Calcio

Icardi, tripletta al Milan e trionfo. E adesso chi lo critica ancora?

Mauro trascina l'Inter nel derby e mette a tacere chi lo contesta: è leader e uomo di riferimento di Spalletti nella corsa Champions

Icardi Inter Milan tripletta derby gol critiche

Giovanni Capuano

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Mauro Icardi veniva dalla massacrante trasferta sudamericana con l'Argentina e ha giocato 93 minuti. Aveva fuso da recuperare, tensione e veniva da una mini striscia di tre partite senza segnare. Tre come i gol con cui ha deciso da solo il derby d'andata contro il Milan mettendo a tacere definitivamente i critiche (non pochi) che continuano a considerarlo monodimensionale come attaccante e non adatto al ruolo di capitano.

Se una notte può servire per cancellare perplessità e mugugni, il derby è la notte perfetta. Spalletti lo ha definito semplicemente "grandioso" e non solo per i tre palloni scaraventati alle spalle di Donnarumma su quattro occasioni avute in 93 minuti. "Campione fuori categoria" secondo l'ad del Milan Fassone che con Moratti lo ha portato in nerazzurro nel 2013.

Hanno ragione entrambi e Icardi sta dimostrando di essere anche più delle reti che segna con continuità: rientri in difesa, squadra aiutata nei momenti difficili e una leadership che spesso in passato è mancata. Del resto era impossibile chiedere a un classe '93 di essere subito maturo e anche adesso i margini di miglioramento sono notevoli.

Icardi Inter Milan tripletta derby gol critiche

La rete del momentaneo 2-1 di Icardi contro il Milan - 15 ottobre 2017 – Credits: MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images

Il rapporto difficile con i tifosi

Spalletti ha concesso a Icardi la standing ovation togliendolo dal campo a pochi istanti dalla fine del derby. Premio meritato per chi ha avuto momenti di duro scontro con i tifosi più caldi ed è arrivato a una rottura che pareva irreparabile. Ancora adesso il feeling non si è ricostituito: la curva esulta alle sue prodezze, ma niente cori ad personam (come per il resto della squadra del resto) e niente riconoscimento del suo ruolo di capitano in campo.

Da quei giorni caldi, prima a Sassuolo e poi per la pubblicazione dell'autobiografia che ha fatto discutere e spaccato l'ambiente, è passato ormai del tempo ma il rapporto non si è più ricucito. Anche se Mauro continua a fare il suo dovere in campo e molte delle fortune dell'Inter di Spalletti dipendono da lui che in campo è difficilmente attaccabile e anche fuori ha un comportamento professionale.

Certo, si fa rappresentare dalla moglie Wanda Nara e fa della sovraesposizione uno stile di vita, cosa che gli ha procurato gli attacchi di molti colleghi. E' stato a lungo escluso dalla nazionale argentina, blandito da quella italiana e considerato sopravvalutato anche se i numeri dicono il contrario.

I numeri di Icardi con l'Inter

Perché se c'è un argomento nel quale Icardi è inattaccabile è proprio la capacità di trasformare in oro tutto quello che tocca. Qualche dato: 22, 16 e 24 i gol segnati negli ultimi tre campionati con l'Inter che, aggiunti ai primi 9, alla partenza a razzo di questa stagione e alle altre manifestazioni fanno 87 reti in 154 partite.

A ventiquattro anni compiuti sono pochi a vantare uno score simile, soprattutto in una squadra che negli ultimi anni non ha mai abitato con continuità nelle zone altissime della classifica ed è stata spesso in crisi.

Sul suo contratto da (quasi) top player c'è una clausola valida per l'estero da 110 milioni di euro esercitabile entro la metà di luglio, esattamente quando saranno finiti i Mondiali di Russia in cui cercherà di essere protagonista. All'Inter, forse, converrà muoversi prima perchè le prodezze fanno il giro del mondo in fretta e la prossima estate potrebbe essere quella dell'assalto delle big d'Europa.

Dentro la Champions sarà più semplice per Suning trattenerlo, fuori potrebbe diventare un'impresa malgrado le dichiarazioni d'amore continue dell'argentino per i colori nerazzurri. Temi da sviluppare nei prossimi mesi. Adesso basta sottolineare come il tempo delle critiche sia finito. Icardi è un vero top ed è degno capitano dell'Inter: negarlo rischia di diventare anacronistico.

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