Collovati: "Italia-Brasile, la tripletta di Pablito e la sfida Neymar-Balotelli"

Si gioca 31 anni dopo il Sarrià ma senza pathos: "Eppure tra un anno le nostre motivazioni cambieranno e allora..."

Junior e Paolo Rossi

Junior e Paolo Rossi, 5 luglio 1982 – Credits: Getty Images

Non è mai una sfida banale. Italia-Brasile vale sempre qualcosa, anche se si tratta solo di un'amichevole di lusso come la sfida di Salvador e anche solo accostarla all'Italia-Brasile che tutti i tifosi azzurri hanno nel cuore suona quasi come una bestemmia. Era il 5 luglio 1982, stadio Sarrià di Barcellona. Fulvio Collovati c'era e oggi accetta di provare a mettere in parallelo quella partita con la sfida di questa Confederations.

Meglio non bestemmiare accostando quell'Italia-Brasile a questa sfida che è poco più di un'amichevole di lusso...

"Quella è un pezzo di storia del nostro calcio ma non è l'unica. Germania e Brasile sono la storia del nostro calcio anche quando abbiamo perso come in Messico o negli Stati Uniti. Quell'Italia-Brasile ci diede lo slancio per arrivare in finale e vincere e il ricordo è ancora vivo"

Quella partita è 'la' partita del 1982 più ancora della finale con la Germania

"Non c'è dubbio. Del resto basta pensare a che cosa era quel Brasile con Zico, Cerezo, Socrates, Falcao... Io non ho avuto la fortuna di vedere all'opera quello di Pelé che molti dicono il più forte di tutti i tempi, ma di sicuro quello dell'82 era una straordinario. Unico e irripetibile anche se con uscì sconfitto"

Quello di oggi dove lo mettiamo a partire da Neymar cui tanti pronosticano un futuro alla Pelè?

"Neymar è un grande talento e non discussione"

Da verificare in Europa...

"Pelè non si misurò mai con il calcio europeo. Vorrei vedere Neymar nella Champions League e con le difese europee e non con quelle brasiliano. Di sicuro non si può discutere adesso, però sarà bello valutarlo tra qualche mese"

Balotelli contro Neymar è la sfida del futuro o solo marketing?

"Giocatori diversi l'uno dall'altro ma entrambi figli della generazione attuale molto legata alla comunicazione. Tutto ciò che fanno finisce sui social, sono globali come mai in passato. Mi viene in mente Paolo Rossi e la sua tripletta al Brasile. Solo noi sappiamo cosa ha fatto nello spogliatoio nella mezz'ora dopo la fine della partita. Adesso si sarebbe filmato e tutto sarebbe finito su qualche social nell'arco di pochi minuti..."

Sono industrie della comunicazione e non solo calciatori. Italia-Brasile nel 2013 è anche questo

"Sono industrie di se stessi, imprenditori oltre che atleti"

Ti piace Balotelli che passa le notti a tweettare?

"Sono scelte sue e che possono anche rendere. Quindi sono legittime"

Un giudizio sull'Italia di Prandelli? Criticabile per come gioca questa Confederations ma le difficoltà saranno utili tra un anno...

"Non mi piace ma sarà utilissimo tra un anno. Ho l'impressione che molti abbiano staccato la spina perché sentono poco la Confederations. Fanno fatica anche se poi, sotto 2-0 con il Giappone, sanno reagire e imporre la loro classe. Penso non sia solo una questione fisica"

Colpa della tradizionale mancanza di motivazioni?

"Nelle competizioni che contano siamo sempre presenti, capaci di fare gruppo e pensare solo alla partita. Adesso c'è qualcuno che pensa alle vacanze e altri che sono impegnati col mercato. Così diventa difficile rendere al meglio"

Non sarebbe stato più utile fare turn over contro il Giappone e presentarsi al meglio contro Brasile e Spagna? In fondo se test deve essere meglio affrontare i più forti con la formazione titolare...

"Si poteva fare però i giocatori sono questi e chi è entrato non ha brillato. La nostra nazionale propone questo e a me vengono i brividi se penso che dopo il Mondiale sparirà una generazione con Pirlo, Barzagli e altri che se ne andranno. Servirà un ricambio generazionale ma mettiamoci in testa che sarà lungo"

Tra un anno saremo affaticati allo stesso modo ma con un anno in più. Preoccupante...

"Quali giocatori dell'Under 21 possono sostituire i titolari di oggi?"

Verratti ad esempio...

"Potrà essere il vice Pirlo, ma in questo momento c'è ancora troppa differenza. Ripeto: ci vorrà tempo. Oggi siamo questi e tra un anno le motivazioni conteranno"

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

La fotostory di Italia - Brasile

Dalla finale del 1970 all'amichevole del 2009, ricordi e immagini di una sfida che ha scritto la storia del calcio

Cabrini: "Italia, avanti così!"

Azzurri distratti? L'ex difensore della Nazionale non è d'accordo: "Le motivazioni? C'erano e si sono viste". Così come la migliore condizione fisica del Giappone

Commenti