Calcio

Inter, il crollo di Ranocchia: "Faccio mental training per i troppi insulti"

Fino a pochi anni fa era uno dei difensori più promettenti d'Italia, adesso lotta per ritrovare fiducia e posto in squadra

Ranocchia

Matteo Politanò

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La parabola negativa di Andrea Ranocchia continua e viene confessata dallo stesso giocatore ai microfoni di Sky: "Da tre mesi vado in un centro in cui mi seguono dal punto di vista fisico e psicologico. C’è una persona con cui parlo ma non è uno psicologo: è laureato in Fisioterapia ma è anche esperto di mental training". Un aiuto per ritrovare fiducia dopo un'involuzione inarrestabile sfociata nella forte contestazione dei tifosi nerazzurri: "Puoi subire critiche, insulti, denigrazioni ma se lavori tantissimo è meno difficile volgere in positivo le cose che non vanno". 

Andrea Ranocchia è arrivato all'Inter nell'estate del 2011 giocando il suo anno migliore nella stagione 2012/2013 agli ordini di Stramaccioni e indossando anche per la prima volta la fascia di capitano nerazzurro. Dal 2013 le prestazioni iniziano però a calare vistosamente con errori decisivi e il difensore perde il posto in squadra diventando il primo obiettivo della critica da parte dei tifosi. Le troppe pressioni della piazza e la mancanza di sicurezza hanno via via logorato i rapporti fino al 28 gennaio 2016 e alla cessione in prestito alla Sampdoria.

A Genova Ranocchia voleva cercare un posto per l'Europeo ma finisce la stagione deludendo senza appello con 14 partite giocate e la media voto di poco sopra il 5. La scorsa estate è così tornato in nerazzurro giocando 2 partite in questa stagione agli ordini di Frank De Boer. "Ha introdotto regole ferree. Come per esempio pranzare qui, tutti insieme, prima delle partite. O far colazione se c’è l’allenamento al mattino" ha spiegato Ranocchia parlando del nuovo tecnico. Basterà un mental trainer per invertire la tendenza? 

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