Germania devastante: Mueller travolge Ronaldo

Prova di forza dei tedeschi trascinati dall'attaccante del Bayern (tripletta): CR7 si arrende. Pepe, stupida espulsione - Lo speciale Brasile 2014

L'esultanza dei giocatori della Germania – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Signori, tutti in piedi. E' entrata la Germania, che non ruberà gli occhi con il suo gioco come l'Olanda e non avrà il fascino del Brasile, ma debutta da prima della classe nel Mondiale e regala una prova di forza che la mette di diritto in prima fila dopo il giro iniziale. Contro la squadra di Low sarà durissima per tutti e i tedeschi faranno bene ad allungare le loro prenotazioni perché difficilmente torneranno a casa prima del 13 luglio. Il Portogallo, che doveva rappresentare l'ostacolo più difficile in un girone secondo per impegno, numeri alla mano, solo a quelli di Italia e Spagna, è stato spazzato via in mezz'ora, travolto dall'onda bianca e dalla potente geometria tedesca. Un misto di tradizione e innovazioni, a partire da Lahm schierato davanti alla difesa nella posizione inventata per lui da Guardiola. A ben guardare, la squadra di Low ha preso abbastanza del tiki-taka del Bayern, con tanto di 'falso nueve' davanti (Ozil) e bomber Klose confinato in panchina all'inizio. Sarà anche stato colpa degli infortuni, ma la scelta di Low non pare essere stata casuale.

La gara si è decisa nel primo tempo. Il tempo per soffrire un paio di ripartenze veloci di Cristiano Ronaldo, sempre male assistito da Almeida e con Nani poco appariscente, e i tedeschi hanno pescato il jolly del fallo di Pereira su Goetze con rigore realizzato da Muller (12'). Poi ritmo abbassato, anche per via del caldo, con possesso palla in totale controllo con libertà di accelerazione per Mueller, Goetze e Kroos, gli uomini schierato alle spalle di Ozil. Il raddoppio è arrivato grazie alla contraerea (testata di Hummels al 32') e l'episodio che ha cancellato ogni velleità portoghese pochi minuti più tardi, quando Pepe ha tirato una mezza manata a Meuller e poi, sulla sceneggiata del tedesco, l'ha avvicinato in un testa a testa punito con il cartellino rosso. Fine delle trasmissioni e, se vogliamo, anche della possibilità di dare una valutazione completa della partita e delle due squadre. Quanto visto nei primi 37 minuti, però, è stato sufficiente per farsi un'idea: il Portogallo è il solito Portogallo e la Germania pare il completamento del processo di crescita iniziato nel 2010 in Sudafrica (semifinale) e proseguito ad Euro 2012. Generazione di fenomeni e predestinati.

 

A rendere facile il lavoro di Low è anche la presenza di Thomas Mueller, autore di una doppietta (sua anche la girata del 3-0 nel recupero del primo tempo e il tocco di rapina del 4-0). Giocatore che incarna alla perfezione la rapidità e il killer instinct sotto porta come confermano in numeri: 8 gol in 7 partite mondiali, capocannoniere in Sudafrica e ha solo 25 anni. Klose ha già un erede e il record di 15 gol di Ronaldo, che Miro insegue a quota 14, potrebbe in futuro diventare obiettivo del compagno di reparto. L'altra faccia della medaglia è la delusione di Cristiano Ronaldo, troppo solo per poter sperare di andare fino in fondo. Il Portogallo non è alla sua altezza e non è un caso che in gare mondiali abbia segnato poco (2 gol) rispetto alla tradizionale produzione. Si è preso anche i fischi del pubblico neutrale, che si aspettava evidentemente qualcosa in più da lui e che lo ha beccato a lungo. Il malanno al tendine rotuleo del ginocchio sinistro è un problema condizionante malgrado le rassicurazioni della vigilia. In generale, la Germania resta inarrivabile per i lusitani, che a Salvador hanno perso la quarta sfida consecutiva in una grande manifestazione contro i tedeschi. Una specie di incubo. Contro Ghana e Stati Uniti potranno giocarsi le loro chance di accesso agli ottavi di finale. Fortunatamente per Paulo Bento non si gioca sempre contro i tedeschi.

 
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