Gallipoli, quei sospetti anche sul campionato di serie B

I possibili sviluppi dell'inchiesta che vede indagato l'ex romanista Giuseppe Giannini - Video: la denuncia di uno scommettitore

Luigi Dimitri e Giuseppe Giannini alla festa promozione del Gallipoli nel 2009 (credits: Claudio Longo/Ansa) – Credits: Luigi Dimitri e Giuseppe Giannini alla festa promozione del Gallipoli nel 2009 (credits: Claudio Longo/Ansa)

Gianluca Ferraris

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L’indagine sul Gallipoli potrebbe essere soltanto all’inizio. Secondo quanto risulta a Panorama, infatti, oltre al finale di stagione della LegaPro 2008/2009 conclusosi con la miracolosa promozione in serie B della squadra pugliese - «agevolata», secondo le accuse della Direzione nazionale antimafia, da capitali di provenienza camorrista - gli inquirenti vorrebbero vederci chiaro anche sul campionato cadetto dell’anno successivo. Per questo nelle prossime settimane non è escluso che le risultanze investigative di ieri vengano incrociate con altri dati, come gli accertamenti patrimoniali di Federcalcio e Covisoc (la commissione che vigila sui bilanci delle squadre di calcio) che nell’estate di cinque anni fa si concentrarono anche sulla società giallorossa. Sotto la lente degli investigatori potrebbero poi finire anche i volumi di scommessa relativi ad alcune partite del Gallipoli nel girone di ritorno della B 2009/2010.

Ricapitoliamo i fatti. La promozione comprata è uno degli aspetti emersi dall'inchiesta che nella giornata di ieri ha portato all'arresto di 90 persone accusate di far parte del clan campano dei Contini o di reinvestire somme illecite per suo conto. Tra queste, in base alle indagini condotte dai Carabinieri di Roma per conto della Dna, risulterebbero 50 mila euro versati ad alcuni calciatori del Real Marcianise per perdere contro la squadra pugliese all’ultima giornata di campionato. “Prima della partita Gallipoli-Real Marcianise, valevole per il campionato di LegaPro girone B, stagione 2008/2009” annotano i militari “Salvatore e Ivano Righi, Giuseppe Giannini e Luigi Dimitri (i primi due sono imprenditori considerati vicini ai clan, gli altri sono rispettivamente l’ex allenatore e l’ex direttore sportivo dei pugliesi-Ndr) si accordarono per consegnare la somma di cinquantamila euro a calciatori del Real Marcianise [...] affinché questi si adoperassero per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole alla squadra salentina, che in effetti si aggiudicava il decisivo l'incontro con il risultato di 3 a 2 conseguendo, così, grazie all'illecito, la promozione nella serie superiore”. Tutti i soggetti coinvolti nella vicenda sono indagati per il reato di frode sportiva con l'aggravante della finalità mafiosa. Tutti, compreso l’ex bandiera di Roma e Nazionale, oggi allenatore del Libano, respingono qualsiasi addebito.

Eppure c’è un particolare che dovrebbe far riflettere, e che presenta evidenti collegamenti con l’indagine in corso. Il campionato successivo, che schierò il Gallipoli ai nastri di partenza con l’etichetta di squadra simpatia, vide fiorire parecchie chiacchiere intorno al team giallorosso. In estate il Gallipoli non era riuscito ad allestire subito una squadra per il campionato ed era rimasto a lungo anche senza un allenatore, a causa di problemi finanziari. Risultato: la società fu costretta a schierare nel primo appuntamento ufficiale, una gara di coppa Italia, la squadra under19, e iniziò la cadetteria con un punto di penalizzazione per inadempienze contabili. Dopo una stagione di alti e bassi e mesi di contrasti con i calciatori, in arretrato con gli stipendi, il club tornò mestamente in terza serie. Non prima che su di esso si posasse anche l’ombra del calcioscommesse.

Accadde il 9 febbraio 2010, quando la procura federale della Federcalcio aprì un fascicolo sulla partita Gallipoli-Grosseto, caratterizzata da un flusso fuori norma di puntate sia sull’esito finale (X) che sul risultato esatto (2-2). Dopo quella partita, proprio Giannini si dimise parlando di “situazioni poco chiare”, dimissioni poi revocate. Tra gennaio e maggio 2010 la squadra salentina fu protagonista ben sette risultati “over” (partite con più di tre gol), i più appetiti dagli scommmettitori clandestini. Tra i quali due eclatanti sconfitte casalinghe per 5 a 1 e 4 a 1 contro l’Albinoleffe e il Piacenza, squadre che stando agli atti dell’inchiesta Scommessopoli condotta dalla procura di Cremona erano in quel periodo sotto osservazione da parte di Wilson Raj Perumal , il numero due della gang di Singapore accusata di aver manipolato oltre 100 incontri nei campionati professionistici di tutta Europa .

Tutte coincidenze? Può darsi. Ma c’è un altro elemento, al quale non avevamo dato peso e che riletto alla luce delle rivelazioni di ieri potrebbe assumere altri contorni. Il 26 marzo 2010, alla vigilia dell’undicesima giornata di ritorno di serie B, Panorama- munito di una telecamera nascosta - incontrò uno scommettitore clandestino (QUI il video) per farsi rivelare trucchi e segreti di un business criminale del quale allora non si intuivano contorni così vasti. Il nostro interlocutore azzeccò in pieno alcuni risultati del giorno dopo, tra i quali la vittoria del Lecce nel derby pugliese contro il Gallipoli. Un pronostico facile, con i leccesi primi in classifica e gli avversari in terz’ultima posizione. Ma a far riflettere sono le parole utilizzate dal nostro interlocutore: “Quelli del Gallipoli se le comprano e se le vendono da una vita, sono tre mesi che non prendono lo stipendio, anche l’anno scorso in LegaPro c’erano col Potenza”. Il riferimento è all’anno prima, quando nello stesso campionato dove militava il Gallipoli si verificò il primo grande caso di partite truccate oggetto di indagine, che coinvolse la squadra lucana. Lo scommettitore, infine, ci fece capire che le informazioni in suo possesso arrivavano da Napoli. Coincidenza anche questa?

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