Calcio

Juventus-Barcellona 3-0: tutti i meriti di Allegri

La travolgente vittoria cancella mesi di critiche (anche dei tifosi bianconeri). La squadra gioca bene e vince

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Giovanni Capuano

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C'è un vincitore assoluto nella notte dello Juventus Stadium in cui la Juventus ha travolto il Barcellona gettando le basi per il passaggio alle semifinali della Champions League. Il suo nome è Massimiliano Allegri, l'uomo che per mesi ha masticato amaro circondato dallo scetticismo e dalle critiche di un ambiente che non lo ha mai davvero amato. Prima contestato dalle vedove di Conte, poi applaudito e infine nuovamente nel mirino con l'accusa di vincere senza praticare un bel calcio.

JUVENTUS-BARCELLONA 3-0: DYBALA SHOW, SEMIFINALE A UN PASSO

Lui si è difeso dialetticamente spiegando che lo spettacolo si va a vedere al circo e a lui interessa vincere. Messaggio indirizzato più al fuoco amico che ad avversari esterni, compreso quel Sarri che lo ha pizzicato dopo averlo messo in difficoltà col suo Napoli. Ma la vera vendetta, Max se l'è presa contro il Barcellona, presentando una Juventus che più offensiva non si può, mettendo sotto col ritmo il Barcellona e poi riuscendo a sigillare il 3-0 che al Camp Nou dovrà essere tradotto in qualificazione.

 

Giocare bene e vincere: la ricetta di Allegri

Alzi la mano chi non si è divertito nella prima mezz'ora dello Stadium vedendo Cuadrado imperversare a destra e Dybala colpire alla Messi la difesa dei catalani. Impossibile non apprezzare la qualità del gioco oltre che l'organizzazione feroce e la preparazione perfetta della sfida. Luis Enrique aveva problemi in difesa? Eccoli evidenziati dall'approccio offensivo della Juventus, larga sulle fasce e con tutti gli incursori pronti a catapultarsi in area di rigore.

In una notte Allegri ha dato tutte le risposte che gli si chiedevano. La Juventus non ha compiuto un miracolo, perché non è inferiore a questo Barcellona ed è costruita per andare in fondo in Champions: però è un'impresa maltrattare così Messi e soci, lasciando solo all'assalto nella ripresa qualche sensazione di pericolosità. E adesso c'è un ritorno in cui esaltare le doti difensive che si sono già viste a Torino.

L'intuizione del nuovo modulo e la protezione del club

L'origine di tutto è ovviamente nel cambio di modulo imposto dopo il crollo contro la Fiorentina. Pareva un azzardo e, invece, si è rivelata la ricetta per motivare un gruppo che rischiava di vivere come scontato il resto della stagione, quasi una discesa libera fino al sesto scudetto consecutivo. Serviva una scossa e Allegri è stato capace di darla, inventandosi la Juve dei Fantastici 5 e piegando Mandzukic e Cuadrado al doppio lavoro di attaccanti e difensori. Un capolavoro simile a quello che nel 2010 Mourinho fece con la sua Inter del Triplete cambiando il dna di Pandev ed Eto'o.

La Juventus è stata capace di proteggerlo nel momento in cui ha usato il pugno duro. E' accaduto con l'esclusione di Bonucci contro il Porto: poteva essere una svolta negativa e, invece, un tecnico pienamente legittimato dalla società si è ripreso il pieno possesso dello spogliatoio. La strada verso Cardiff e il sogno di vincere la Champions League è ancora lunga e piena di insidie. A Barcellona servirà un'altra grande partita. Ma da oggi Allegri ha zittito gli scettici.

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