Calcio

E' nata una grande Italia. E adesso all'Europeo per vincere

Qualificati a punteggio pieno, giovani e pieni di talento. Mancini non ha la nazionale più forte, ma può sognare

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Giovanni Capuano

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Guai a farsi trascinare in facili entusiasmi, ma l'Italia che ha chiuso il girone di qualificazione a Euro 2020 goleando l'Armenia, a punteggio pieno e con in tasca una serie di record storici è una grande nazionale. Non ancora espressa, da verificare al confronto con le big del Vecchio Continente (e da giugno sarà tutta un'altra storia), ma così bella da averci fatto dimenticare l'umiliazione della mancata qualificazione al Mondiale.

Sono passati solo due anni eppure sembra trascorso un secolo. Il nostro Anno Zero, troppo frettolosamente ribattezzato così dopo la disfatta, era in realtà un terreno di semina da cui è sorto un gruppo giovane e talentuoso, sfrontato e disposto a sacrificarsi. Guidato da un commissario tecnico innamorato del suo ruolo e per questo da ringraziare doppiamente.

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Il gruppo della nazionale di Mancini in allenamento a Coverciano – Credits: ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

Roberto Mancini è l'architetto di questa nazionale. Il suo merito maggiore è aver avuto l'intuizione del patrimonio a disposizione quando in tanti preferivano fare un passo indietro. Non sempre le sue scelte sono state chiare e condivisibili (ad esempio nella gestione della Nations League), ma alla fine la sua visione si è rivelata corretta.

Non ha mai pensato in piccolo, Mancini. Ha detto che l'Italia aveva tutto per tornare in fretta a essere competitiva e ha centrato l'obiettivo. Ha spiegato che l'obiettivo è andare al Mondiale del 2022 per provare a vincere, ma anche che l'Europeo non deve essere considerato unicamente come un momento di passaggio.

Dunque? La sintesi è che andiamo a Euro 2020 certamente non da favoriti, ma con una sfrontatezza che ci rende indecifrabili e pericolosi per tutti, anche per le big che sono più avanti di noi nel processo di crescita. La Francia ci è di sicuro superiore sula carte e non solo. Forse la Spagna, magari la Germania (anche se pure i tedeschi sono all'inizio di un ciclo). Impossibile non citare il Belgio o dimenticare l'Inghilterra ricca di talento e il Portogallo che è campione in carica.

Però in quel mazzo ci siamo anche noi e se ripensiamo alla grande depressione di due anni fa è successo un piccolo-grande miracolo. Adesso bisogna fare il salto di qualità, trasferire tutti i segnali positivi visti nel girone dei record a un livello più alto. Si può vincere l'Europeo? Difficile, non impossibile. E in ogni caso bisogna fidarsi del Mancio che ha sottolineato come da troppo tempo questo trofeo manchi dalla nostra bacheca.

Per adesso va già bene così. A marzo due amichevoli, a giugno l'abbraccio dell'Olimpico di Roma. Buon divertimento, azzurri, e che il viaggio non sia breve.

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