La strana Inter del dottor Jekyll e Mr. Strama

A Catania come nel derby: corretti nella ripresa gli errori iniziali. Nel ritorno +4 punti nei secondi tempi

Rodrigo Palacio esulta dopo il gol vittoria dell'Inter a Catania – Credits: Afp

Giovanni Capuano

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Per costruire la prova definitiva manca ancora un indizio, ma i primi due consentono di farsi venire almeno il sospetto. Stramaccioni sta vivendo la fase più difficile della sua stagione sulla panchina dell'Inter da vero Dottor Jekill e Mr Hyde, allenatore che sbaglia qualche scelta all'inizio e poi la corregge in corsa rimettendo in piedi il risultato. Non una costante di questo campionato, ma un'abitudine nelle ultime settimane. Era accaduto nel derby contro il Milan e si è ripetuto nel ribaltone clamoroso di Catania.

"Scelte sbagliate? Penso che abbiamo pagato alcuni errori individuali" ha spiegato Stramaccioni a Catania per giustificare il peggior primo tempo della stagione, peggiore se possibile anche rispetto a Siena e Firenze. Vero e poi c'è anche l'alibi delle tantissime assenze. Però, così come nel derby, l'Inter è cambiata nella ripresa anche grazie alle scelte del tecnico che ha messo in campo una squadra più logica. Contro il Milan era bastato invertire Zanetti e Nagatomo aiutando Guarin sull'esterno. A Catania è stato Palacio a cambiare faccia alla partita.

Dall'inizio del girone di ritorno ben 4 volte l'Inter ha chiuso in svantaggio il primo tempo: ha poi vinto contro il Catania, pareggiato il derby e perso contro Siena e Fiorentina. In generale, però, nei secondi tempi ha guadagnato 4 punti (12 contro 8). Dall'inizio del campionato il saldo è positivo: +5 (47 contro 42) solo che fino alla fine di ottobre gli inizi erano fulminanti mentre poi la tendenza si è invertita.

Nelle prime 9 giornate ben 7 volte l'Inter è andata al riposo in vantaggio. Nelle ultime 5 è successo il contrario in 4 occasioni. Colpa anche dell'inesperienza dell'allenatore e Moratti lo ha anche spiegato, concedendo al suo tecnico la possibilità di crescere e sbagliare al di là della contingenza dei risultati. La notizia positiva, infatti, è che la squadra sembra essere in totale sintonia con chi la guida. Solo così si spiega la determinazione nel ribaltare situazioni difficili.

Questa difficoltà ad avere un approccio determinato è, però, un peccato per l'Inter. C'è un dato che deve far riflettere. Nelle 13 occasioni in cui i nerazzurri sono stati i primi a segnare sono arrivate 11 vittorie e 2 pareggi (35 punti su 39). Quando ad aprire le marcature è stato l'avversario il rendimento è precipitato: 3 vittorie, 3 pareggi e ben 8 sconfitte su 14 partite (12 punti su 42). Numeri da analizzare in vista della volata Champions che per l'Inter, parole di Moratti, "è questione di sopravvivenza" e nella quale si devono limitare al minimo gli errori.

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