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Calcio

Inter-Milan, derby a pranzo per la Cina: la serie A entra nel futuro

Anche il nostro campionato si uniforma in attesa di vendere (meglio) i diritti tv in Asia. Anche se ai tifosi può non piacere...

Inter-Milan, derby di ritorno in programma sabato 15 aprile vigilia di Pasqua, si giocherà alle ore 12,30. Una novità assoluta per la stracittadina milanese e per il calcio italiano anche se qualche avvisaglia negli ultimi mesi c'era stata: prendendo in considerazione le prime 33 giornate, infatti, complessivamente le big (Juventus, Inter, Milan, Roma e Napoli) che fanno maggiori ascolti hanno occupato 13 volte lo slot di pranzo. Molto più che in passato.

Ora, però, il livello si alza e ha un valore politico pesantissimo che accada con la sfida tra l'Inter di Suning e il Milan che (forse) diventerà cinese. E' il segno che anche la serie A si sta modernizzando andando a toccare uno degli ultimi tabù ancora esistenti e sfidando il potere delle tv italiane che fin qui hanno garantito la sopravvivenza del sistema con oltre un miliardo di euro per i diritti tv del campionato.

Può non essere un caso che la rivoluzione accada alla vigilia di un'asta per il triennio 2018-2021 che si annuncia difficile per la Lega, stante la strategia di Mediaset Premium che si è defilata dalla battaglia parlando di "posizione opportunistica". Di sicuro è una svolta storica dalla quale difficilmente il calcio italiano potrà tornare indietro se vorrà tornare competitivo a livello europeo.

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Nell'ultimo contratto 186 milioni all'anno (contro il miliardo della Premier)

Nella bollente estate 2014, quella della gara contestata tra Sky e Mediaset, i diritti di trasmissione del campionato italiano hanno portato nelle casse dei club 557 milioni di euro per il triennio 2015-2018, una media di 186 a stagione garantiti da Mp&Silva. Poco confronto a quanto incassato dalla Premier League (oltre un miliardo di euro all'anno) e con un gap crescente anche rispetto agli altri tornei, pur avendo segnato un +60% rispetto al triennio precedente.

Avvicinandosi la scadenza, ora le società si stanno rendendo conto che è proprio quella la voce su cui si può lavorare per aumentare il giro d'affari della serie A. Un passo avanti notevole per un movimento molto tradizionalista e una sfida a Sky che rischia di trovarsi in posizione di forza tra qualche mese all'apertura del nuovo bando. Ecco perché Inter-Milan alle 12,30 ha un valore politico elevatissimo.

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Le proteste dei tifosi e quel derby di Manchester

Il calcio all'ora di pranzo non piace agli addetti ai lavori e nemmeno ai tifosi. Almeno non fino a quando non lo provano, perché i dati di affluenza negli stadi alle 12,30 sono mediamente superiori a quelli degli altri orari. Il derby nel launch time farà storcere il naso ai puristi, ma tutti si devono rassegnare: è il futuro ed è un bene che il calcio italiano si stia muovendo, seppure con colpevole ritardo.

Le tv asiatiche sono una potenziale miniera d'oro per tutti e la presenza di Suning in Italia (con la piattaforma di proprietà PPTV che ha già investito 660 milioni sulla Premier e potrebbe farlo anche sulla serie A) dev'essere un'occasione per tutti. Altrove l'hanno capito per tempo. Il derby di Manchester dello scorso autunno si è giocato proprio alle 12,30, con buona pace di Guardiola e Mourinho. E' il potere dei soldi, senza i quali sarà impossibile tornare ad avere i fuoriclasse da noi. Anche a costo di vederli giocare all'ora di pranzo.

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