Carew rispedito a casa (come Madjer)

L'Inter rinucia al norvegese dopo le visite mediche. Una storia che ricorda quella del "tacco di Allah" che Ernesto Pellegrini presentò alla stampa

John Carew e Rabah Madjer, entrambi scartati dall'Inter dopo le visite mediche a vent'anni di distanza (Ansa)

Matteo Politanò

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Estate 1988. A Milano arriva Rabah Madjer, attaccante algerino che un anno prima aveva vinto il pallone d'oro africano. Gioca nel Porto e l'anno prima ha vinto la coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco con un gol che resta nella storia. Un colpo di tacco al 79' con cui i portoghesi pareggiano prima del sorpasso e del trionfo. Quella prodezza gli vale il soprannome di "tacco di Allah". Segna anche nella finale di coppa Intercontinentale vinta contro il Penarol e al suo arrivo in Italia tutti parlano di un nuovo fenomeno per il club di via Durini. Il presidente Ernesto Pellegrini è entusiasta, il giocatore viene presentato alla stampa con tanto di foto ufficiali ma durante le visite mediche arriva la doccia fredda. Viene rilevato un infortunio muscolare alla coscia che avrebbe potuto compromettere la sua intera carriera. Il contratto non viene firmato e l'Inter ripiega sull'argentino Ramon Diaz. Madjer passa al Valencia ma la sua carriera finisce dopo appena tre anni.

Carew: "Non avrei potuto essere in forma fin da subito"

Febbraio 2013. Dopo l'infortunio di Diego Milito l'Inter è costretta a tornare sul mercato. Vista l'impossibilità di acquistare giocatori è obbligatorio ricorrere al mercato degli svincolati. Si fanno tanti nomi, tra cui quello di Van Nistelrooy, poi la scelta cade su John Carew. Ex attaccante di Roma, Valencia e Aston Villa. Per tanti ex attaccante e basta vista la sua lontananza dai campi di gioco per oltre otto mesi. Le ultime partite a maggio dello scorso anno nella serie B inglese con il West Ham, le perplessità sono forti e diffuse. Carew arriva a Milano e fin dal suo atterraggio le possibilità del suo ingaggio diminuiscono. "E' fuori forma, non gioca da una vita". In tanti lo pensano e alle 18 si aggiunge al coro anche l'Inter con un comunicato ufficiale: "F.C. Internazionale desidera ringraziare l'attaccante norvegese John Carew per la grande disponibilità e professionalità dimostrata. Le sue attuali condizioni atletiche, però, lo costringerebbero a un periodo di lavoro specifico e individuale medio-lungo non compatibile con le esigenze del club". In poche parole per farlo tornare in forma ci vorrebbero mesi. Carew ringrazia con una dichiarazione che suona come "ci ho provato": "sono lusingato di aver avuto questa possibilità. Il problema non è stato legato ai test fisici ma al fatto che non avrei potuto essere in forma fin da subito. Adesso penserò ad altri progetti".

Kanu e la disfunzione cardiaca "nascosta" dall'Ajax

Una storia che ricorda anche quella di Aly Cissokho, terzino francese di origine senegalese che nel 2009 fu ad un passo dal Milan. Il club rossonero e il porto trovarono l'accordo per la cessione ad una cifra vicina ai 15 milioni di euro ma a pochi giorni dalla presentazione prevista l'affare saltò a causa di alcuni problemi odontoiatrici riscontrati durante le visite mediche. Alcuni dissero che le giustificazioni del Milan furano un modo per nascondere problemi di natura economica riguardo al contratto. Cissokho finì poi al Lione per poi passare al Valencia nel 2012, squadra nella quale milita tutt'ora. Leggermente diversa la storia di Nwankwo Kanu che nel 1996, da capitano della nazionale nigeriana, passò all'Inter per 8 miliardi di lire. La visita medica gli diagnosticò una disfunzione cardiaca, i dottori dissero che la sua carriera era terminata. L'inter avrebbe potuto risolvere il contratto per inadempienza dell'Ajax che non aveva riferito della disfunzione, ma Moratti pagò invece di tasca sua l'intervento chirurgico per la sostiutuzione di una valvola aortica. Kanu tornò in campo nel 1997 con la maglia dell'Arsenal giocando fino al 2012.

Chi sostituirà Carew?

Dopo il no al norvegese è probabile che l'Inter scelga di terminare la stagione con la rosa attualmente a disposizione. Lo stato di forma non ottimale di Tommaso Rocchi non convince Stramaccioni ma è probabile che il tecnico romano decida di dare spazio all'ex laziale e anche al giovane attaccante della primavera Benassi, già in gol contro il Cluj in Europa League. Con il senno di poi i nerazzurri avrebbero potuto evitare di cedere Livaja oppure riportare a Milano Samuele Longo dall'Espanyol. La realtà però parla di un reparto offensivo senza vere punte di peso, una difficoltà in più per un finale di stagione in rincorsa ad un posto Champions.

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