Tutti vogliono Immobile più Balotelli (ma Prandelli non ce li darà)...

L'attaccante del Borussia Dortmund è la rivelazione, il milanista non segna in nazionale da ottobre. Eppure contro l'Inghilterra sarà titolare - Lo speciale Brasile 2014

Balotelli e Immobile – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Uno (Immobile) è in crecita tumultuosa, segna con continuità e si è preso il Mondiale con forza, rendendo impossibile al ct ogni scelta diversa e togliendo il posto prima nei 30 e poi nei 23 a un uomo come Gilardino, considerato da Prandelli un vero pretoriano del quadriennio nazionale. L'altro (Balotelli) in azzurro non segna da ottobre, è reduce da una stagione con molti più scuri che chiari e anche in questo mese di vigilia del debutto contro l'Inghilterra ha vissuto sotto traccia. Per lui garantisce il selezionatore ("Non l'ho mai visto lavorare così tanto e così bene, vi dico che lo troverete in forma straordinaria"), ma la verità è che sembra aver perso la sua esplosività.

Immobile o Balotelli. Oppure Immobile più Balotelli, come sembra chiedere il popolo dei ct, quelli che domenica sera si sono pazientemente messi davanti alla tv per osservare lo show dell'ex granata contro il Fluminense e da quel momento stanno inondando social network, tv e giornali per chiedere che Ciro parta titolare nella gara di Manaus contro gli inglesi. Con o senza Supermario al suo fianco. Un ribaltone che sarebbe clamoroso e che, al momento, non è altro che il vero tormentone con cui Prandelli si è condannato a vivere questa vigilia del debutto mondiale.

Le speranze dei tifosi azzurri rischiano, però, di rimanere solo sulla carta. Il ct ha deciso e difficilmente cambierà la sua nazionale anti-Inghilterra. Ha pensato e provato un modulo nelle tre settimane di ritiro tra Coverciano e Mangaratiga e non mette in conto ribaltoni che sarebbero obbligatori per trovare un posto in squadra a Immobile che è giocatore diverso (tatticamente e non solo) da Balotelli. Quindi avanti con il 4-1-4-1, densità sulle fasce e a centrocampo, protezione massima di una difesa ballerina e in attacco chiavi in mano a Balotelli chiedendogli di fare il centravanti e al tempo stesso di aprire spazi per le incursioni dei centrocampisti.

Bisogna fidarsi di lui e tirare le somme a Manaus, dopo una partita che sarà decisiva per il nostro Mondiale perché perdere comprometterebbe il cammino verso gli ottavi di finale. E nel fidarsi c'è anche il "no" che Prandelli ha pronunciato in maniera inusualmente secca all'ipotesi di cambiare tutto per mettere insieme i due attaccanti: "Con tanta qualità in mezzo al campo, due punte centrali sarebbero una scelta forzata e ci vorrebbe un centrocampo a quattro". Che, tradotto nella pratica, significherebbe rinunciare a De Rossi schierato come centrale aggiunto anche in difesa, avere degli esterni più bloccati e, soprattutto, dover scegliare uno solo tra Pirlo e Verratti.

Il vero nodo della partita tattica che si sta giocando nel caldo afoso di Mangaratiba sta qui. Prandelli si è convinto di poter costruire un'Italia di palleggiatori a centrocampo sfruttando il genio di Pirlo e del suo erede designato. Adesso sarebbe difficile tornare indietro e confinare in panchina un uomo in procinto di andare a fare il titolare al Real Madrid. Anche gli esterni sembrano meno adatti al 4-4-2 che a un modulo che ne prevede sganciamenti ripetuti e profondi. Ecco perché Immobile e Balotelli non possono stare insieme (almeno per il momento). Poi si vedrà, perché se Mario continuasse a non dare segnali di vita anche le valutazioni del ct cambierebbero e le pressioni potrebbero avere la meglio. A Manaus, però, si va con l'Italia che ha in mente Cesare. Tutta sulle spalle di Supermario.

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