Branca, Ausilio e Leonardo: il futuro dell’Inter

Ecco spiegata l’irritazione di Moratti: Branca e Ausilio non si toccano. E in futuro Leonardo…

Branca e Ausilio potrebbero ritrovare Leonardo all'Inter (Credits: Valerio Pennicino/Getty Images)

Riccardo Vetere

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Thohir è arrivato e la svolta epocale è già iniziata. Ieri per la precisione, all’Hotel Armani, dove il magnate ha pranzato con Massimo e Angelomario Moratti senza rilasciare dichiarazioni e nemmeno uno scatto nitido del suo volto paffuto. Si è barricato in hotel senza lasciare tracce; meglio di Ethan Hunt in Mission: Impossible che qualche briciola l’ha pur persa lungo il sentiero.

Questo ieri. Oggi è uscito allo scoperto: ha parlato e dato indicazioni cruciali per meglio comprendere le prossime mosse, quelle che porteranno alla definizione della trattativa e dell’assetto societario.“Ho il massimo rispetto per la famiglia Moratti, non stiamo trattando per l'80% della società. Non voglio imporre nomi per la dirigenza, non voglio influire sui movimenti di mercato”, sono statele prime parole milanesidel tycoon indonesiano. 

La risposta attesa è arrivata a seguito dei fiumi d’inchiostro e caratteri digitali battuti su diversi dettagli: sul 75% del pacchetto azionario destinato da subito a Thohir, sulla pretesa di ricevere la presidenza dell’Inter, su un radicalerepulistiinterno al club con Moratti vicepresidente e gli attuali Branca e Ausilio destinati a finire sotto scacco. 

Moratti non ci sta e lo ha fatto presente. Ed ecco il motivo dell’evidente nervosismo palesato ieri dall’attuale presidente a pochi minuti dall’incontro di pranzo. Troppe e affrettate pretese da parte del proprietario del D.C. United che hanno spinto Moratti – presidente e azionista di maggioranza dal 95’ – con le spalle al muro.

Come si dice poi: mai toccare a una madre i suoi gioielli. L’indice di Thohir puntato sugli uomini di fiducia Branca e Ausilio è stato la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di sacrifici. E quando pochi minuti dopo (alle 17:22) si è presentato sotto gli uffici della Saras, è apparso visibilmente stizzito. “Passi in avanti? No, anzi…”, la sua battuta a caldo. Dunque, piccolo passo indietro. Moratti non ha gradito che l’acquirente entri in casa del venditore e inizi a comandare senza neanche pulirsi i piedi sullo zerbino. E dalle ultime parole di Thohir si legge un chiaro messaggio distensivo lanciato a Moratti: facciamo come vuoi tu. 

La trattativa, ormai in stato avanzatissimo, procederà senza ulteriori intoppi e l’intento condiviso porterà al sigillo definitivo sul contratto. Sì, ma quando? Ora si addensano delle nubi sulla data. La stretta di mano decisiva era attesa per la giornata di domenica, ora si dovrà forse pazientare ancora qualche tempo. Vedremo.

Tempistiche a parte, Moratti ha posto alcune e precise condizioni: Branca e Ausilio restano nello staff tecnico e se delle novità ci saranno, non corrisponderanno alla loro dipartita. Semmai, ci sarà l’affiancamento di una figura di fiducia a completare la squadra tecnica.

Tutti gli indizi portano a Leonardo, che il 2 settembre lascerà il Paris Saint Germain e la carica di direttore sportivo dopo lo schiaffo ricevuto dalla Commissione d’appello della Federcalcio francese che gli aveva prorogato la squalifica da 9 a 12 mesi. Il dirigente brasiliano tornerà così in Italia, dove in autunno sposerà la compagna Anna Billò. E quella che al momento è un’ipotesi potrebbe presto tramutarsi in verità; Moratti stima Leonardo, ma non è l’unico. Anche Thohir avrebbe già espresso l’apprezzamento al suo ingresso in società, in un ruolo simile a quello già ricoperto nei due anni a Parigi. In Francia ne sono convinti e Le Parisien parla di un incontro già fissato in agenda, a Londra, per fare la reciproca conoscenza.

L’accento posto da Erick Thohir in persona sul fatto che non ci sarà ingerenza sul mercato e nella scelta degli uomini dello staff dirigenziale, fa parte del gioco e si colloca alla perfezione nella strategia dell’indonesiano: rispetto assoluto per la famiglia Moratti e le sue scelte dopo lo “scontro” di giovedì

Ecco perché le dichiarazioni di questi giorni vanno prese con le pinze. Nulla può trapelare a questo punto di una trattativa entrata nella congiuntura cruciale. E il magnate di Giacarta sa bene che prima di arrivare alla cabina di comando ci sono scale e lunghi corridoi da percorrere. Oggi la situazione è questa, ma in futuro tante cose potrebbero  - e dovrebbero - cambiare nell’organigramma societario.

È emersa anche la presenza della clausola “call” nel contratto in via di composizione, la quale permetterebbe a Thohir di acquisire – a condizioni e tempistiche prestabilite - anche la quota dell’altro socio: in questo caso Moratti. Se fosse confermato, si andrebbe verso una lenta ma definitiva uscita di scena di Moratti. Al momento, però, è ancora lui presidente e azionista di maggioranza del club nerazzurro e non ammette che i suoi uomini vengano spostati di un millimetro. Anche Thohir lo ha capito…

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