Da Pirlo a Silvestre: gli ex interisti che scelgono i cugini

Il difensore è l'ultimo giocatore di una lunga serie che dalla Pinetina cerca il rilancio a Milanello, il percorso inverso risulta invece meno fortunato

Matias Silvestre (Ansa)

Matteo Politanò

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Inter e Milan tornano a collaborare sul mercato. Dopo l'infortunio di Daniele Bonera il nome nuovo per la difesa rossonera è quello di Matias Silvestre, centrale argentino reduce da una stagione non esaltante in nerazzurro e pronto a rilanciarsi con il Milan. L'accordo riporta alla memoria i primi anni del 2000 quando gli scambi tra i due club milanesi erano all'ordine del giorno. Storie di plusvalenze che facevano storcere il naso e di scelte tecniche che la maggior parte delle volte hanno premiato i rossoneri.

La lista delle operazioni di mercato da derby è lunga e raccoglie nomi celebri: da Giuseppe Meazza ad Aldo Serena e Fulvio Collovati, fino a Maurizio Ganz e Taribo West, Giuseppe Favalli, Amantino Mancini, Sulley Muntari e il più recente baratto tra Cassano e Pazzini. Tra le trattative più eclatanti c'è sicuramente quella che nel 2001 portò Andrea Pirlo in rossonero in cambio di 5,5 milardi di lire più il cartellino di Andreas Guglielminpietro (fortemente richiesto da Cuper). Risultato? L'adorabile Guly sparì dopo un anno, Pirlo scrisse la storia del calcio italiano.

Nella stessa estate altri due centrocampisti cambiarono casacche restando a Milano: Christian Brocchi finì al Milan mentre l'Inter prese lo sconosciuto croato - belga Drazen Brncic. Un oggetto misterioso che dalle parti della Pinetina si fece vedere solo per qualche mese prima di sparire progressivamente fino a chiudere la carriera nelle serie minori belghe. Stesso discorso per lo scambio Helveg - Domoraud mentre un'altra chicca nerazzurra fu quella che portò Clarence Seedorf al Milan in cambio di Francesco Coco. A Cuper serviva un terzino per rimpiazzare Gresko dopo il drammatico 5 maggio dell'Olimpico: Coco giocò una discreta stagione all'Inter per poi iniziare il calvario di infortuni che lo avrebbe portato al ritiro nel 2007, Seedorf vinse tutto con il Milan e ne scrisse la storia per dieci anni.

Un anno dopo altra operazione che destò perplessità, lo scambio tra Dario Simic e Umit Davala, il terzino turco voluto da Fatih Terim che non vestì però mai la maglia nerazzurra andando in prestito a Galatasaray e Werder Brema. Simic diventò invece un'ottima pedina per la panchina rossonera, nuovo scambio che fece la fortuna del Milan. Anche l'ultima operazione di mercato tra Milan e Inter ha premiato maggiormente il Diavolo: Antonio Cassano ha giocato 28 partite con 7 gol nell'ultima fallimentare stagione con Stramaccioni mentre Giampaolo Pazzini ha messo a segno 15 gol in 30 partite partendo spesso dalla panchina.

Tra i giocatori che hanno vestito entrambe le maglie non si può non citare Ronaldo, idolo nerazzurro tra il 1997 e il 2002 che arrivò al Milan nel 2007/2008 segnando 9 reti in 20 partite. Carriera simile a Ibrahimovic, prima numero 8 dell'Inter con 57 gol in 88 partite poi riferimento dell'attacco rossonero tra il 2010 e il 2012 con 42 gol in 61 presenze. Chissà se Matias Silvestre riuscirà a confermare la tendenza degli ex nerazzurri a rilanciarsi con la maglia dei cugini: l'argentino è stato scaricato da Walter Mazzarri dopo sole 9 presenze nella scorsa stagione e un investimento totale da circa 8 milioni di euro. La sua nuova avventura con il Milan è iniziata, chi sarà a mangiarsi le mani questa volta?

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