Caravita: "Razzismo? Stanno solo strumentalizzando le curve"

Il leader storico della curva Nord dice la sua sulla tolleranza zero per i cori razzisti che ha portato alla squalifica delle curve di Inter e Milan - Cori razzisti, un turno di stop al Milan - Il coro contro il Napoli  - Interisti graziati, il coro -  Le nuove norme - 

La curva Nord dell'Inter (Ansa)

Matteo Politanò

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Dopo la squalifica della curva interista in seguito ai cori contro i giocatori di colore juventini anche quella del Milan è stata fermata per un turno dal giudice sportivo. Tolleranza zero anche verso gli insulti ai napoletani e curva sud che sarà chiusa in occasione di Milan - Sampdoria. Il giudice sportivo non ha invece preso provvedimenti nei confronti dei supporter nerazzurri che a Reggio Emilia, in occasione della sfida con il Sassuolo, si sono a loro volta resi protagonisti di cori offensivi verso i tifosi partenopei. A Milano si parla di un summit imminente tra Questura e club per contrastare il fenomeno ma in tanti già gridano allo scandalo per la possibile introduzione della differenza tra insulti razzisti e territoriali. Sull'argomento abbiamo sentito Franco Caravita, leader storico della curva nord interista. 

Anche la curva del Milan è stata chiusa, come giudichi questa decisione?

Purtroppo vivi passivamente queste decisioni. In curva non si può fare molto, stiamo parlando di cori che sono stati fatti  per cinquant'anni, sfottò che nascono e vivono dentro le curve che fanno parte di una battaglia sportiva che dura novanta minuti. Tra capi ultras ci si conosce, le offese allo stadio ci sono sempre state. Queste persone che decidono le sorti di uno stadio vorrebbero gli spalti simili alle chiese ma non hanno idea di che cosa stanno parlando. 

Si pensava che potessero essere presi provvedimenti contro l'Inter per i cori di Sassuolo...

Siamo al grottesco, l'assurdità per eccellenza. Siamo talmente grandi come cassa di risonanza che i tifosi vengono sfruttati per interessi politici. Oggi la politica ha dimostrato quello che è e gli italiani lo sanno bene. Adesso ci si fa forte con gli ultras come se il nemico dell'etica italiana fosse il tifo organizzato. C'è troppo buonismo quando in realtà si cerca di farsi pubblicità politica...

Si vocifera un'imminente incontro tra i club e la questura per parlare dell'argomento, quale è il punto di vista dei tifosi?

Qui non si parla solo di ultras, in curva nord ci sono migliaia di persone. Chiudendo la curva la gente andrà negli altri settori e state certi che i cori ci saranno lo stesso perché la repressione non è mai una soluzione. E' una battaglia persa. Così facendo svuoteranno tutti gli stadi ammazzando ancora di più il calcio. Poi si fanno gli esempi di Germania e Inghilterra dove però non c'è la tessera del tifoso. Gli ultras ci sono anche da loro così come gli sfottò. Poi non voglio nascondermi dietro un dito: siamo latini e in Italia come in Spagna questa cosa è più accentuata. Lo dico senza ipocrisie. 

Si parla anche della possibilità di fare distinzione tra insulti razzisti e territoriali, cosa ne pensi?

E' tutta una follia, io posso dimostrare concretamente che in curva nord abbiamo ragazzi di colore, musulmani e persone da ogni parte del mondo. Se qualcuno di questi perbenisti venisse in curva prima di parlare di provvedimenti si farebbe un'idea. Perché se chiudi una curva impedisci di andare allo stadio anche a chi non ha colpe, fai un danno a chi lavora allo stadio, togli posti di lavoro. I cori in Inter - Juventus sono stati fatti anche a Lichtsteiner dopo il fallo che meritava il rosso, ma quello non è razzismo quindi non fa testo? Assurdo...

Quali sono le responsabilità del tifo organizzato per un coro che parte?

E' ingestibile pensare di controllare i cori. Non ci sono più neanche i megafoni, non possiamo impedire alla gente di sfogarsi allo stadio. 

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