Il calciomercato tedesco e quello nostrano

Il Borussia Dortmund insegna che non è importante quanto denaro hai da spendere, ma come lo spendi

Mario Gotze, cresciuto nelle giovanili del Borussia Dortmun e ora valutato oltre 30 milioni di euro (Getty Images)

Matteo Politanò

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Chi più spende, meglio spende. Un modo di dire che forse va bene per lo shopping ma che non si presta al mondo del calcio. Il dislivello sempre più netto tra il calcio tedesco e quello italiano si riassume anche negli investimenti di mercato. Da una parte c'è l'Inter, icona di come si può sperperare un capitale senza rinforzarsi, dall'altra Bayern Monaco e Borussia Dortmund, esperti della plusvalenza e dell'investimento sicuro.

Se i nerazzurri rimpiangono le vagonate di milioni spesi per i vari Alvarez, Silvestre e Pereira, le tedesche contano colpi che hanno nomi di calciatori che fino a pochi anni fa erano solo illustri sconosciuti. Peter Lewandowski, bocciato dal Genoa perché 3 milioni per i cartellino erano troppi, è stato pagato dal Borussia 4 milioni di euro. Adesso ne vale 30 ed è tra i giocatori più appetiti d'Europa. Stesso discorso per Neven Subotic, centrale serbo classe 1988 che il Borussia pagò 2 milioni di euro dal Mainz. Ora ne vale 15 e sono sempre di più le squadre europee che lo tengono sotto osservazione. L'anno scorso ci aveva provato la Roma ma la quotazione era stata valutata troppo alta.

20 sono invece i milioni investiti dall'Inter per Ranocchia e Silvestre: il primo è stato pagato al Genoa 18,5 milioni mentre il secondo è arrivato in prestito oneroso a 2 milioni con riscatto fissato a 6. Altri 16,7 milioni sono stati spesi per il duo Alvarez - Pereira, giocatori che non hanno convinto e che hanno perso gran parte del loro valore di mercato. Abbagli a cui il Borussia risponde con la trattativa per Shinji Kagawa: pagato 300 mila euro dal Cerezo Osaka nel 2010 è stato rivenduto la scorsa estate al Manchester United per 16 milioni di euro, cifra che é stata reinvestita per l'acquisto di Reus dal Borussia Moenchengladbach.

Tra le poche plusvalenze dell'Inter c'è quella di 6 milioni ottenuta per Coutinho (acquistato a 4 milioni nel 2008 e rivenduto a 10 lo scorso dicembre). Anche la Juventus non scherza con gli 80 milioni di euro complessivi spesi per Martinez, Elia, Krasic, Diego e Isla. 80 milioni è anche la cifra esatta che la Juventus ha investito in più del Bayern Monaco sul mercato negli ultimi anni, un dato eclatante se si pensa al dislivello tra i due club che si è visto anche nei quarti di Champions League. L'esempio è Mario Mandzukic, pagato 13 milioni di euro, mentre l'investimento più costoso (anche nella storia della Bundesliga) è stato Javi Martinez pagato 48 milioni di euro.

Ecco alcuni esempi di plusvalenza riuscita e fallita

Shinji Kagawa: 300 mila euro (dal Cerezo Osaka al Borussia Dortmund) - 16 milioni di euro (dal Borussia Dortmund al Manchester United)
Neven Subotic: 2 milioni di euro (dal Mainz al Borussia Dortmund)- 15 milioni di euro (valutazione attuale)
Nuri Sahin: giovanili - 10 milioni di euro (dal Borussia Dortmund al Real Madrid)
Mario Gotze: giovanili - 35 milioni di euro (valutazione attuale)
Mario Mandzukic: 13 milioni di euro (dal Wolfsburg al Bayern) - 35 milioni di euro (valutazione attuale)
Peter Lewandowski: 4 milioni di euro (dal Lech Poznan al Borussia Dortmund) - 35 milioni di euro (valutazione attuale)

Ricky Alvarez: 5,5 milioni di euro (dal Velez all'Inter)  - 4,5 milioni di euro (valutazione attuale)
Pereira: 11 milioni di euro (dal Porto all'Inter) - 5 milioni di euro (valutazione attuale)
Matias Silvestre: 8 milioni di euro (valutazione del cartellino nel passaggio dal Catania all'Inter) - 3 milioni di euro (valutazione attuale)
Andrea Ranocchia: 18,5 milioni di euro (dal Genoa all'Inter) - 10 milioni (valutazione attuale)

Diego: 28 milioni di euro (dal Werder Brema alla Juventus) - 15,5 milioni di euro (dalla Juventus al Wolfsburg)

Jorge Martinez: 12 milioni di euro (dal Catania alla Juventus) - 2 milioni di euro (valutazione attuale)

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