Conte, buona la prima: battuta l'Olanda

Italia travolgente contro gli orange. Decidono Immobile e De Rossi, si vede la mano del nuovo ct che vince al debutto: l'analisi e gli highlights - Vi è piaciuta l'Italia di Conte?

La festa degli azzurri a Bari per la vittoria contro l'Olanda – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Da sedici anni un ct azzurro non partiva col piede giusto nel giorno del debutto. L'ultimo era stato Zoff nell'ormai lontano 1998, poi nessuno fra Trapattoni, Lippi (I e II), Donadoni e Prandelli era mai riuscito ad andare oltre il pareggio, rimediando spesso e volentieri figuracce mal digerite. Antonio Conte ha sfatato anche il tabù della prima volta, saltando di slancio l'ostacolo Olanda e mostrando all'Italia cosa potrà regalare la sua nazionale-modello club: intensità, attenzione, determinazione e una precisa identità tattica. Sembra incredibile, ma dal pomeriggio infausto di Natal che ci ha cacciato fuori dal Mondiale sono passati solo 72 giorni, in gran parte trascorsi a discutere di banane e poltrone. Conte ne ha avuti 17 per mettere insieme la sua prima Italia, ma degli stenti di quella di Prandelli, spedita a casa dalle sue paure prima ancora che dal colpo di spalla di Godin, non s'è vista traccia. Spariti, evaporati, nascosti dietro l'entusiasmo con cui gli azzurri hanno intrapreso la nuova avventura. Conte, spesso in piedi ad accompagnare le folate dei suoi come aveva promesso alla vigilia ("A me piace giocare la partita e far sentire la mia presenza e non cambierò" aveva detto), può essere più che soddisfatto. Buona la prima, sotto tutti i punti di vista. L'attesa per il debutto vero, a Oslo contro la Norvegia nella prima e più impegnativa gara del girone eliminatorio per Euro 2016, potrà essere più serena e, magari, regalare al ct qualche ora di sonno in più.

L'Olanda di Hiddink, svagata e deludente, lontanissima parente di quella molto ordinata tatticamente che in Brasile è arrivata fino alla semifinale, è stata schiantata con un uno-due appena suonato il gong. Reti in fotocopia, merito di uno schema mandato a memoria nei tre giorni di lavoro a Coverciano con la gentile complicità dei centrali orange: lancio di Bonucci dalla retrovia e volata bruciante dei due attaccanti azzurri alle spalle dei loro difensori. Nella prima occasione (3') Immobile ha saltato Cillesen e messo in porta, nella seconda (8') Zaza è stato steso da uno spaesato Martins Indi che si è preso il rosso e ha mandato De Rossi sul dischetto per il raddoppio. Partita finita quasi prima di cominciare, ma quello che si è visto dopo non è meno confortante dell'avvio: controllo della gara, idee chiare, ritmo alzato e abbassato per favorire le incursioni degli esterni e non solo. Uno spettacolo che Conte ha cercato di tenere in cartellone il più a lungo possibile, malgrado un po' di stanchezza, i tanti cambi e la tentazione di mollare un attimo. A proposito: visto il ct urlare da bordo campo al minuto 80 perché insoddisfatto di un'interpretazione tattica. Ricorda qualcosa? Davvero Natal è lontana solo 72 giorni? Il debutto di Bari, statistiche a parte, offre risposte a 5 domande intorno alle quali girava la grande attesa per Italia-Olanda. Eccole:

1 - CONTE PUO' TRASMETTERE ALLA NAZIONALE LA SCOSSA NERVOSA CHE SERVE?

Risposta positiva. Alla nazionale - inteso come gruppo chiamato a Coverciano e poi presentato in campo - e a tutto l'ambiente, uscito depresso dal Mondiale e bisognoso di una svolta immediata. Conte ha cominciato a scuotere l'Italia sin dal giorno della presentazione, mettendo se stesso al centro di tutto, cancellando i dogmi del passato e scrivendo regole ancor più dure. "Non avrò pietà di nessuno" è stato il suo grido di battaglia che ha immediatamente scosso i giocatori. Anche i 50mila accorsi al San Nicola sono un segnale confortante. Erano lì per il ct, che a Bari ha lasciato un segno indelebile, ma anche per la nazionale ed è un miracolo considerata l'indifferenza che aveva accolto il rientro in Italia dopo la figuraccia brasiliana. La prima sensazione è che questo gruppo non farà fatica a farsi amare dalla gente e che sarà più semplice il processo di identificazione rispetto a quanto accaduto in passato con Prandelli, i cui equilibrismi dialettici erano poco compresi (e tollerati) dalla maggioranza. Conte è un ct 'lacrime e sangue': quello che serviva anche a livello di immagine.

