In Serie A è il boom della difesa a tre

Milan, Juventus, Inter, Napoli e tante altre. Il 45% del campionato ha scelto lo schema tattico

Javier Zanetti con Juan Jesus e Cambiasso (LaPresse)

Matteo Politanò

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I tempi cambiano, gli schemi cambiano. In un periodo di rivoluzione totale per il calcio italiano anche le tendenze tattiche sembrano avere una direzione precisa. Juventus, Milan, Inter e Napoli sono solo alcune tra le squadre portabandiera della difesa a tre, una disposizione che sembra aver conquistato la fiducia di tutti e sfatato la leggenda del classico 4-4-2. Uno schieramento che era tipico degli anni precedenti al Milan di Sacchi e che solitamente schierava due marcatori e un libero in copertura. Oggi i tre centrali sono invece capaci di scambiarsi l'uomo e darsi copertura reciproca secondo i meccanismi della difesa a zona. Nella difesa a tre, oltre a garantire una maggiore copertura del settore centrale, i difensori sono inoltre fondamentali per impostare le manovre in ripartenza. Per questo motivo lo schema predilige giocatori tecnicamente superiori, capaci di dare il via alla manovra e non solo di interdire.

Analizziamo la difesa del Milan che con tutta probabilità andrà in campo domenica a Palermo: Amelia in porta con Mexes, Zapata e Bonera. Nonostante le difficoltà della squadra Bonera sta giocando una stagione discreta mentre Zapata appare ancora un ricordo lontano del giocatore visto all'Udinese. Discorso diverso per Mexes che fatica a collocarsi nel progetto rossonero: per lui è sempre più ipotizzabile una partenza già da gennaio. Più solida la situazione del trio nerazzurro che contro la Sampdoria conferma la difesa titolare fatta eccezione per il solo Juan Jesus squalificato che sarà sostituito da Silvestre. Dopo la sconftitta casalinga contro il Siena e il cambio di modulo consigliato a gran voce anche dal presidente Moratti i nerazzurri hanno inanellato una serie di vittorie consecutive che dura ancora. Una colonna come Samuel offre l'esperienza necessaria per dare sicurezza alla retroguardia con un modulo a tre mentre l'immortale Javier Zanetti e Nagatomo forniscono anche un'adeguata copertura sulla fascia e una buona spinta.

Proprio dalla velocità e dalle doti degli esterni dipende infatti la riuscita o meno del modulo con la difesa a tre. Con i tre centrali diventa fondamentale il ruolo dei cursori che devono coprire la fascia in attacco e in difesa, un esempio che diventa lampante nel caso della Juventus. Giocatori come Asamoah e Lichtsteiner sono l'ideale per trasformare in difesa a cinque lo schieramento con Barzagli, Chiellini e Bonucci. Un muro che in fase offensiva permette invece agli esterni di arrivare sul fondo e godere anche degli inserimenti dei centrocampisti sfruttando così la superiorità numerica.  Discorso simile per il Napoli di Mazzarri che sul 3-4-1-2 ha lavorato fin dall'inizio del suo progetto azzurro. De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro e Gamberini compongono il trio che sarà protagonista anche a Bergamo. Compagni di reparto dal feeling collaudato, fatta eccezione per l'ultimo arrivato in estate dalla Fiorentina, che necessitano del ruolo fluidificande di due esterni come Maggio e Zuniga (anche se contro l'Atalanta scenderà in campo Dossena).

La difesa a tre viene anche utilizzata dal Palermo di Gasperini, un tecnico che con questo schieramento tattico ha scritto le pagine più belle della storia recente del Genoa. Dopo l'esonero di Sannino l'ex tecnico della Juventus primavera e dell'Inter ha deciso di puntare su Munoz, Von Bergen e Donati, ex centrocampista di qualità rinato con il compito di dover far partire l'azione già dal ruolo di difensore centrale. 3-4-2-1 anche alla base del sistema di gioco di Serse Cosmi a Siena ed in quello di Montella, Donadoni e Guidolin. In serie A, nella stagione in corso, la difesa a tre diventa così lo schema di 9 formazioni su 20, il 45% del totale. Un modulo che non sempre va unicamente interpretato come concetto offensivo di calcio: il sottile equilibrio delle scalature, quando la difesa si ritrova con uomini in meno, se applicato correttamente permette alla squadra di attaccare con due esterni alti e di difendere con ben cinque giocatori pronti a dare copertura. Movimenti che rendono la difesa a tre una tattica accattivante ma sicuramente anche la più complessa disposizione della difesa nel gioco del calcio.

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