Calcio

Verso il playoff per Russia 2018: cosa lascia in eredità Italia-Israele

Problemi tattici, uomini di talento fuori posizione e un senso di sfiducia. Ma Ventura può trovare le soluzioni per gli azzurri

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Giovanni Capuano

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La notizia migliore della notte di Italia-Israele, gol di Immobile a parte, è arrivata dalla Macedonia che fermando l'Albania di Panucci ha di fatto sancito la qualificazione dell'Italia al playoff per il Mondiale di Russia 2018 con 180 minuti d'anticipo sulla fine del girone.

Perdere il secondo posto che vale il pass per lo spareggio adesso è praticamente impossibile, anche se le prossime sfide di ottobre contro Macedonia e Albania non vanno sottovalutate perché servono punti per restare davanti nella classifica delle seconde (l'ultima viene eliminata) e per mantenere il vantaggio di essere testa di serie grazie al ranking Fifa.

Le possibili avversarie dell'Italia

A due turni dalla fine dei gironi la situazione è favorevole alla nazionale di Ventura, virtualmente ammessa al playoff e con la prospettiva, da testa di serie, di evitare pericolosi incroci contro Portogallo, Slovacchia e Irlanda del Nord.

La situazione è fluida perché in alcuni gironi le cose possono cambiare e stanno cambiando velocemente, ma ad oggi le possibili avversarie degli azzurri sarebbero Svezia, Islanda, Bosnia e Montenegro con il Galles appena fuori causa differenza reti. Non impossibili seppure con qualche attenzione in più alla Bosnia di Pjanic e Dzeko.

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Marco Verratti - 6 settembre 2017 – Credits: Claudio Villa/Getty Images

Cosa lascia in eredità la doppia sfida contro Spagna e Israele

La settimana della nazionale, però, lascia in eredità più dubbi che certezze e il tempo per Ventura comincia a scarseggiare. Da novembre in poi sono vietate sperimentazioni e passi falsi, serve qualcosa in più di quanto visto al Bernabeu e contro gli israeliani.

Il 4-2-4 è il modulo giusto? - Senza voler fare un processo al ct che non lo merita, va sottolineato come il modulo scelto per queste due gare si sia dimostrato inadatto. Sia per la sfida a una grande che in una partita tutta d'attacco come quella di Reggio Emilia contro Israele. Se davvero è così, Ventura ha il dovere di lavorare sull'altenativa rimandando al prossimo ciclo il prosieguo del percorso da lui impostato.

Verratti e Insigne così non servono - L'emblema delle difficoltà sono Verratti e Insigne, i due talenti più importanti della nazionale che hanno deluso profondamente. Impiegati così non servono, giocano male e si perdono nelle difficoltà tattiche delle partite. Un peccato, ma o si costruisce la squadra per esaltarne la caratteristiche oppure tanto vale riflettere se continuare a puntare su di loro.

Fiducia nel ct contro le critiche - Lo stesso Ventura ha perso in una settimana buona parte del credito guadagnato in un anno di lavoro. Molte critiche sono esagerate e immeritate, alcuni paragoni irriverenti, però è evidente che non si può pensare di entrare nella fase decisiva del biannio con un ct su cui sparano tutti.

La Figc, che dando il rinnovo fino al 2020 ha fatto di tutto per blindare Ventura e dagli autorevolezza nei confronti di squadra e opinione pubblica è chiamata a tirare dritto. Tavecchio si gioca molto, forse tutto, nella qualificazione al Mondiale. Ha definito apocalittica l'ipotesi di star fuori come accaduto solo nel 1958: ha ragione, ma caricare di ulteriori pesi il gruppo e il suo tecnico potrebbe non aiutare.

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