Calcio

Juventus, quanto vale la rivoluzione sul mercato di Allegri

Cedere alcuni big può portare nelle casse del club 250 milioni di euro. Soldi da reinvestire per dare al tecnico la rosa che vuole

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Giovanni Capuano

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La rivoluzione di mercato che Allegri chiede ad Agnelli nell'ambito della discussione sul futuro della panchina della Juventus ha profonde ricadute anche in termini di calciomercato e di bilancio. Non è semplice immaginare per Nedved e Paratici un intervento massiccio a un anno dall'estate degli oltre 200 milioni investiti per Ronaldo, Bonucci, Cancelo, Emre Can, Perin e per il riscatto di Douglas Costa. Operazioni che hanno in un certo senso legato il club anche in proiezione futura.

Le parole del tecnico toscano ("Da sei mesi ho in testa come dovrà essere la prossima Juventus"), gli spifferi crescenti sulle sue valutazioni e il malconento di parte dello spogliatoio uscito allo scoperto con le parole del fratello di Dybala e qualche like spericolato seminato qua e là da altri delusi dall'andamento della stagione; tutto porta alla conclusione che la Juve abbia bisogno di un restyiling inatteso solo qualche settimana fa.

 

L'unica strada percorribile, però, è quella dell'autofinanziamento nel senso stretto del termine. Non che il club non possa investire, ma per poter mettere mano alla rosa in maniera importante sarà necessario reperire risorse dallo stesso mercato così come si è cominciato a fare con le plusvalenze secondarie a gennaio.

Il tesoretto che potrebbe piovere a Torino mettendo in fila i nomi sulla lista dei partenti di Allegri è di circa 250 milioni di euro. Potrebbero essere di più, ma a patto che Paratici sia capace di creare le giuste condizioni di mercato per alcuni top player in uscita a partire da Dybala che ha una quotazione teorica intorno ai 100 milioni di euro ma è reduce da un'annata che certamente non ne ha tenuto alta la valutazione. Lo stesso per Cancelo, Alex Sandro e Douglas Costa.

Un occhio alle trattative e l'altro al bilancio, insomma. Con un imperativo assoluto: la Juventus non farà minusvalenze e dovrà gestire anche il caso Higuain, di ritorno dalla distrastrosa esperienza con Milan e Chelsea e ancora gravante sui conti in modo da non permettere una sua permanenza o una svendita al miglior offerente.

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