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Italia al playoff, ecco cinque ragioni per credere al Mondiale

Infortunati che tornano, Ventura non lasciato solo, capacità di reazione e avversarie: perdere Russia 2018 sarebbe un delitto

Adesso è una certezza: per andare al Mondiale dovremo passare dalla strada stretta dello spareggio come già accaduto prima di Francia '98 ma, per fortuna, sarà una strada impervia ma non un sentiero impossibile perché aver mantenuto la posizione di testa di serie ci consente un sorteggio e un avversario non impossibile.

Certo, guardando oggi la nazionale italiana è difficile essere ottimisti. Il post-Spagna ci ha raccontato che siamo di poco superiori a Israele, Macedonia e Albania e, dunque, che siamo destinati a soffire contro chiunque ci capiti sulla strada di Russia 2018. Nessuno escluso. 

Non è una bella sensazione, però può anche essere un salutare bagno d'umiltà che ci eviterà di andare al doppio confronto con l'idea di potercela cavare solo perchè siamo l'Italia con quattro stelle sul petto e un campionato ancora tra i più ricchi d'Europa. Il passo mondiale dovremo sudarcelo fino all'ultima goccia e poi si vedrà se e come organizzare la spedizione in terra russa.

Non tutto è da buttare via malgrado l'aria depressa lasciata in eredità dalle ultime prestazioni. In realtà ci sono almeno cinque buoni motivi per sperare nel Mondiale (ci mancherebbe) e in una reazione di tutto l'ambiente.

Il ritorno dei tanti assenti

La prima ragione, che non deve essere un alibi ma non può nemmeno venir cancellata dalle critiche, è il recupero degli assenti che sono stati numerosi nella tornata di ottobre. Soprattutto a centrocampo si è sentita la mancanza di Verratti e De Rossi, mentre Belotti è imprescindibile davanti anche se il processo di recupero per novembre non dà alcuna certezza.

Ventura ha parlato di chi non c'era e ha evocato la pessima condizione dei coinvocati che in questo avvio di stagione faticano a trovare spazio nei rispettivi club. Chiedere agli allenatori di schierarli non è semplice, però con un mese di lavoro in più nelle gambe la corsa verrà più facile e fluida. E questa non può essere che una buona notizia, sperando di non perdere altre pedine.

Svolta tattica e Ventura non lasciato solo

Il tragico (sportivamente) mese di ottobre della nazionale ha anche certificato che l'Italia è allergica al 4-2-4 e non ha per nulla digerito il 3-4-3. Quindi, come detto tra le righe dai senatori, non sarebbe male tornare indietro infoltendo il centrocampo come storicamente ha sempre fatto la nostra selezione.

Non necessariamente deve essere il 3-5-2, però è bene che il confronto che si è aperto tra il ct e la squadra prosegua. Non si tratta di esautorare Ventura dai suoi poteri di scelta, ma di condividere un percorso che ci aiuti a far rendere al meglio il materiale umano a disposizione. E lo stesso tecnico, affiancato e non lasciato solo a se stesso, può ritrovare serenità e togliersi di testa i pensieri di accerchiamento che ogni tanto tornano prepotenti.

Capacità di reazione del gruppo

L'Italia è abituata a dare il meglio quando si trova spalle al muro e ormai ci siamo. I playoff sono come iniziare il Mondiale con sei mesi d'anticipo su tutti gli altri e con la consapevolezza di non avere un piano B a disposizione. Non si tratta di evocare suggestioni, ma di sapere che nella testa di giocatori dalla lunga esperienza come tanti dei nostri questo è lo stimolo migliore.

In fondo anche essere riusciti a passare indenni dalla trappola albanese è un merito. Bastava poco per perdersi e compromettere tutto e invece, pur soffrendo e non convincendo, l'Italia ha portato a casa i tre punti salva ranking. Prendiamolo come auspicio.

Avversari non insuperabili

Gli avversari che possiamo prendere nell'urna di Zurigo del prossimo 17 ottobre sono da rispettare ma non da temere. Non c'è nessuna nazionale con la quale si parta battuti e nessuna che ci debba far tremare se riuscissimo a ritrovare il filo del discorso perso al Bernabeu lo scorso 2 settembre, quando il mondo ci è crollato addosso.

Come ricordano i reduci dallo spareggio del '97 contro la Russia, l'Italia non può entrare nella doppia sfida facendosi prendere dalla paura. Sarebbe un errore imperdonabile nemmeno giustificato dal peso oggettivo di chi ci troveremo davanti. Quindi fiducia e consapevolezza. In questo ordine rigoroso.

Un mese per prepararsi (e niente superbia)

Ultima valutazione di carattere puramente psicologico. Ventura avrà poco meno di un mese per preparare il doppio confronto e siamo sicuri che lo farà senza tralasciare alcun dettaglio. Non sottovaluterà l'avversario, chiunque esso sia, perché la qualità attuale della nazionale non lo permette. E' un vantaggio sapere che gli azzurri non peccheranno di superbia come accaduto in Spagna pensando di andare a sfidare le Furie Rosse a casa loro schierando tutti gli attaccanti.

Ci aggrappiamop anche a questo per non immaginare un finale diverso. Stare fuori dal Mondiale sarebbe una catastrofe ancor più imperdonabile in un momento in cui la Serie A dà segnali di risveglio e torna ad essere un po' più competitiva anche in Europa. Forza azzurri. Davvero. Non si può tornare indietro nel tempo.

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