Rivoluzione Italia: ora cosa succede?

Spogliatoio spaccato, Prandelli e Abete dimissionari: cambiare è obbligatorio. Ma come? Ecco nomi e possibili scenari per il ruolo di nuovo ct e presidente Figc 

Un momento della conferenza-stampa in cui il ct Prandelli e il presidente Abete hanno comunicato le rispettive dimissioni. – Credits: Ansa.

Nicolò Schira

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Chi arriverà al posto del dimissionario Cesare Prandelli? In cima alla lista ci sono i nomi di Massimiliano Allegri e Roberto Mancini. Il primo era già stato contattato a marzo, allorquando erano in corso le contrattazioni relative al rinnovo di contratto del commissario tecnico di Orzinuovi. L'ex allenatore di Inter e Manchester City ha rassegnato le dimissioni dal Galatasaray poche settimane fa ed è affascinato dalla possibilità di vestire i panni di selezionatore di una Nazionale. Il suo nome è fra i papabili pure per la panchina dell'Inghilterra, ma per lo jesino sarebbe impossibile dire no dinanzi a una chiamata da parte della Figc.

Terzo incomodo Devis Mangia, in passato trainer dell'Under 21 e pupillo prediletto di Arrigo Sacchi, che è pronto a caldeggiarlo in via Allegri. Da capire però chi prenderà la fatidica decisione, date le dimissioni irrevocabili di Giancarlo Abete. Il presidente del Coni Malagò potrebbe nominare a breve un commissario “ad interim”, in attesa del Consiglio federale in programma il prossimo 11 luglio. All'ordine del giorno ci sarà, inevitabilmente, l'elezione di un nuovo presidente.

Numero uno del calcio italiano potrebbe diventare Carlo Tavecchio, attuale presidente della Lega Nazionale di Serie D, nonché vice del medesimo Abete. Da non sottovalutare anche la possibile escalation di Demetrio Albertini, i cui rapporti con Abete e Prandelli si erano parzialmente deteriorati e che ora potrebbe decidere di restare all'interno della Federazione. Oppure si potrebbe puntare su di un giovane per trasmettere il desiderio di dar vita a un cambiamento totale rispetto al passato: in tal caso l'identikit perfetto corrisponde al nome di Andrea Abodi. L'attuale presidente della Lega di Serie B è stato artefice di innovazioni mirate che hanno rilanciato l'appeal e l'immagine della cadetteria negli ultimi anni e potrebbe appunto rappresentare l'elemento in grado di dare una svolta rispetto ai cliché e ai modus operandi degli attuali dirigenti del mondo calcistico italiano.

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