Calcio

Inter cinese, bravo Moratti!

Gianluca Rossi, interologo: "Vi racconto i segreti dell'accordo!"

Tifosi dell'Inter a Pechino (credits:REUTERS/David Gray)

Da questa mattina nella sede di Corso Vittorio Emanuele si parlerà cinese. China Railway Construction Corporation, è questo il nome dell’impresa di costruzioni (ma non solo) che ieri sera ha acquistato il 15% del capitale nerazzurro. Un accordo storico, che porterà 55 milioni di euro (subito) nelle casse dell’Inter ma soprattutto porterà uno stadio di proprietà entro il 2017.  

La costruzione di una nuova casa per i nerazzurri è stato il punto chiave per convincere Moratti a far entrare tre esponenti della compagine cinese nel consiglio d’amministrazione nerazzurro. La location per il nuovo impianto verrà decisa nelle prossime settimane con Pisapia che sembrerebbe spingere per l’area dell’EXPO, ai confini con la città di Rho. Evidentemente in quella maglia rossa regalata qualche mese fa dal capo della CRCC Meng Fenghchao al presidente Moratti c’era molto di un più di una semplice operazione di Marketing. Tra i progetti della ricchissima impresa cinese ci sarebbe quello di acquistare, negli anni, fino al 40% della società nerazzurra che rimarrebbe comunque saldamente sotto il controllo della famiglia Moratti.

I tifosi più nostalgici potrebbero storcere il naso. L'accordo con i cinesi vuol dire potere economico ma vuol dire anche cambiare casa (addio San Siro) e soprattutto dover fare i conti con le loro proposte nel CdA, al tavolo dove si prendono le decisioni. D'altronde in un momento come questo di scarsità di liquidi la mossa di Moratti potrebbe rilanciare la società nerazzurra, soprattutto in ottica mercato. Gianluca Rossi è uno dei massimi esperti di casa Inter e a lui abbiamo chiesto cosa dobbiamo aspettarci dall’accordo con i cinesi. Con un partner del genere sembra impossibile impedire ai tifosi nerazzurri di cominciare a sognare.

Evidentemente la maglia rossa non era una caso…

“Mi sembra di essermi svegliato in mondo nuovo. Al di là della maglia rossa, scelta da Nike, questo è un fatto veramente inedito per l’Inter. Evidentemente i viaggi di Moratti in oriente sono serviti a qualcosa. Però voglio essere molto prudente. Ci sono già stati altri accordi di questo tipo in Italia e non hanno portato a grandi rivoluzioni. Su tutti quello della Roma con gli americani e quello, che forse in pochi ricordano, del Vicenza con gli inglesi. Per l’Inter si parla di stadio nuovo nel 2017 ma mi risulta che il canone di affitto di San Siro sia fino al 2018. Milano poi è una città dove la burocrazia la fa da padrone. Basta guardare cosa sta succedendo con le linee della metropolitana. Nel 2017 forse riusciranno a mettere giù la prima pietra dello stadio...”.

Dunque addio San Siro?

“Un po’ mi dispiace perché sono un nostalgico. Però capisco anche che i tempi sono cambiati e oggi bisogna avere lo stadio per essere competitivi. Secondo me i cinesi l’hanno spuntata anche per questo motivo visto che sono prima di tutto una compagnia di costruzioni .”

Spesso lo stadio nuovo si è rivelato un boomerang, come costi, per le società che lo hanno costruito…

“L’idea è quella di riuscire a cavare il sangue dai tifosi al massimo grado. In sostanza monetizzare lo stadio 24 ore su 24. Però anche lì, bisogna vedere quanto tempo impiegheranno ad ammortizzare i costi e farlo diventare un guadagno netto.

I cinesi però si sono presentati anche con 55 milioni cash (che corrispondono al 15% dell’Inter). I tifosi possono sognare?

“Ieri Moratti ha detto: non pensate che questi soldi siano per Lucas. D’altra parte io ho visto Branca muoversi tre volte per il giocatore. Si è fatta sentire persino la Pirelli che vorrebbe fare del brasiliano il nuovo uomo immagine per il Sudamerica, alla Ronaldo per intenderci. Se questa volta Branca va in Brasile con alle spalle i soldi dei cinesi penso che Lucas lo possa davvero prendere. Detto questo, 55 milioni sono la metà delle spese di gestione annuali dell’Inter. Adesso però la società può attingere a risorse economiche che fino a ieri sembravano impensabili”.

Sempre più investitori stranieri in Italia. E’ questa la strada?

Assolutamente si. Lo stesso Berlusconi è da mesi che parla di portare in Italia investitori dall’estero. La differenza è che mentre lui lo diceva l’Inter lo faceva. Purtroppo con la gestione dissennata degli scorsi anni e con la burocrazia italiana una società di calcio non può svegliarsi da un giorno all’altro e dire “faccio lo stadio”. In questo senso il caso di Torino e della Juve è una mosca bianca. Servono soldi freschi e questi non possono che arrivare da fuori”.

Tre membri della compagine cinese entreranno nel Consiglio d’Amministrazione nerazzurro. Quali possono essere le conseguenze sulle decisioni dell’Inter del futuro?

“Onestamente credo che con il 15% i cinesi possano decidere poco. Possono fare delle proposte, soprattutto in quanto soci di capitale. Di sicuro la prossima estate avremo la nostra tournée in Cina. Però questa in fondo la vedo come una cosa positiva. Si dice sempre che l’Inter è ferma, che non sa comunicare. Mi sembra che questa volta mentre gli altri parlavano Moratti si è dato da fare”.

Un po’ di nostalgia della “vecchia” Inter, degli imprenditori italiani e senza maglia rossa?

“Voglio dire una frase storica: la nostalgia è un lusso che non ci possiamo più permettere. Con questo non intendo dire che mi piaccia tutto quello che succede al giorno d’oggi. C’era un tempo in cui tifosi non erano visti solo come “oche da spennare”, cioè come consumatori di un prodotto.  Stiamo andando verso un’Inter che solo 15 anni fa era difficile da immaginare. Basti pensare che la squadra ha fatto una tournée in Indonesia a fine campionato per 2 milioni di euro! In questo momento però c’è bisogno di trovare un po’ di ossigeno per stare a livello degli altri. In fondo in Europa fanno la stessa cosa.

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