Calcio

Infantino il rivoluzionario: pensa di abolire il pareggio al Mondiale

Competizione allargata a 48 squadre (con poche europee), gironi snelli e misure anti-biscotto. Ecco cosa ha in testa il successore di Blatter

FBL-WC-FIFA

Giovanni Capuano

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Chi ha nostalgia dell'attivismo di Blatter si può consolare. Gianni Infantino, l'uomo che ne ha raccolto l'eredità a capo della Fifa, ha deciso di entrare nella storia come colui che rivoluzionerà il calcio mondiale portandolo direttamente nel terzo Millennio. Impresa ambiziosa e con più di qualche lato oscuro, ma i prossimi mesi saranno decisivi per mettere in cantiere e rendere operative alcune riforme che cambieranno il modo di vedere football. Almeno per quanto riguarda la finestra quadriennale del Mondiale.

Non solo la Var, che è alla vigilia della piena operatività e della quale si stanno già vedendo i primi effetti nel Mondiale per club in Giappone (tra l'altro non senza polemiche). L'idea di Infatino è di riscrivere i fondamenti dello sport più popolare al momento già nel 2022 o, al massimo, a partire dal 2026. Come? Allargando il Mondiale a 48 squadre, snellendo la formula e cancellando il pareggio come anticipato dal Corriere della Sera.

Basta pareggi che sanno di biscotto

La vera rivoluzione potrebbe essere proprio questa. Col Mondiale largo (48 qualificate alla prima fase) e una formula a gironi di 3 squadre con ben due promosse e una sola eliminata, ecco l'abolizione del pareggio. O si vince o si perde. Se al 90' tutto è fermo si procede ai calci di rigore che potrebbero assegnare i tre punti pieni oppure una versione ridotta a due. In ogni caso sarà più difficile lucrare e fare accordi sottobanco. I biscotti che in passato hanno punito anche la nostra nazionale come nell'Europeo del 2004 con il celeberrimo 2-2 tra Danimarca e Svezia.

L'impatto sarà notevole e non solo nella formazione delle classifiche. E' facile immaginare uno stimolo per le grandi a cercare la vittoria a prescindere, per evitare la beffa dal dischetto, e delle piccole a tentare il tutto per tutto provando ad arrivare proprio alla lotteria finale. 

Mondiale a 48 squadre (ma con poca Europa)

L'altra riforma ha il sapore della geopolitica già cara a Blatter, che fece dell'Africa il suo bacino di voti e lo ricompensò portando in Sudafrica nel 2010 il primo Mondiale nero. L'idea di Infantino è allargare a 48 il numero di qualificate alla fase a gironi della Coppa del Mondo: 16 in più del format attuale. Ad essere premiate sarebbero soprattutto le confederazioni minori, visto che nella bozza l'Europa guadagnerebbe tre posti passando da 13 a 16. Dunque una spartizione col manuale Cencelli della politica sportiva.

Così la Fifa salvaguarderebbe, almeno in Europa, il valore delle qualificazioni perché la porta d'ingresso al Mondiale sarebbe un po' più larga ma sempre non scontata. Mentre molte realtà emergenti avrebbero spazi con un consenso facile da immaginare per il presidente autore della riforma. Il Mondiale diventerebbe extra large, con 80 partite da vendere alle tv al posto delle attuali 64 e con 32 giorni di gara. Il livello? Non sembra essere un problema per la Fifa che spinge per fare in fretta. A gennaio discussione e voto.

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