Guardiola, che colpo. Fine della storia con il Bayern?

Umiliato dal Real Madrid di Ancelotti, criticato da Beckenbauer e con un calcio che sembra essere diventato improvvisamente vecchio. Pep e Monaco ai saluti?

Pep Guardiola – Credits: Epa

Nicolò Schira

-

L'avventura di Pep Guardiola potrebbe essere, clamorosamente, al capolinea. Sarebbe facile e ingenoroso ricondurre tutto al flop nella semifinale di Champions League contro il Real Madrid. Una doppia sconfitta che ha, malamente, estromesso i campioni in carica dalla coppa dalle "grandi orecchie". Lo 0-4 umiliante di ieri sera incassato fra le mura amiche dell'Allianz Arena ha lasciato pesanti strascici. Il presidente Franz Beckembauer non le ha mandate a dire, definendo pessima e in condizioni fisiche imbarazzanti la propria squadra. Ormai da un paio di mesi gli screzi fra il numero uno del club e il tecnico catalano sono emersi in superficie tramite dichiarazioni a mezzo stampa.

Uno strappo nato lo scorso inverno, allorquando Guardiola tuonò in conferenza stampa all'indirizzo di presunte spie presenti in società e nello spogliatoio. Le allusioni a qualche gola profonda dirigenziale non sono state digerite dai vertici biancorossi. Negli ultimi giorni hanno poi fatto capolino le stoccate del diesse bavarese Sammer in merito alla gestione del gruppo e all'idea di calcio perpetrata dalla squadra: "Col possesso palla non si combina nulla e non si attacca verso la porta. Vince chi fa gol".

Lo stesso Beckembauer ha evidenziato come Guardiola stia disperdendo il talento di Mario Goetze, pagato trenta milioni eppure quasi mai titolare nelle sfide più importanti della stagione. Un idillio mai nato sinora fra i vertici dirigenziali tedeschi e l'ex Barcellona, nonostante una Bundesliga stravinta in largo anticipo con parecchi record frantumati. D'altronde anche con alcuni campioni l'intesa non è decollata. Basti pensare ad Arjen Robben, che addirittura ha sottolineato come sia più difficile ragionare con il tecnico che con la propria consorte. Il modello calcistico esportato a Monaco di Baviera da Guardiola non ha pienamente convinto i dirigenti tedeschi. Un calcio, quello del celebre Tiki Taka, che logora e sfianca chi lo pratica, stufando alla lunga chi lo guarda.

Non dovrà fallire la finale di Coppa di Germania e cercare di ricucire un rapporto con i vertici dirigenziali del club, altrimenti ciò che sembrava utopistico qualche mese fa potrebbe prendere forma. Un addio a fine stagione per migrare magari in quella Parigi, scartata un anno fa per approdare alla guida di Ribery e company, quale possibile nuova sfida per riaffermare il proprio modus operandi calcistico. L'avventura di Pep Guardiola potrebbe essere, clamorosamente, al capolinea. Sarebbe facile e ingenoroso ricondurre tutto al flop nella semifinale di Champions League contro il Real Madrid. Una doppia sconfitta che ha, malamente, estromesso i campioni in carica dalla coppa dalle "grandi orecchie".

© Riproduzione Riservata

Commenti