Calcio

Juve, il mistero allenatore e una certezza: l'addio ad Allegri deciso da tempo

La ricerca del nuovo tecnico, le voci su Guardiola, Sarri e Pochettino. Il valzer chiarisce come il destino di Max fosse stabilito da mesi

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Giovanni Capuano

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Comunque vada a finire la vicenda del prossimo allenatore della Juventus, un tormentone che si sta consumando tra rumors, notizie, smentite (da fuori e ufficiose) e un clima di isteria collettiva crescente, già da oggi una cosa si può dire con certezza: la conferenza stampa congiunta di Allegri e Agnelli per spiegare le ragioni dell'addio è stata un'operazione comunicativa che non cancella quello che c'è dietro.

Ovvero che il destino del tecnico dei cinque scudetti consecutivi fosse segnato da settimane se non da mesi, a dispetto del contratto fino al prossimo giugno, delle parole pronunciate dal presidente nel post-eliminazione contro l'Ajax e delle rassicurazioni dello stesso Max.

Non sarebbe altrimenti immaginabile che un club come la Juventus, maestro nella programmazione, si sia trovato a metà maggio a gestire una questione delicata come la guida tecnica delle prossime stagioni rimandando il momento delle decisioni a un incontro spostato in là nel tempo - giorno dopo giorno - quasi non ci fosse alcuna urgenza.

E sarebbe allo stesso modo inimmaginabile pensare a contatti e movimenti con un ventaglio di allenatori di primissima fascia (e anche qualcuno con profilo differente) senza che per tempo si fosse formata una convinzione.

Che sia Guardiola (le smentite convergono anche se manca sempre quella più autorevole della Juventus stessa), Sarri, Pochettino o un nome a sorpresa, ciascuna di queste scelte lascia in eredità una ristrutturazione più o meno profonda del progetto tecnico della Juve. Nulla che si possa improvvisare da giugno in poi senza una solida base precedente.

Allegri era un dead-coach walking da mesi, lo sapeva e in fondo è anche normale che fosse così dopo un ciclo di cinque anni e senza la spinta decisiva della vittoria nella Champions. In realtà anche aver sollevato il trofeo tanto atteso avrebbe potuto portare, nella logica della consumazione delle motivazioni, alla separazione.

In ogni caso, quanto sta accadendo intorno al successore di Max - per ora un Mister X senza nome e senza volto pubblico - ha fatto cadere il velo sulle dinamiche juventine nell'inverno. 

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