Balo spuntato, il fattore-H e un derby da rimpianti

Il Milan domina e non chiude, l'Inter rimonta. E adesso? Quanto pesano le fatiche europee

Schelotto esulta dopo la rete del pareggio nel derby – Credits: Getty Images Sport

Giovanni Capuano

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Stramaccioni ha azzardato e il risultato gli ha dato ragione, perché pareggiare un derby così, in piena emergenza e con il serbatoio mezzo vuoto, vale quasi quanto una vittoria. Allegri ha sparato in fretta le sue cartucce migliori, ha visto Balotelli incartarsi contro il Fattore-H (inteso come Handanovic) e alla fine si morde le dita per non aver sfruttato il match point nella corsa alla Champions League.

Da qualunque parte la si guardi, Inter-Milan è stata una sfida giocata sul filo dei nervi e della fatica. Non potevano non risentire le due squadre degli impegni europei della settimana e così è stato. L'Inter ha pagato all'inizio, il Milan ha chiuso sulle ginocchia. Un tempo per uno con qualche errore di troppo e non solo dalla panchina.

INTER (voto 6,5) - Ha avuto il merito di restare in piedi in un primo tempo dominato dagli avversari. Deve ringraziare soprattutto Handanovic (voto 8) per un paio di miracoli che hanno tenuto aperta la partita quando in campo c'era solo una squadra. L'azzardo di Stramaccioni (voto 6) è stato di quelli pesanti: una settimana fa a Firenze aveva ammesso di aver sbagliato le gestione delle energie dopo l'Europa League e nel derby ha rilanciato schierando 9/11 della squadra titolare a Cluj.

Nella ripresa l'allenatore ha cambiato assetto, spostato Nagatomo e Zanetti di fascia, chiuso le falle alle spalle di Guarin (voto 7) che da esterno non difende, e trovato un pareggio meritato. Ha segnato Schelotto (voto 6 per il gol), ma in partenza non c'era nulla del mercato di gennaio in campo (voto 5 per chi se ne è occupato).

Alla vigilia sembrava pronto alla panchina Cassano (voto 6, mezzo punto in meno per l'errore da cui nasce il vantaggio del Milan) e invece ha giocato 90 minuti filati, i terzi in una settimana alla faccia di chi lo vede solo passeggiare per il campo. E' piaciuto Palacio e dietro Ranocchia-Juan Jesus (voto 6,5) hanno concesso solo nel primo tempo. Il gol di El Shaarawy sgorga da un pasticcio.

MILAN (voto 6) - E' la media tra il 7 pieno del primo tempo dominato e il 5 scarso di una ripresa a marcia indietro. Allegri (voto 5,5 per una certa lentezza nel dare fiato a una squadra in apnea) si può rammaricare perché pareggiare una partita così fa male. Era il derby di Balotelli (voto?) che ha sbagliato tanto, creato molto e si è visto fermare da un autentico mostro come Handanovic.

SuperMario aveva gli occhi di tutti puntati addosso. Il primo crash test con il derby è stato superato anche se certe ignominie urlate dalla curva (vale lo stesso per la Sud contro Cassano e Milito) sarebbe sempre meglio non sentirle. Alla fine ha segnato El Shaarawy (voto 7), il migliore dei suoi davanti. Boateng (voto 6,5) sembra ritrovato, la mediana finché ha avuto energie ha dettato un gran ritmo.

Semmai stupisce la pervicacia con cui il Milan continua a prendere gol di testa. Quello di Schelotto è il numero 13 in stagione e vale una mezza bocciatura per la coppia Mexes-Zapata altrimenti perfetta. E Allegri accenda un cero ad Abbiati (voto 7): poco impegnato e decisivo su Guarin e nelle mischie finali.

E ADESSO? - Il derby non lancia il Milan e non rilancia l'Inter. Possono approfittarne le altre, però lascia un paio di indicazioni interessanti. La prima è Cassano finto centravanti alla Totti che per Stramaccioni rappresenta il tentativo di superare l'infortunio di Milito. Esperimento obbligato per il tecnico che ha gli uomini contati ed è atteso dalla doppia sfida con il Totthenam che si mangerà energie.

Il Milan sta viaggiando a ritmo scudetto, ma le ultime prove non sono state eccellenti. Contro Udinese (rigorino omaggio), Cagliari (pareggio in affanno) e Parma c'è stata meno brillantezza. Ora arrivano le sfide decisive e chi ha fatto una lunga rincorsa come i rossoneri spesso paga. La sfida col Barcellona peserà.

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