2 - LA NUOVA ITALIA AVRA' IN FRETTA UNA SUA IDENTITA'?

Bersaglio colpito al primo tentativo. Alzi la mano chi non ha scorto nel fluire del gioco azzurro le tracce chiare della contaminazione della Juventus di Conte. Ecco, per intensità, ricerca della verticalizzazione e lavoro sugli esterni, la prima Italia di Conte è stata molto simile alla prima (e anche ultima) Juventus del tecnico. Anche senza Pirlo e un regista classico, ma con un centrale circondato da "uomini di gamba" come il ct aveva spiegato alla vigilia. De Sciglio e Darmian hanno fatto le veci di Lichtsteiner e Asamoah, trovando spesso il fondo e, allo stesso tempo, garantendo copertura e pressing alto. Bonucci ha risfoderato il lancio da 50 metri per aprire il gioco, in quel ruolo 'alla Beckenbauer' che proprio Conte gli aveva disegnato in bianconero. Immobile e Zaza hanno fatto il resto: sempre in profondità, sempre partecipi all'azione sia nella fase difensiva che in possesso palla. Mai fermi, mai statici. Come tutta l'Italia del resto, il vero marchio di fabbrica. La prestazione deludente dell'Olanda va ricordata per evitare di cadere nel trionfalismo, però il bilancio è più che positivo.

3 - IL GRUPPO USCITO UMILIATO DAL MONDIALE HA DELLE ALTERNATIVE?

Ranocchia recuperato in difesa dopo aver fatto la riserva delle riserve con Prandelli. Giaccherini usato come fedelissimo interprete per trasmette agli altri il verbo di Conte. Immobile responsabilizzato e Zaza (a proposito, complimenti a Sassuolo e Juventus) debuttante senza paura. L'elenco potrebbe anche proseguire e la migliore risposta è che non si è sentita la mancanza di chi non c'era, partendo da Barzagli e Chiellini, che comunque saranno ripescati in fretta, per arrivare a Balotelli, invitato di pietra della serata del San Nicola. Chissà come avrà reagito sul divano di casa a Liverpool, vedendo una nazionale libera nella testa e fluente nel gioco senza di lui...

4 - QUESTO GRUPPO HA GIOCATORI DI VALORE INTERNAZIONALE?

Un test amichevole a fine estate non è sufficiente, però Immobile visto contro l'Olanda merita spazio e fiducia. Spiace dirlo, ma il trasferimento a Dortmund e l'opportunità di misurarsi con un calcio diverso dal nostro potranno aiutarlo a crescere e a togliersi di dosso le timidezze che avevano caratterizzato anche l'avvicinamento al Mondiale e la sua presenza in campo in Brasile. Il modo in cui Ciro ha aggredito la difesa orange promette bene.

5 - SARA' UNA NAZIONALE MENO DISTRATTA DI QUELLA DI PRANDELLI?

Rispondiamo con un numero. Quella contro l'Olanda è la seconda amichevole che l'Italia vince dall'agosto 2012 a oggi. Score precedente: un successo (contro San Marino il 31 maggio 2013), 7 pareggi e 4 sconfitte. Tradizionalmente snobbiamo i test in cui non ci sono in palio punti e, pareggiando contro l'Armenia a qualificazione raggiunta, siamo stati capaci di farci molto male anche in un'occasione ufficiale. La determinazione con cui è stata affrontata l'Olanda sembra una garanzia che Conte non permetterà nulla di tutto questo. E' un passaggio fondamentale, perché siamo alla vigilia di un biennio con in calendario solo amichevoli o sfide di un girone che, già facile sulla carta, è stato reso ancor più semplice dalla scelta della Uefa di allargare la platea delle qualificate per l'Europeo. Arrivare in Francia non sarà un'impresa, farlo senza aver sprecato nemmeno un minuto, invece, potrebbe essere la vera frontiera da esplorare per Conte.

Gli highlights dell'incontro

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