Le pagelle della Juventus dei record

Conte il condottiero, Vidal e Barzagli insostituibili, Marchisio e Pogba da corsa. Ma ci sono anche i bocciati - lo speciale sulla Juventus Campione d'Italia -

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Una formazione della Juventus 2012-2013 – Credits: Getty Images Sport

Il condottiero davanti e il suo esercito dietro. Le pagelle della straordinaria stagione della Juventus rispecchiano due anni di lavoro a Vinovo dove c’è un leader incontrastato (Conte) e alle sue spalle un gruppo che si riconosce pienamente nel lavoro del tecnico ed è disposto a seguirlo ovunque. Senza se e senza ma. Difficile fare una gerarchia nei meriti dei giocatori che hanno costruito una stagione da record. Quasi impossibile trovare qualche bocciato, anche se per non tutti è stato un campionato di soddisfazioni e successi anche personali. Ci proviamo.

CONTE – VOTO 10 – Inimitabile. Anima e cuore della Juventus che ha forgiato nel ferro del suo carattere non permettendo che si perdesse nemmeno nei quattro lunghi mesi della sua assenza in panchina. Top coach nel vero senso della parola. Resterà a Torino, ma Agnelli deve regalargli il sogno di poter vincere anche in Europa per non vederlo volare via.

ALESSIO e CARRERA – SENZA VOTO – Per entrambi vale la testimonianza diretta di Pirlo, uno dei leader dello spogliatoio: “Alessio a Carrera facevano semplicemente quello che diceva lui, non è che avessero molto da inventarsi. Neppure nelle interviste post partita potevano godere di particolari margini di libertà: loro ci mettevano la faccia e Conte i concetti". Teleguidati. Si era capito.

VIDAL – VOTO 9 – Insostituibile e non era scontato visto che in primavera era stati ufficiosamente iscritto nella lista dei possibili partenti per finanziare la caccia al top player. Centrocampista che ha trovato qualità e continuità. Decisivo con i suoi gol nello strappo finale e più disciplinato rispetto al passato. Non è un caso che i più importanti club europei abbiano fatto un pensierino…

BARZAGLI – VOTO 9 – Roccia nel vero senso della parola. Il più presente, punto di riferimento del terzetto difensivo alla faccia di chi aveva storto il naso vedendolo tornare in Italia a prezzi di saldo. Peccato solo per carta d’identità (a maggio sono 32).

MARCHISIO – VOTO 8,5 – Non ci fosse stata la flessione di inizio primavera causata anche da qualche fastidio di salute avrebbe meritato il 9 pieno. Però, oltre ad incarnare la juventinità, si è dimostrato giocatore duttile e moderno. Ha iniziato da interno e finito da rifinitore nel 3-5-1-1. Arma doppia.

POGBA – VOTO 8,5 – Da riserva a inamovibile in meno di sei mesi. Per lui valgano le parole (mai regalate) di Conte: “La sua crescita è stata esponenziale e ho dovuto studiare qualcosa per non rinunciarci”. E’ il futuro se non fosse che il procuratore si chiama Mino Raiola e le sirene hanno cominciato a suonare.

BUFFON – VOTO 8 – Sinceramente non è più il portiere più forte del mondo e, forse, nemmeno del campionato. Però resta una garanzia assoluta e ha un peso specifico fondamentale anche nello spogliatoio. Insieme agli altri leader ha tenuto incollata la squadra nei mesi difficili senza Conte. In campo ha fatto il suo meritandosi un contratto a vita. Peccato per Alaba…

PIRLO – VOTO 8 – “Vedrete Pirlo quando dovrà ritornare a giocare campionato e Champions… E’ bollito, non reggerà”. Visto e promosso. Meno devastante rispetto alla prima stagione in bianconero, disperso nel mare tedesco dell’Allianz Arena insieme ai compagni ma non a sufficienza per meritare una censura. Marotta ha un paio di anni per trovare sul mercato il suo erede.

VUCINIC – VOTO 8 – Vale un titolo di Tuttosport alla vigilia di una sfida di quelle pesanti: “Speriamo che Vucinic stasera abbia voglia”. Croce e delizia per Conte. Non è il top player che sarebbe servito per sbancare in Europa, ma allo stesso tempo rimane il perno centrale di modulo e schemi offensivi.

QUAGLIARELLA – VOTO 8 – Abbiamo un debole per lui e, quindi, ammiriamo la parabola del giocatore che in ritiro si era elegantemente lamentato del ruolo di ‘indossatore’, che (unico) ha avuto un gesto di stizza per una sostituzione ma che si è saputo ritagliare anche un ruolo di primo piano. Le reti a Stamford Bridge e San Siro resteranno nel suo personale album di cose belle.

BONUCCI – VOTO 8 – Non è Beckenbauer. Ripetiamo: non è Beckenbauer. Però ha acquisito maturità e continuità e insieme a Barzagli è stato il perno della difesa. Capace di gol pesanti e multifunzionale per Conte che fa partire da lui la manovra. Bene bene.

