Calcio

Inchiesta diritti Tv: Preziosi, Paparesta e Lotito nel mirino dei pm

Il Corriere della Sera fa i nomi dei tre presidenti come indagati: i dettagli dell'indagine e le note difensive delle aziende chiamate in causa

serie a diritti tv 2018-2021

Redazione

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Il presidente del Genoa Enrico Preziosi, quello del Bari Gianluca Paparesta e quello della Lazio Claudio Lotito: questi i "nomi eccellenti" fatti oggi dal Corriere della Sera in merito all'inchiesta sulle presunte irregolarità nell'assegnazione dei diritti Tv del calcio avvenuti la scorsa primavera e per le quali è indagata anche Infront, la società di Marco Bogarelli con l'incarico di advisor della Lega Calcio nell'asta riguardante i suddetti diritti.

Doping finanziario: il meccanismo sotto accusa
Ma quali sarebbero esattamente gli illeciti commessi? Sempre secondo la ricostruzione fatta dal quotidiano milanese oggi in edicola, Infront avrebbe "gonfiato" la quota di diritti destinata ai club, nella fattispecie Genoa e Bari, per rimetterne in sesto i bilanci con una forma di doping finanziario e aggirare quindi i controlli della Covisoc, la Commissione per la vigilanza e il controllo delle società di calcio, con un possibile rischio di esclusione dai campionati.

Per l'esattezza, sempre secondo le indiscrezioni giudiziarie riportate dal Corriere della Sera, il Genoa di Preziosi avrebbe beneficiato dell'operazione sopra descritta per un totale di 15 milioni di euro in tre rate, mentre il Bari di Paparesta avrebbe ricevuto un "aiutino" di 500 mila euro sotto forma di sponsorizzazione della seconda maglia. E il n°1 della Lazio?

La posizione di Lotito (e del suo legale)
Il presidente Claudio Lotito sarebbe a sua volta indagato per "ostacolo all'attività di vigilanza di Covisoc", anche se il suo legale Gian Michele Gentile ha commentato la notizia affermando categorico: "Se il pubblico ministero sta indagando su Lotito, gli comunicherà che sta indagando su di lui, lo inviterà a nominare un difensore e a dire se intende essere sentito o meno, ma non ci possiamo muovere sulla base delle notizie di stampa. La procura di Milano non ha mandato nessun atto: non sappiamo quale processo sia, abbiamo i nomi dei pubblici ministeri perché li leggiamo sui giornali ma non abbiamo altro".

Un'indagine a 360°
L'inchiesta, che si estende oltre il mondo del calcio e dei diritti Tv ed è condotta dai pm milanesi Roberto Pellicano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, ha già portato all'arresto venerdì scorso di Andrea Baroni, senior partner di Tax & Finance (una società fiduciaria di Lugano), con l'accusa di "associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro frutto di reati commessi in Italia". Ed è stato proprio indagando sui clienti italiani di Tax & Finance che i magistrati si sono addentrati nel filone dei diritti televisivi, che ha portato anche all'accusa di aver turbato il procedimento di gara, e quindi il corretto svolgimento della stessa asta, formulata nei confronti di Marco Bogarelli, nel suo ruolo di presidente di Infront Italy, degli altri manager della società Giuseppe Ciocchetti e Andrea Locatelli, e dei dirigenti di Rti (facente capo al Gruppo Mediaset) Marco Giordani e Giorgio Giovetti.

La precisazione di Infront
"La nostra azienda non è ufficialmente sotto inchiesta. La Procura di Milano ha aperto un'indagine a carico di Marco Bogarelli, Giuseppe Ciocchetti e Andrea Locatelli, nostri manager": questa in sintesi la dichiarazione ufficiale di Infront sugli sviluppi giudiziari dell'inchiesta sui diritti Tv. Nella stessa nota Infront stollinea poi che "non ha e non ha mai intrattenuto alcun rapporto con la società svizzera di consulenza Tax & Finance e/o con Andrea Baroni".

La difesa di Mediaset
"In merito a notizie di stampa relative alle indagini in corso sull'assegnazione dei diritti tv di Serie A 2015-2018, Mediaset ribadisce che la società e i suoi dirigenti hanno sempre operato nel pieno rispetto delle regole". Arriva nella serata di martedì 13 ottobre anche la nota dell'azienda di Cologno Monzese, in cui inoltre si precisa: "Il processo di assegnazione dei diritti si è svolto seguendo alla lettera la Legge Melandri ed è stato organizzato sotto la vigilanza delle diverse Autorità di settore che prima hanno approvato le linee guida e i bandi d'asta e successivamente esaminato e dato il benestare all'esito conclusivo. La legge Melandri, come è noto, punta proprio a evitare che i diritti siano concentrati nelle mani di un solo operatore e a garantire la concorrenza di una pluralità di offerte, ovviamente equilibrate, a beneficio del consumatore. Viste infine le ipotesi di accusa relative a rapporti collusivi tra Mediaset e Infront, ribadiamo che le relazioni tra le due società si sono sempre sviluppate in modo dialettico e trasparente nel rispetto dei diversi ruoli".

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