Un anno di Juve, dalla A alla Z

Maggiani, Nordsjaelland, Raiola, Agnelli e tutti i personaggi ed eventi dello scudetto bis - lo speciale sulla Juventus Campione d'Italia -

L'allenatore juventino, Antonio Conte, vera guida dello scudetto bianconero (Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Non è stata una stagione facile anche se è stata una stagione trionfale. Una cavalcata da record che si può ripercorrere anche così, ricordando personaggi, fatti e polemiche (o anche solo curiosità) che l'hanno segnata. Ecco l'alfabeto dello scudetto della Juventus:

A - Come ARBITRI che in questo campionato non sono stati un fattore. Vittoria limpida, "per una volta" secondo gli antijuventini o "come sempre" per i bianconeri. Ma anche A come AGNELLI che fin qui ha indovinato ogni mossa, anche la più ardita. Ricordate come si era aperto questo campionato? Se non ce la fate andate alla lettera D.

B - Scegliamo lui come simbolo di quelli che in B (nel senso di serie) ci sono stati. B come BUFFON, eletto simbolo della Juventus. Ha firmato un rinnovo pesante, sollevato il primo trofeo da capitano e prenotato un futuro tutto bianconero. Insomma quello che non è stato concesso a Del Piero.

C - E' l'architetto della rinascita juventina. Antonio CONTE però è anche di più: solo lui poteva fare a pugni con la giustizia sportiva (in estate), combattere il rumore dei nemici (in inverno) e poi graffiare l'anima stessa del suo popolo (in primavera) spiegando la differenza tra un professionista e un tifoso. Siederà mai sulla panchina dell'Inter? Boh, forse no. Però ha tenuto da solo le prime pagine dei giornali per dieci mesi. One man show...

D - Si è limitato a fare il tifoso down town e la sua ombra ha pesato pochissimo. Alex DEL PIERO era una delle incognite della seconda annata di Conte. Il suo ricordo è indelebile nel cuore dei tifosi e alla prima difficoltà sarebbe emersa anche la nostalgia. Non è accaduto.

E - E' successo a Bologna e Antonio Conte si è trasformato in Mourinho. La sua ESULTANZA ha incendiato gli animi e dato nuovo gas allo sprint bianconero. "Mattone importante" disse quella sera: refrain ripetuto altre volte nelle settimane successive. Alta tensione.

F - La denuncia è arrivata dopo Bologna. A Napoli è stato lo stesso. A FIRENZE anche. La Juventus è tornata una squadra odiata ovunque in Italia e il guidatore del pullman bianconero se n'è puntualmente accorto (quasi) ad ogni trasferta. Scegliamo la Fiorentina come simbolo perché il -39 è stato un mantra triste che nessuno ha avuto il coraggio di condannare.

G - In mancanza di un avversario vero ci ha pensato lui a tenere alto il fuoco della discussione da bar. Un ringraziamento a GALLIANI e alle sue classifiche virtuali. Scudetto meritato? Sì, però... Cavalcata? Sì, ma nelle ultime 24 giornate è andato meglio il Milan... Imperdibile. A settembre nuovamente su questi schermi.

I - Certo, poi c'è stata la vendetta a San Siro, il divario da record in classifica e tutto il resto. Però la notte del 3 novembre con la caduta davanti alla rivale di sempre rimane una macchia sulla stagione. Che sia stata proprio l'INTER a cancellare record di imbattibilità e verginità dello Juventus Stadium infastidisce i tifosi. Eccome...

L - L'unica vera sconfitta della stagione: fuori dal Consiglio della LEGA CALCIO e fuori dai tavoli che contano. Non una situazione da Juventus e Agnelli farà bene a correre ai ripari perché non sempre i risultati del campo sono così netti da non necessitare di un adeguato peso politico.

