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Bivio Inter: cosa serve a Spalletti e cosa Suning può fare sul mercato

La sconfitta con l'Udinese gela gli entusiasmi. Rosa corta, fatica fisica e poca qualità dietro le punte. Servirebbero investimenti a gennaio ma...

La sconfitta contro l'Udinese ha chiuso l'incredibile striscia di imbattibilità che aveva spinto l'Inter in testa alla classifica. Un ko brutto perché arrivato in casa, dove Spalletti aveva costruito una vera fortezza, contro un avversario che fino a un mese non avrebbe mai rappresentato un'insidia e al termine di una partita prima dominata e poi lasciata andare con leggerezza e vinta con merito dall'Udinese.

Indicazioni che fanno riflettere sul futuro immediato di una rosa che fin ha viaggiato certamente al di sopra dei propri mezzi. Lo dice il confronto con la passata stagione (+16 prima del passo falso) e la corsa forsennata che non è bastata, però, nemmeno a mettere spazio tra sè e le avversarie per il quarto posto Champions League che rimane ristretto a un club di 5 squadre che viaggiano alla velocità della luce.

Incidente di percorso o primo segnale preoccupante? Il calendario aiuta i nerazzurri perchè il Sassuolo dopo la sconfitta, poi la Lazio a San Siro (vero big match determinante) possono consentire una ripartenza e, anzi, dare risposte importanti per la classifica. Però la caduta era attesa e apre a una serie di considerazione che lo stesso Spalletti ha fatto apertamente e che portano al mercato di gennaio.

Cosa serve a Spalletti per rinforzare l'Inter

Fin qui il tecnico toscano è stato bravissimo a rivitalizzare i giocatori usciti con le ossa rotte dallo scorso campionato. D'Ambrosio, Nagatomo e Santon ne sono gli esempi lampanti, ma anche il rendimento di uno come Candreva è diventato imprescindibile. Però mancano le alternative, a partire da un vice Icardi, e la coperta diventa corta appena qualcuno degli uomini più importanti perde un po' di lucidità.

Dopo la sfida persa con l'Udinese Spalletti ha ricordato come manchi l'uomo capace di saltare gli avversari e creare quelle occasioni che arrivano solo dalle fasce. E' il trequartista che lui ha sempre avuto e che in questa Inter non c'è: non Joao Mario, uscito dai radar, nè Brozovic o Borja Valero che è imprescindibile nelle rotazioni ma ha caratteristiche differenti.

Potesse avere un solo colpo in canna, sceglierebbe un profilo di questo tipo anche sacrificando qualcuno in uscita. Poi c'è sempre il problema della difesa cortissima (fin qui Skriniar e Miranda sempre in campo con la sola eccezione della squalifica del brasiliano contro il Chievo) e degli esterni bassi di qualità non superba senza che i vari Cancelo e Dalbert abbiano dato alternative.

Luciano Spalletti interLuciano Spalletti - 17 dicembre 2017Emilio Andreoli/Getty Images

Suning e le incertezze sul mercato

Non tutto si può fare in una finestra anomala come quella del mercato di gennaio, però Spalletti si attende prima di tutto chiarezza. In estate prima sono stati sbandierati nomi e poi è arrivata la frenata con delusione dei tifosi cancellata solo dai risultati che hanno portato via via entusiasmo e consapevolezza. Ora Suning deve dire cosa vuole fare.

Il tecnico ha lanciato segnali precisi e aspetta risposte. In questi mesi ha acquisito credibilità e autorevolezza davanti alla piazza e ora la utilizza per riuscire ad ottenere quello che gli serve. Non sarà facile, perchè il club deve ancora rispettare i vincoli del settlement agreement e rischia di dover fare un paio di cessioni pesanti. La prospettiva dell'ingresso in Champions lo rende più forte, ma è da dimostrare che ci sia la volontà cinese di investire subito.

Allora meglio la chiarezza, anche per dire che si resta così a correre fino alla fine. Le parole di Spalletti significano questo: per qualche settimana San Siro ha accarezzato l'illusione di poter lottare per lo scudetto. Illusione ottica che dà il peso all'impresa compiuta fin qui. Già il quarto posto è una specie di titolo, ma Spalletti per primo sa che non si tratta di un risultato acquisito.

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Giovanni Capuano