Io, ospite Vip allo Juventus Stadium

Il racconto dell'esperienza unica in uno degli impianti riservati al calcio tra i più belli (e funzionali) d'Europa

L'esultanza dei giocatori bianconeri (Credits: ILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

di Alessandro Provenzano

Metti una serata allo Juventus Stadium, ospite in un palco Vip dove vivere la partita è solo uno dei tanti risvolti di un'esperienza ben diversa da quella che le cronache nazionali ci propinano ogni giorno, in un calcio fatto di stadi vecchi, fatiscenti e pericolosi. Metti una sera in questo stadio per capire che lo slogan scelto dalla Juventus per promuoverne le iniziative, fin dalla stagione scorsa, è decisamente azzeccato: lo stadio che cambia il calcio. Nasce con l'intento di regalare ai propri ospiti l'emozione di uno stadio che è un po' salotto, molto arena e certo anche cinema, con quell'acustica da home theatre che incute timore agli avversari.

Naturalmente, l'atmosfera che si respira dallo sky box della Jeep nel quale abbiamo assistito all'incontro di campionato Juventus-Udinese è decisamente più ovattata, tanto che si fa fatica a pensare di essere entrati “solo” in un impianto sportivo. Percorriamo la pancia dello stadio scorrendo, lungo le pareti, le frasi storiche di Giampiero Boniperti, la posa plastica di Platini, gli abbracci vincenti dei campioni di ieri e di oggi.

Una volta entrati nel proprio “loggione”, si capisce cosa significhi avere il privilegio di vivere il match in questo modo; buffet ricco che spazia dai primi al dolce, chiaramente da consumarsi in tutta tranquillità sui divani; visto che la serata offre nel suo menu anche un'abbondante nevicata, non è poi così male seguire le fasi di riscaldamento dietro alla vetrata panoramica che dà sul campo, magari approfittando del calcio balilla (rigorosamente bianconero), a disposizione degli ospiti.

Una volta iniziato l'incontro, e appurato che dal divano, dietro la vetrata, sembra di telecomandare i calciatori, come dalla consolle di un'immaginaria playstation, l'unica cosa che mancherebbe è l'urlo della folla, la spinta del tifo, la gioia dell'abbraccio corale dopo il gol. Basta aprire la porta che ci divide dagli spalti, sedersi sulle comode poltroncine e pazienza se fa freddo, ci hanno appena portato una copertina per riscaldarci...

Lo so, sarò il solito italiano medio, tutto calcio e famiglia, ma che bello per due ore e passa essere stato in paradiso...

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