M - Gli juventini hanno tremato una sola volta: 28 ottobre 2012. Colpa di MAGGIANI, della sua bandierina su e giù senza certezze, del profilo Facebook e della sua presunta fede bianconera. Gli altri, quelli che juventini non sono, hanno subito tirato in ballo Calciopoli, la Triade e poteri di un tempo. Un brivido durato lo spazio di un paio di settimane.

N - E' stata la serata della grande paura. Nessuno aveva lasciato punti al NORDSJAELLAND. Nessuno tranne la Juventus che in Danimarca ha rischiato di compromettere la sua corsa in Champions. Sarebbe cambiata la stagione? Probabilmente sì, almeno a livello psicologico. Di sicuro quel pareggio ha costretto Conte a un novembre in affanno con qualche punto lasciato in campionato. Poi la fuga.

O - Le contestazioni e i dubbi dei due settimi posti consecutivi sembrano lontani un secolo. Ma al di là dei successi del campo c'è una cosa in cui la Juventus ha cambiato pelle rispetto al trauma post-Calciopoli ed è il ritrovato ORGOGLIO. "La Juve è come la donna che tutti vorrebbero avere" ha spiegato Agnelli al Financial Times: esagerato. Però...

P - Settimane di lavoro per i creativi della Nike. Dopo il tormento delle tre (non) stelle di un anno fa quale PATCH inventeranno per la maglia del prossimo campionato? Con o senza stelle? Riconoscendo o no l'albo d'oro ufficiale di Lega e Figc? Prepararsi ai fuochi d'artificio...

Q - Se guardi i numeri scopri che è stato il più puntuale ad andare in gol. Se osservi la panchina dello Juventus Stadium lo trovi spesso accomodato lì in mezzo ai tifosi. Fabio QUAGLIARELLA è la dimostrazione vivente di come Conte gestisca i suoi uomini. Ah... E' anche l'unico che si sia ribellato con un gesto di nervosismo: multa, lavata di capo ed esclusione per un po'. Stile Juve.

R - Cero da accendere in ringraziamento di chi ha portato a Torino Pogba, colpo di mercato epocale. A chi? A Mino RAIOLA of course sarà bene non farlo inquietare adesso che deve piazzare Ibrahimovic onde evitare sorprese sgradite. Fuor di scherzo, l'alleanza con l'ex pizzaiolo è strategica sulla piazza internazionale.

S - I numeri sono scritti nel bilancio, il resto lo ha raccontato la notte dello sciopero del tifo contro lo Shakhtar. Lo STADIO è un valore aggiunto per la Juventus anche se qualche posto vuoto di troppo, qua e là, si è cominciato a vedere. Colpa dei prezzi in salita o della pancia che si sta riempendo velocemente dopo anni di digiuno?

T - Una volta c'era la TRIADE formata da Giraudo-Moggi-Bettega. Oggi i nomi sono Agnelli-Marotta-Conte: incarnano la juventinità ciascuno a modo loro, si danno del tu e ognuno recita un ruolo differente a seconda delle necessità. Ma anche T come TOP PLAYER, mantra che accompagnerà tutto il 2013 bianconero dopo aver attraversato il 2012. Arriva? Non arriva?

U - Non ci siamo divertiti nello slalom tra multe, saltelli, buu e ULULATI vari. Prima Zeman, poi i napoletani e infine Balotelli. Basta. Ha ragione la società quando dice che la Juventus è altro anche nella lotta al razzismo. Che i tifosi si adeguino senza se e senza ma.

V - Diceva Boniperti: "Alla Juventus VINCERE non è importante. E' la sola cosa che conti". Attualità.

Z - Problema di coscienza che affligge il popolo di 14 milioni di tifosi: accogliere o no il figliol prodigo ZLATAN? Non è una questione da poco perché rimanda a ferite non ancora suturate dell'epoca Calciopoli. E poi: ha senso (stra)pagare un 31enne che in Europa non ha vinto nulla per fare il salto di qualità in Champions? E magari privarsi di Marchisio o Vidal? Roba da capogiro...

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