Promossi e bocciati: i voti all'intrigo Inter-Juve

Da Thohir e Marotta a Lucci, Fassone e Ausilio: ecco le i buoni e i cattivi della trattativa che ha diviso l'Italia - Inter-Juve: guerra totale - i titoli dei giornali

La contestazione dei tifosi Inter sotto la sede del club – Credits: Ansa

Nicolò Schira

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Alla fine Guarin resta all'Inter e Vucinic dovrà riaprire il suo armadietto a Vinovo. Una retromarcia che resterà nella lunga storia del calciomercato italiano e che lascia strascici e code velenose fra le parti. Undici - alla stregua di una squadra di calcio - i protagonisti della vicenda che la redazione di Panorama.it ha giudicato per l'operato svolto in promossi, bocciati e rimandati, magari, al prossimo botto di mercato...

THOHIR

Rivedibile l'atteggiamento col quale sconfessa l'operato di un'intera dirigenza. Alcuni elementi sono stati trovati quali eredità della gestione Moratti, altri invece godono della sua piena fiducia (Fassone). Da uomo mediatico e di comunicazione cede alle volontà del tifo per non macchiare la propria immagine. Un presidente non può sottostare - se ha fiducia nel proprio managment - agli umori della propria tifoseria. Altrimenti meglio azzerrare le cariche dirigenziali e inserire persone che godono della sua stima incondizionata. VOTO 5

MAROTTA 

L'amministratore delegato bianconero chiude l'operazione alle proprie condizioni e cerca di mantenere sempre e comunque la propria linea. Nessun cedimento neppure dinanzi ai continui rilanci interisti sul famigerato conguaglio di accompagnamento alla cessione di Vucinic. Si arrende solo al clamoroso dietrofront interista. VOTO 8

FASSONE

L'autorevole diggì non riesce ad imporsi con fermezza e finisce nell'imbuto mediatico del tifo interista. Da un lato schernito e sbeffeggiato dai propri tifosi, dall'altro ridimensionato nell'operatività dal tandem Moratti-Thohir. I rapporti con il duo Branca-Ausilio sono tutt'altro che idilliaci e la differenza di vedute sempre più marcata. Voleva chiudere lo scambio ed è il primo a fare dietrofront imbarazzato dopo l'ira del tycoon indonesiano. VOTO 3

BRANCA

Il responsabile dell'area tecnica interista è stato bollato come l'uomo nero(azzurro) della vicenda da parte del popolo interista. Ha le sue responsabilità nella vicenda, ma ormai da mesi è un separato in casa in Corso Vittorio Emanuele. Ormai opera direttamente dagli uffici della Saras senza mettere piede in sede. Il bersaglio delle critiche rimane l'ex Cigno di Grosseto, ma nelle decisioni si appoggia al fido Ausilio, il primo ad allacciare i rapporti con Lucci per arrivare a Vucinic. VOTO 4

AUSILIO

Il diesse in pectore dell'Inter evidenzia ancora problemi di leadership sul mercato per in futuro ricoprire da solo un incarico così importante. Sconcertante come al termine del summit-fiume di ieri sera dichiari ai cronisti come non sia la persona deputata a parlare sull'evolversi dell'operazione. Se non è in grado di farlo il direttore sportivo, chi ci dovrebbe pensare il magazziere? VOTO 4

CURVA NORD

I vincitori di casa Inter sono loro, i tifosi scesi in piazza e sotto la sede a manifestare il proprio malcontento per le strategie di mercato della Beneamata. Non solo gli ultras, ma anche i tantissimi supporters nerazzurri che mediante il bazar dei social network hanno posto dei dubbi ad Erick Thohir sulla fattibilità dell'operazione. VOTO 7

MORATTI

Cerca di stare in disparte, ma riemerge nel confrontarsi con Guarin quando il colombiano chiede la cessione. Con Thohir si frappone in prima persona fra i suoi dirigenti e la chiusura dello scambio con la Juventus. Il suo nuovo ruolo è ancora indecifrabile e lo rende ibrido all'interno delle caotiche vicende di casa Inter. A chiarire con i tifosi furenti va comunque lui. In attesa di un Thohir operativo, l'anima interista rimane sempre l'ex presidente. VOTO 8

LUCCI

Il grande regista dell'operazione. Tratta e gioca di sponda con l'Arsenal per far uscire allo scoperto i nerazzurri. Trova l'accordo (vantaggioso) per il suo assistito Mirko Vucinic, che gradiva maggiormente la permanenza nel nostro campionato rispetto allo sbarco in Inghilterra. Saltato lo scambio, non si perde d'animo e ritorna a flirtare con i Gunners... VOTO 9

FERREYRA

Da settimane aveva fatto capire come Guarin fosse scontento e desideroso di accasarsi altrove. Spara alto con il Chelsea (4,5 mln a stagione sino al 2018) e intanto avvia i contatti con la Juventus. A Torino il suo assistito avrebbe guadagnato più che a Milano, militando in una formazione più competitiva e maggiormente accreditata alla vittoria di qualche trofeo. VOTO 8

VUCINIC

Preferiva restare in Italia e l'approdo a Milano sembra, apparentemente, accontentarlo. Aveva già dato l'addio a Conte, che non lo ritiene più un titolarissimo, e ai propri compagni. Ora sarà costretto a fare marcia indietro e magari a riconsiderare l'approdo in Inghilterra. VOTO 6

GUARIN

In un mondo del calcio piatto e ligio a clichè abitudinari non si può non rendere omaggio di un calciatore, che ha il coraggio di prendere posizione all'interno di una trattativa che lo riguarda in prima persona. Alla fine è uno degli Sconfitti: voleva lasciare Milano e approdare in una squadra più forte e che gli avrebbe garantito emolumenti maggiori. Da capire se resterà come separato in casa o se ci sarà una pace armata. Sempre che non spunti un'altra pretendente... VOTO 7

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