Alle 17.03 di oggi saranno 66 anni esatti dalla scomparsa del Grande Torino: a quell'ora, il 4 maggio 1949, il Fiat G.212 della compagnia aerea ALI si schiantò contro la Basilica di Superga con a bordo la squadra che aveva dominato gli ultimi 5 campionati, raccogliendo fama e gloria anche all'estero. E proprio un impegno internazionale fu fatale a capitan Valentino Mazzola e compagni, che stavano ritornando da un'amichevole giocata a Lisbona in onore di Francisco Ferreira, capitano del Benfica e amico del suo equivalente granata.

Toccò all'ex ct Vittorio Pozzo, che aveva trasferito in Nazionale quasi tutto il Grande Torino e che abitava nel capoluogo piemontese dedicandosi al giornalismo, recarsi sulla collina di Superga per riconoscere i corpi di quelli che erano stati i suoi "ragazzi" e con i quali non si trovava quel 4 maggio solo perché gli era stato preferito dal Torino un altro cronista per quella trasferta.

Tra i "miracolati" anche il celebre radiocronista Nicolò Carosio, che si salvò perché trattenuto in Italia dalla cresima del figlio, mentre un aneddoto meno noto è che gli ultimi a pranzare con il Grande Torino furono... i giocatori del Milan: le due squadre si incontrarono infatti casualmente all'aereoporto di Barcellona, dove i rossoneri fecero scalo sulla rotta per Madrid e quelli granata per andare poi incontro al loro fatale destino.

La stessa Fifa ha reso omaggio agli "Invincibili" con un tweet sul suo profilo ufficiale ("Ricordiamo il Grande Torino") in quella che è anche stata proclamata "giornata mondiale del giuoco del calcio". Come ogni anno, nella Basilica di Superga sarà celebrata nel pomeriggio una messa commemorativa, dopo di che l'attuale squadra del Torino si recherà davanti alla lapide e il capitano granata Glik leggerà ad alta voce i nomi dei campioni scomparsi 66 anni fa.

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