CHIELLINI – VOTO 7,5 – Il valore non si discute. Penalizzato dai guai fisici che lo hanno tenuto fuori in inverno. E’ rientrato a Napoli e ha messo dentro la capocciata che vale mezzo scudetto, tanto per dire. Un po’ logoro dopo l’Europeo che lo aveva segnato anche nei muscoli. Però tra Chiellini e altri mille continueremmo a scegliere lui. Anche Conte.

LICHTSTEINER – VOTO 7,5 – Avanti e indietro sulla fascia destra, agonismo e polmoni senza limiti. Marotta aveva preso Isla per aiutarlo in una stagione dai tanti impegni: gli infortuni del cileno lo hanno lasciato solo. Ha mercato in Europa. Non è un caso.

GIOVINCO – VOTO 7,5 – Si tenesse un referendum tra i tifosi juventini probabilmente il voto sarebbe inferiore. Chi ha negli occhi i tanti gol sbagliati in Champions lo detesta. Chi legge i suoi numeri (comunque lusinghieri) lo difende. La verità sta nel mezzo come sempre. Penalizzato dall’alta valutazione con sui è arrivato dal Parma e da un fisico che in Europa non regge. Però il suo contributo non è stato secondario.

MATRI – VOTO 7,5 – Sarà anche ipocondriaco come lo ha descritto Pirlo. Sarà anche non un top player come lo descrive la critica. Però entra poche volte, tocca non molti palloni e spesso li butta dentro. Decisivo contro il Cagliari nel primo momento decisivo della stagione. Farebbe il titolare in almeno 17 squadre della serie A. Non nella Juve, ma anche dalla panchina si può vincere uno scudetto e sentirlo proprio.

ASAMOAH – VOTO 7 – Media tra il voto 8 (abbondante) della prima metà e il 6 (stiracchiato) della seconda. In mezzo la Coppa d’Africa che lo ha prosciugato di energie e concentrazione. Il giocatore visto in autunno è stato un autentico trascinatore e non a caso Marotta firmerà senza indugi l’assegno da 9,5 milioni di euro da girare all’Udinese per riscattarlo.

GIACCHERINI – VOTO 7 – Essere il pupillo di Conte (parole sue) lo inserisce di diritto tra i promossi della stagione. Il resto lo fa il gol al 93’ al Catania che ha avviato la striscia di vittorie consecutive con cui la Juventus ha messo la freccia salutando il Napoli e volando verso lo scudetto.

DE CEGLIE – VOTO 6,5 – Utile. Un anno fa era entrato nel Guiness dei primati come primo e finora unico valdostano a laurearsi campione d’Italia. Ora è il primo (e finora unico) valdostano ad aver vinto due scudetti.

PELUSO – VOTO 6,5 – Come un coltellino svizzero. Serviva un uomo buono per la difesa, orfana di Lucio e Chiellini, e al tempo stesso utilizzabile a centrocampo al posto di Asamoah. In molti hanno criticato Marotta. Peluso si è guadagnato la pagnotta.

PADOIN – VOTO 6,5 – Vive un sogno. E’ stato il simbolo del mercato che i tifosi della Juventus non vorrebbero più vedere ma è un giudizio ingeneroso.

MARRONE – VOTO 6 – “Toccatemi tutti ma non il mio Marrone” è stato il leit motiv dell’ultimo mercato. E’ rimasto, ha giocato poco (pochissimo) ma continua ad essere considerato un talento su cui investire.

STORARI – VOTO 6 – Di stima. Tre presenze, tre vittorie (Parma, Napoli e Pescara) e un solo gol subito. Fare la riserva di un monumento è difficile. Farsi trovare pronto ogni volta è qualità di pochi.

ISLA – VOTO 5,5 – L’altra metà del pacco spedito da Udine a Torino. Sfortunato. Sarà al centro del prossimo mercato e non è una bella notizia per lui.

BENDTNER – VOTO 5 – Non sarà riscattato e nemmeno ricordato. Sinceramente si sarebbe potuto rinnovare il contratto a Del Piero anche solo per fargli fare il poster. Non avrebbe certo fatto peggio del danese che a metà stagione è sparito causa infortunio. Non se ne è accorto nessuno.

LUCIO – VOTO 4 – Ha fatto godere i tifosi della Juventus parlando dei 30 scudetti sul campo. Era luglio. Poi meglio stendere un velo pietoso.

ANELKA – SENZA VOTO – Le sue condizioni fisiche non erano all’altezza di quanto serviva a Conte. Non era difficile prevederlo visto che veniva dal campionato cinese. Quindi non è colpa sua se non è servito praticamente a nulla.

PEPE – SENZA VOTO – E’ mancato e Conte lo aspetta per la prossima stagione. Con lui ci sarebbe stata anche la variante del 4-3-3 nelle opzioni bianconere. Da recuperare anche con vista Mondiale.

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