Calcio

Icardi e la lettera all'Inter, a Spalletti, a Marotta

Analisi e retroscena della lettera dell'attaccante nerazzurro dopo le parole di Spalletti e la pacatezza di Marotta

lettera Icardi Inter instagram

Giovanni Capuano

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La lettera aperta scritta da Icardi a stretto giro di posta dopo le parole sprezzanti di Spalletti (“Parlo solo di chi gioca e a cuore l’Inter”), oltre a rompere il silenzio dell’ex capitano nerazzurro segnano un prima e un dopo nella vicenda della sua degradazione e successiva automarginalizzazione dal gruppo.

Intanto chiariscono gli obiettivo dell’ira funesta dell’argentino: non solo qualche nemico di spogliatoio ma “alcuni che prendono le decisioni” accusati di non portare rispetto per la sua storia ma, sopratutto, di non agire per amore (e quindi per interesse) dell’Inter.

Il passaggio chiave è proprio in quel “alcuni”. Non tutti quelli che hanno preso la decisione di togliergli la fascia, ma solo qualcuno. Chi? Certamente Spalletti, destinatario della risposta dopo l’attacco alla vigilia della trasferta di Cagliari, ma anche una parte della dirigenza. Non tutta.

Ad esempio è evidente è singolare che negli ultimi giorni Marotta ha tenuto una linea comunicativa molto più soft rispetto al suo allenatore e a qualche compagno di spogliatoio di Icardi: parole pesate e non lasciate libere, gesti misurati e non compiuti senza controllo.

Come se ci fosse un poliziotto buono e uno cattivo nella vicenda, ma i ruoli fossero sorprendentemente ribaltati. 

Ora che sono trascorse due settimane dai fatti, le responsabilità di Mauro e della moglie Wanda sono sufficientemente chiare e analizzate. Ma proprio il comportamento di Spalletti fa sorgere il dubbio che il richiamo ad agire per gli interessi del club e non di un singolo vada esteso anche al di fuori della cerchia degli Icardi’s.

Ad esempio appare quasi un suicidio che un allenatore, massimo responsabile dello spogliatoio, getti benzina sul fuoco invece di operarsi concretamente per ricomporre quello che si può ricomporre. Per cercare di recuperare un attaccante da 120 gol alla causa (servirebbe) o anche solo per evitare di consegnare ai suoi dirigenti un patrimonio ulteriormente svalutato da collocare sul mercato.

E’ possibile che non si colga il rischio che corre l’Inter in questa manovra, concentrandosi solo sulle ripercussioni alla carriera di Icardi? Qual è la linea comunicativa dell’Inter oggi? Quella di Marotta o quella di Spalletti? Chi deciderà il futuro di Icardi tra qualche mese? Spalletti o il prossimo allenatore? La lettera dell’argentino è davvero l’ennesimo atto di rottura o il primo, concreto, segnale verso una parte della società?

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