Calcio

Cimici in sede: chi spia l'Inter di Thohir?

La scoperta denunciata dall'ad Bolingbroke ai dipendenti. Il tutto mentre i cinesi sbarcano ad Appiano per entrare nel club

thohir

Giovanni Capuano

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Chi ha interesse ad ascoltare cosa succede nelle segrete stanze della sede dell'Inter? E perché accade, se davvero sta accadendo? La domanda gira da almeno un paio di settimane tra i vertici della società di Corso Vittorio Emanuele e ora è diventata pubblica grazie allo scoop di Repubblica che ha svelato la strana storia.

Giornate intense, insomma, intorno al mondo Inter. I risultati del campo non hanno consentito alla squadra di Mancini di raggiungere il terzo posto e l'agognato preliminare di Champions League. Una delusione che costringe la società a cercare altrove i soldi necessari per tenere in equilibrio il bilancio e che mette sotto pressione vertici e dirigenti.

La denuncia dell'ad Bolingbroke ai dipendenti

La scoperta della cimice sotto il tavolo di uno degli uffici della sede è stata fatta dall'amministratore delegato Bolingbroke ai dipendenti nel corso dell'incontro di una decina di giorni fa. Riunione nata per rassicurare tutti sulle voci di problemi finanziari e prospettive di cessione del club, durante la quale il numero due di Thohir ha chiesto a tutti la massima discrezione sulle strategie future.

L'Inter sarebbe sotto spionaggio, non si capisce di chi, e servirebbe riservatezza totale nel parlare all'esterno ma anche all'interno della sede di cosa accade. Nessun chiarimento sulla quantità di cimici trovata e nemmeno su quale fosse l'ufficio interessato. Resta una vicenda che ha allarmato non poco i diretti interessati e che il club vuole approfondire.

Il blitz cinese a Milano per entrare nell'Inter

Il tutto mentre Thohir e Moratti sono intenti a dare un futuro più solido al club. La cessione a sconto di parte degli incassi al botteghino della prossima stagione (9,2 milioni di euro) e di rate delle vendite sul mercato di Shaqiri e Kovacic ha allontanato l'ipotesi dell'aumento di capitale che nessuno vuole sottoscrivere.

Servono, però, altri soldi in attesa che a novembre si chiarisca l'orizzonte. Il mercato dovrà essere all'insegna dell'autofinanziamento imposto dalla Uefa per il fair play finanziario, ma la cosa che più interessa oggi è trovare un socio disposto ad entrare in fretta e a portare liquidità.

I cinesi di Suning sono alle porte. Si ragiona su una base di 50-60 milioni di euro attraverso aumento di capitale per raggranellare il 20% delle quote Inter, parte di Thohir e parte di Moratti. I contorni, però, vanno ancora definiti e sullo sfondo c'è la resa dei conti di metà novembre: solo allora il futuro dell'Inter sarà più chiaro.

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