Balotelli! E l'Italia batte l'Inghilterra...

Decide SuperMario (2-1), ma quante emozioni. Bene Sirigu e Darmian, sublime Pirlo, male Paletta e la difesa. Venerdì potremmo già essere negli ottavi - La sfida vissuta su Twitter - Vi è piaciuta questa Nazionale?  - Eng-Ita tra dati e statistiche - Lo speciale Brasile 2014

Mario Balotelli festeggia dopo il gol – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Arrampicati sulle spalle possenti di Mario Balotelli, che non segnava in azzurro da una vita (15 ottobre contro l'Armenia) e che ha scelto la notte giusta per tornare al centro della scena, mettere a tacere gli scettici, convincere Prandelli a rinnovare il credito che pareva quasi terminato nei suoi confronti. L'Italia c'è e giocherà un ruolo da protagonista in questo Mondiale. La sfida contro l'Inghilterra ce l'ha confermato, malgrado le difficoltà ambientali e la sfortuna che ha preso di mira gli azzurri, scesi in campo senza capitan Buffon, fermato dalla distorsione alla caviglia rimediata nell'ultimo allenamento. Abbiamo vinto e messo in discesa un girone difficile, con mille ringraziamenti alla Costa Rica che ha battuto l'Uruguay e contro la quale venerdì 20 giugno a Recife giocheremo un jolly con vista qualificazione agli ottavi di finale. Ce lo avessero detto alla partenza per Mangaratiba non ci avremmo creduto...

La partita contro i leoni inglesi l'ha decisa il colpo di testa sotto porta di Balotelli a inizio ripresa. Metà del merito va a Candreva, autore di una gara diligente e coraggiosa e dell'assist che ha spianato la strada a Supermario, dimenticato da difensori e portiere avversario. Gol bello per coralità e capacità di colpire l'Inghilterra sfruttando le sue debolezze. Anche il vantaggio di Marchisio nel primo tempo era stato un piccolo capolavoro, preparato nel lungo ritiro di Coverciano, studiato nei minimi dettagli e sublimato dalla finta di Pirlo che ha aperto in due la difesa consentendo al Principino di calciare con potenza e precisione. Un capolavoro sporcato dall'immediato pareggio di Sturridge, preso in contropiede su palla persa, simbolo di una serata con moltissime luci e qualche ombra, soprattutto dietro.

Il goal vincente di Balotelli

Prandelli ha vinto le sue scommesse (Candreva, Marchisio, Balotelli, Darmian e il doppio play), ma ora deve interrogarsi sulla tenuta del pacchetto arretrato dove Paletta, visibilmente in ritardo di condizione e bloccato dall'emozione, ha rappresentato il punto debole. Sterling, Sturridge e Rooney lo hanno puntato sin dal fischio d'avvio creando occasioni a cascata e dando la sensazione di poter passare in ogni momento. Abbiamo sofferto senza mollare e, dati alla mano, fatto la partita anche se Sirigu ha dovuto spesso fare gli straordinari per salvare la sua porta. Davvero non c'era una situazione migliore dell'oriundo del Parma? E' valsa la pena lasciar fuori Bonucci, spostare Chiellini largo a sinistra (e in difficoltà a sua volta contro i velocissimi esterni inglesi)? Ripensando a Criscito rimasto in Italia e a Ranocchia, tagliato dopo aver fatto la riserva, viene il sospetto che il ct potesse comporre meglio la sua lista dei 23. Ormai, però, è tardi. Contro la Costa Rica servirà qualcosa di meglio, sperando nel recupero di De Sciglio che potrebbe rimettere molte pedine al proprio posto.

Il tiro... a bersaglio di Marchisio

Paletta e spaventi difensivi a parte, la notte di Manaus ci consegna un gruppo con diverse alternative. Darmian ha superato a pieni voti il primo esame mondiale e Sirigu non ha fatto rimpiangere Buffon. Il trauma vissuto nel 2010 con Marchetti al posto del portierone della Juventus è superato: il numero del Psg ha mostrato sicurezza e buona condizione. In generale ha funzionato (quasi) tutto del disegno tattico di Prandelli. Il 4-1-4-1 inventato in primavera consente all'Italia di stare in campo con ordine e buona presenza fisica. Non è un dettaglio per quello che si è visto nella prime giornate del Mondiale brasiliano, con partite spesso spezzate in due dai crolli di chi era partito troppo forte. Anche l'Inghilterra, schierata da Hodgson con un 4-2-3-1 molto offensivo, con il passare dei minuti ha perso corsa e lucidità. Si sono visti giocatori colpiti dai crampi e rincorse sempre più corte. La condizione fisica sarà un fattore nel mese brasiliano. Manaus ci dice che aveva ragione Prandelli: l'Italia è pronta per provare a farci sognare.

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