Is Arenas, arrestato il presidente del Cagliari Cellino

Stamattina sono scattate le manette per il patron del club sardo nell'ambito dell'inchiesta sulla costruzione dello stadio di Quartu. Con lui, nei guai anche il sindaco di Quartu

Il presidente del Cagliari, Massimo Cellino (Credits: Claudio Villa/Getty Images)

Dario Pelizzari

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Il presidente del Cagliari calcio, Massimo Cellino, è stato arrestato stamattina intorno alle 8 con l'accusa di tentato peculato e falso ideologico. Con lui, sono finiti in manette con le stesse motivazioni anche il sindaco di Quartu Sant'Elena, Mauro Contini, e l'assessore ai Lavori pubblici del comune sardo, Stefano Lillu. Sullo sfondo, l'inchiesta sulla costruzione dello stadio Is Arenas, il nuovo impianto che il club di Cellino voleva destinare alle gare interne del Cagliari e che invece è stato al centro di un travaglio infinito per ragioni diverse.  

Pronti e via e tutto sembrava bellissimo. Storia del 2 settembre 2012. Inizia il campionato di A e il Cagliari gioca la sua prima gara casalinga della stagione, ospite di turno l'Atalanta. Il Sant'Elia non era più agibile per problemi di sicurezza e Cellino aveva realizzato in tutta fretta un nuovo stadio a due passi dal capoluogo di regione, a Quartu. Peccato che il prefetto di Cagliari non dia il via libera per aprire le porte dell'impianto al pubblico. "Ragioni di sicurezza", la motivazione ufficiale. Che certo non fa piacere al patron del club sardo, che va su tutte le furie per una decisione che non condivide.

Si dirà, tempo qualche settimana e tutto si risolve. Invece, no, manco per niente. La situazione precipita. Il 23 settembre è la Roma a volare in Sardegna per la giornata numero 4. Il prefetto non ha cambiato idea, la partita si sarebbe dovuta giocare a porte chiuse. Cellino è una furia. Invita i tifosi a entrare comunque nello stadio, provocando la reazione della giustizia sportiva, che risponde riconoscendo al Cagliari la sconfitta a tavolino per 0-3. Cellino nell'occhio del ciclone. Ancora una volta.

Sì, perché il patron del club sardo, al timone della società dal 10 giugno del 1992, è considerato tra i personaggi più controversi del pallone tricolore. Insieme con Zamparini, presidente del Palermo, è un teorico del cambiare allenatore spesso e volentieri.  Secondo stime attendibili, avrebbe messo in 20 anni la firma su una quarantina di sostituzioni sulla panchina della squadra rossoblù, coinvolgendo nella sua particolarissima visione del calcio una trentina di allenatori, gentilmente accompagnati alla porta a causa di incompatibilità sportive e non. Nella stagione in corso, tutto secondo tradizione. Via Massimo Ficcadenti il 2 ottobre, dentro Ivo Pulga. E il campionato è ancora lungo.

Non è la prima volta che Cellino finisce nei guai con la legge per scelte legate alla sua attività imprenditoriale. Nel 2001 è stato condannato a 1 anno e 3 mesi di reclusione per falso in bilancio. Quattro anni più tardi, il patteggiamento per aver incassato indebitamente contributi europei destinati all'esportazione di prodotti cerealicoli.

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