La Juve e l'aprile di fuoco: scegliere o rischiare tutto?

In due settimane si giocherà scudetto e Champions. Un anno fa il Milan perse il tricolore...

La Juventus ha ipotecato a Glasgow il passaggio ai quarti di finale – Credits: Getty Images Sport

Giovanni Capuano

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Molto dipenderà anche dal responso dell'urna di Nyon, sempre consentendo a Conte e a tutti gli juventini gli scongiuri del caso. Se l'avversario dei quarti di finale di Champions League sarà impegnativo come una scalata all'Everest (per intenderci le due big spagnole, o il Manchester United o il Bayern), allora alla Juventus sarà normale porsi la domanda se convenga o no scegliere il vero obiettivo della stagione.

Il conto è semplice e basta incrociare il calendario del campionato con quello della Champions. In due settimane ad inizio aprile i bianconeri si giocheranno quasi tutto senza possibilità di riposare e, soprattutto, senza poter sbagliare nulla. Un percorso tortuoso al limite dell'impossibile che in passato è costato caro già ad altre squadre. Non è un caso che in autunno un uomo di calcio esperto come Luciano Moggi avesse consigliato a Conte di fare una scelta e preferire il campionato.

Adesso è arrivato il momento. Nessuno a Vinovo mollerà nulla, tanto meno l'Europa, però la salita è durissima. Dando per scontato (scongiuri permessi) che il ritorno contro il Celtic Glasgow non nasconda brutte sorprese, le due sfide dei quarti di finale arriveranno in mezzo al momento clou della lotta scudetto.

Occhio alle date. Il 30 marzo (data che però probabilmente verrà anticipata almeno di 24 ore) la Juventus è attesa a San Siro dall'Inter che l'ha già battuta all'andata. Ci arriverà con in testa anche il quarto di finale d'andata della Champions in programma subito dopo (2 o 3 aprile). Poi un momento di respiro in casa contro il Pescara (7 aprile) e il ritorno dei quarti europei (9 o 10 aprile) che arriverà giusto all'antivigilia della trasferta all'Olimpico contro la Lazio (14 aprile).

Capito il quadro? Un anno fa il Milan si giocò lo scudetto in sette giorni facendo un solo punto tra Catania (31 marzo) e Fiorentina (7 aprile) con in mezzo la gara di ritorno a Barcellona: la Juventus (6 punti contro Napoli e Palermo) mise la freccia da -4 a +1 volando verso il tricolore). Non è detto che il precedente debba valere per sempre, però è la cartina tornasole di come pesino questi impegni.

A vantaggio di Conte c'è che anche il Napoli potrebbe essere ancora in corsa. Se salta l'ostacolo-Viktoria Plzen (ritorno settimana prossima) e gli ottavi (due partite a marzo), nella prima metà di aprile avrebbe i quarti di finale in mezzo alla trasferta contro il Torino, la gara in casa contro il Genoa e, per chiudere, Milan-Napoli. Sulla carta impegni meno gravosi. Sempre che Mazzarri sia ancora in corsa in Europa League.

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