Calcio

Juventus, così è troppo poco! Per la Champions (e non solo) serve di più

Anche contro il Barcellona troppi errori dei bianconeri. Qualificazione non a rischio, ma Allegri deve risolvere i problemi per risvegliare la squadra

juventus champions league dybala

Giovanni Capuano

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Di positivo c'è il risultato, che non consente alla Juventus di chiudere con un turno d'anticipo il discorso qualificazione, ma che lascia a portata di mano il passaggio del turno. Nell'ultima giornata contro l'Olympiacos basterà pareggiare o comunque fare lo stesso risultato dello Sporting Lisbona che va al Camp Nou contro il Barcellona. Rimane la tensione, però pensare a un suicidio sportivo oggi è irrealistico.

Da tenersi via come notizia buona cui aggrapparsi ci sono anche i guizzi che, pur senza continuità, hanno fatto pensare che contro il Barcellona scattasse la scintilla anche se in mezzo a una partita a lungo sofferta dai bianconeri e comandata dai catalani. Possesso palla, organizzazione e incisività: a lungo il Barça è stato superiore alla Juventus allo Stadium ma le occasioni migliori, palo di Rakitic a parte, le ha avute Dybala.

Detto delle cose con le quali consolarsi, resta la sensazione che Allegri abbia in mano oggi una squadra incompiuta e che fatica a tornare ad esprimersi sui livelli della passata stagione. Il tecnico è stato spietato quando ha sintentizzato l'inizio del campionato dicendo che oggi la Juve vale il quarto posto che occupa. Il problema è che anche in Europa, dove le motivazioni dovrebbero essere maggiori, il cammino è zoppicante.

Le peggiori cinque giornate dell'era Allegri

C'è un dato statistico che fotografa questa situazione. Gli 8 punti conquistati fin qui sono la peggiore performance in Champions League dell'era Allegri a novanta minuti dalla fine del girone. Un anno fa e nella stagione precedente erano stati 11 e nel primo anno post-Conte la partenza era stata a rilento (9 punti) salvo poi accelerare fino alla finale di Berlino poi persa col Barcellona.

Lo stesso record negativo vale per i gol segnati (5 contro i 9 della passata annata e i 6 e 7 di quelle precedenti) e per quelli subiti (5). L'anno scorso, per intenderci, la Juventus era arrivata all'ultimo turno con il pass degli ottavi già in tasca e una difesa di ferro (2) che sarebbe stato il segno distintivo di tutta la volata verso Cardiff.

Tra le prime della classe nei diversi gironi i bianconeri hanno l'attacco peggiore ed è un paradosso per chi sul mercato ha speso vagonate di milioni per rafforzare il reparto offensivo.

I numeri non dicono tutto, però sono uno spaccato di una fatica che si trascina da agosto e che in campionato ha già causato la mini fuga del Napoli. Allegri non ha ancora trovato le risposte giuste, sta provando ricette differenti ed è probabile che dopo Natale getti sul tavolo una novità tattica come fatto l'anno scorso col 4-2-3-1 che oggi non pare più essere il grimaldello che apre tutte le porte.

I nove giorni decisivi per la Juventus

Il pareggio contro il Barcellona costringe la Juventus a un impegno extra in Grecia inserito in una settimana già complicata per il campionato. Basta dare un'occhiata al calendario per rendersi conto di quanto sarebbe stato utile guadagnarsi in anticipo la qualificazione, così da poter staccare.

Venerdì 1° dicembre i bianconeri vanno a Napoli in casa della capolista e, se le cose non cambiano prima, col rischio di un potenziale -7 in classifica. Martedì 5 dicembre c'è la trasferta di Atene decisiva per la qualificazione agli ottavi della Champions e al ritorno (sabato 9 dicembre) allo Stadium arriva l'Inter di Spalletti. 

Tre impennate in nove giorni che daranno un senso alla prima parte della stagione della Juventus. Che ci arriva un po' in affanno e con le idee non del tutto chiare, ma anche con la chance di dare una svolta al suo cammino.

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