco) ed è passato al 3-4-3 in netto ritardo (76') inserendo Bendtner e togliendo Lucio. "Ho fatto i cambi quando serviva" si è giustificato. Sicuri che Conte in panchina non si sarebbe mosso con maggiore celerità?

2 - IL NORDSJAELLAND E' STATO SOTTOVALUTATO?

Domanda legittima visto che rispetto alla formazione 'titolare' sono stati effettuati quattro cambi: De Ceglie e Isla al posto di Asamoah e Lichtsteiner, Lucio per far rifiatare Barzagli e la coppia Matri-Giovinco in attacco. E' vero che Vucinic e Asamoah non stavano benissimo, però questo inizio di stagione dimostra come tutte le volte che la Juventus ha fatto a meno della sua spina dorsale ha sofferto. E' successo a Genova, contro il Genoa e a Firenze. In Danimarca era obbligatorio vincere. Non è stata sottovalutata l'importanza di questa partita?

3 - LA QUALIFICAZIONE E' COMPROMESSA?

No, però non si può più sbagliare. Servono 7 punti in tre partite. Vittoria imprescindibile contro il Norsjaelland e con il Chelsea in casa. Quello con gli inglesi è un vero spareggio. Il prossimo mese sarà di difficile gestione per Conte. Ad esempio la gara contro i danesi arriverà subito dopo quella contro l'Inter. C'è un precedente benaugurante: nel 1998-1999 dopo i pari con Galatasaray, Rosenborg e Athletic Bilbao arrivarono due vittorie e un pareggio. La via è stretta ma percorribile anche oggi. Basta non sbagliare.

4 - LA JUVENTUS E' COMPETITIVA IN EUROPA?

Evidentemente no se nelle ultime dieci partite non è mai riuscita a vincere: una sconfitta e nove pareggi consecutivi. La striscia è ormai lunghissima e parte dall'Europa League del 2010-2011 (6 pari) per poi arrivare a questo girone che assomiglia sinistramente a quello di due anni fa. La mancanza di abitudine a questi livelli giustifica qualche problema di troppo, anche se in squadra ci sono uomini come Buffon e Pirlo che dovrebbero fare da guide per i compagni.

5 - MANCA IL TOP PLAYER CERCATO IN ESTATE?

Manca, eccome. La cooperativa del gol può andare bene in attacco, ma a un livello più alto è un problema che gli attaccanti producano meno gol (11) dei centrocampisti (13). l top scorer sono Vucinic e Vidal a quota 4 e la massa di gioco e occasioni create non si trasforma in prodotto. Un esempio? In Champions League la Juventus tira in porta mediamente 19 volte a partita. Contro il Nordsjaelland è arrivata addirittura a 30 tentativi (15 nello specchio) trovando una sola rete. Van Persie dove sei?

6 - GIOVINCO RISCHIA LA BOCCIATURA?

Sì, almeno in Champions. Male a Londra, poco incisivo contro lo Shakhtar e impreciso a Copenaghen. Il paradosso è che è stato anche il più pericoloso: 6 tiri di cui 5 in porta. Però ha sbagliato almeno un paio di occasioni preziose e gli era capitato anche in nazionale. Che la seconda punta non riesca a essere incisivo alla luna è un problema. Giovinco ha segnato fin qui 3 gol in 957' in campo, uno ogni 319'. Numeri insufficienti. E' costato 11 milioni di euro per la metà. Troppo?

7 - PERCHE' QUAGLIARELLA VIENE EMARGINATO?

Se è vero che a Copenaghen è andato in tribuna anche per le dichiarazioni su Zeman ("Lo apprezzo e mi piacerebbe essere allenato da lui") si è trattato di un autogol clamoroso. In generale Conte lo avrebbe volentieri lasciato partire in estate e lo sta utilizzando poco in autunno. Ha vissuto la sua settimana d'oro tra il 19 e il 22 settembre (3 gol contro Chelsea e Chievo), poi è stato titolare a Firenze e da lì è di nuovo scivolato in panchina (Roma, Shakhtar e Siena) e tribuna (Nordsjaelland) con l'eccezione del Napoli dove, però, mancava Vucinic altrimenti...

8 - POGBA E' SOLO IL VICE-PIRLO?

No, perché ha dimostrato di poter anche entrare affiancando l'azzurro. Però Conte lo sta usando con il bilancino e stupisce che sia lui che Caceres, eroi contro il Napoli, non abbiano avuto alcuno spazio in Danimarca. Come se la programmazione viaggiasse su binari rigidi senza poter scartare nemmeno in presenza di segnali evidenti del campo.

9 - LUCIO E' STATO UN BUON AFFARE?

Malissimo in estate, poi l'infortunio. Anche a Copenaghen è persa il più in difficoltà della linea difensiva bianconera. Doveva essere l'uomo in grado di portare esperienza e classe, ma viene il sospetto che all'Inter averssero visto giusto considerandolo non più spendibile ad alto livello. Ha uno stipendio pesante (2 milioni netti) giustificabile solo se rende al meglio.

10 - MA DEL PIERO NON POTEVA VENIRE UTILE IN EUROPA?

A Copennaghen l'assalto finale è stato condotto inserendo Bendtner, colui che ha sostituito il top player vanamente inseguito. Il danese ha un bilancio poverissimo: 28' in campo, 5 panchine e una serie di non convocazioni. A questo livello sarebbe stato più utile per carisma e capacità di decidere le partite con una sola giocata il Del Piero esodato in Australia. Era accaduto anche un anno fa nel finale di stagione. Sicuri che la società non abbia sbagliato nel gestire il rapporto con l'ex capitano?

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