Calcio

Il boom Inter sostenuto da Suning: in tre anni investiti 606 milioni di euro

Record di fatturato, sponsorizzazioni e prestiti convertiti: così Zhang ha guidato la crescita del club che ora sfida la Juventus

steven zhang suning inter

Giovanni Capuano

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Un fiume di denaro che in tre anni arriva alla cifra di 606 milioni di euro: ecco cosa c'è dietro il boom dell'Inter cinese che dal 2016 al 2019 ha raddoppiato il fatturato, sfondato per la prima volta nella sua storia la soglia dei 400 milioni e lanciato la sfida alla Juventus ai vertici del calcio italiano. Aumenti di capitale, finanziamenti, prestiti convertiti e sponsorizzazioni: la strada scelta da Suning e dalla famiglia Zhang per stabilizzare e dare forza a un club uscito con i conti in disordine dall'ultima parte dell'era morattiana.

I numeri non mentono e serve seguire il filo dei diversi bilanci pubblicati dal giorno dell'acquisizione della società dalle mani dell'indonesiano Thohir. Una strategia che a tratti è parsa poco chiara o troppo lenta nella sua attuazione, ma che in realtà sta dotando l'Inter dei fondamentali necessari per entrare nella fase della moltiplicazione degli investimenti. Che, nei piani e nei sogni di dirigenza e tifosi, deve essere la porta d'ingresso verso una nuova era di successi sportivi.

inter suning sede sociale

– Credits: ANSA/Marco Cappelletti, courtesy di DEGW e FUD Factory| Lombardini22

In tre anni più di 600 milioni dalla Cina

In tre anni, da giugno 2016 a giugno 2019, Suning ha iniettato nelle casse dell'Inter oltre 600 milioni di euro. Ha cominciato subito con l'aumento di capitale da 142 che ha accompagnato l'ingresso in società con il 68,55% delle azioni. Poi i finanziamenti a cadenza regolare per un totale di 336 milioni: 40 nel giugno 2016, 177 nei mesi a seguire e altri 119 nel bilancio 2017-2018 quando ancora il faturato faticava a sostenere l'equilibrio dei conti.

Di questo fiume di prestiti, che generano interessi per oltre 20 milioni di euro all'anno, Suning ha cominciato però anche a lasciare via via parti sempre più consistenti nel club: 145 milioni in tutto di cui una tranche da 40 lo scorso mese di giugno 2019. Il segnale concreto della volontà di investire in maniera permanente nell'Inter.

A bilancio il 30 giugno 2019 c'erano 148,9 milioni di euro di debito per "finanziamento soci" di cui 140,8 in quota capitale (il resto interessi) cui aggiungerne altri 48,5 ceduti in aprile alla controllata Grand Flagship Limited. Altri 3,8 sono stati invece rimborsati dal club alla proprietà.

La sponsorizzazione di Suning

Per arrivare ai 606 milioni bisogna aggiungere poi la sponsorizzazione quadriennale con una delle società Suning per il nome del centro sportivo di Appiano Gentile, quello di Interello delle giovanili, il kit d'allenamento e il co-branding sul territorio asiatico. Un impegno da 16,5 milioni di euro a stagione (scadenza giugno 2020) più bonus da 25 alla firma.

Scorrendo i bilanci delle ultime tre annate il conto dei ricavi generati da rapporti con società controllanti, comprendente anche academy e consulenze, arriva a 128,6 milioni e la copertura è garantita almeno fino al 2020. Gli altri accordi commerciali sono invece fuori dal perimetro Suning, frutto dei rapporti commerciali del colosso cinese ma non riconducibili direttamente ad esso e, dunque, non conteggiabili alla voce investimenti diretti.

Il boom del fatturato in tre anni

La strategia Suning ha prodotto come risultato il (quasi) raddoppio del fatturato in tre anni: da 241 a 417 milioni di euro, plusvalenze incluse. Il boom è stato reso possibile, ovviamente, anche dal ritorno in Champions League, la galina dalle uova d'oro capace di far esplodere i ricavi per diritti tv e premi Uefa oltre che a generare bonus e aumenti nelle partnership commerciali. Ma per arrivarci l'Inter è dovuta passare attraverso tante delusioni in campo e un percorso di crescita economica in larga parte sostenuto dall'azionista di maggioranza.

Ora è arrivato il momento degli investimenti per vincere. Lo testimonia l'aumento dei costi, passati in un anno da 364 a 465 milioni di euro di cui 192 per stipendi di tesserati e personale. L'Inter rilevata dalle mani di Thohir usciva dalla dieta ferrea che l'aveva portata a contrarre il monte stipendi complessivo a 116 milioni, circa la metà rispetto ad oggi. L'operazione stadio racconta la volontà di non fermarsi e di rendere il club ancora più ricco e di valore, capace di camminare con le sue gambe dopo essere stato a lungo sostenuto dalle spalle della famiglia Zhang.

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