Germania contro Francia: in palio c'è il Brasile

E' la sfida tra le belle d'Europa. Squadre giovani e progetti vincenti, destinati a rivedersi all'Europeo del 2016, magari in finale - Lo speciale Brasile 2014

I protagonisti della sfida Francia-Germania – Credits: Ansa 

Giovanni Capuano

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Non è solo Benzema contro Muller e nemmeno Deschamps contro Low. Non è solo una sfida uno contro uno tra alcuni dei migliori giovani talenti del calcio mondiale. Francia contro Germania è il quarto di finale più nobile che il Mondiale propone e apre la strada al sogno di sfidare il Brasile nella semifinale di Belo Horizonte. Ed è anche la sfida tra due progetti vincenti che, comunque vada, sono destinati a ritrovarsi tra due anni nell'Europeo di Francia dove partono favoriti. La Francia oggi è quello che è stata la Germania dell'inizio degli anni Duemila che, a sua volta, incarnava il sogno di ripetere quanto fatto dai Galletti alla fine degli anni Novanta: investimento sui vivai, lavoro sui migliori talenti, gruppi interrazziali e interculturali cresciuti fin da bambini. Ecco la strada che entrambe hanno percorso per arrivare al Maracanà di Rio de Janeiro a giocarsi un sogno.

La copertina della sfida la rubano i cannonieri. Da una parte Thomas Muller, che contro l'Algeria è rimasto a secco ma che in Brasile sta viaggiando alla media stratosferica di un gol segnato (4) ogni 3 tiri tentati (13), dall'altra Benzema, che senza pali e traverse e senza il fischio che lo ha privato di un gol per pochi decimi di secondo, sarebbe lì insieme agli altri bomber della rassegna. Segnano molto anche se tutti e due giocano un calcio moderno. Muller è 'falso nove' più che centravanti vecchio stampo e Benzema ha messo la sua velocità e le sue capacità tecniche al servizio del tridente formato con Valbuena e Griezmann, la vera sorpresa di questa prima fase, quello che se ci fosse Ribery probabilmente avrebbe trovato meno spazio ma ora sta rubando la scena e gli occhi ed è diventato anche un crac di mercato.

Low ha il problema di convincere i tedeschi di non aver costruito una nazionale all'italiana. L'accusa gli è stata rivolta dopo la vittoria sofferta nell'ottavo contro l'Algeria ("Ma noi abbiamo battuto la Francia perché quasi tutti gli algerini sono stati cresciuti da club e nazionali francesi" ha voluto precisare) e il ct, che potrebbe pagare con la panchina in caso di eliminazione, ha risposto a muso duro spalleggiato da Muller. Dubbi tattici? Uno solo, ma pesante: dove far giocare Lahm, se restituirlo alla sua amata corsia destra, oppure tenerlo nella posizione di interno di centrocampo dove rende meno ma è nel cuore dell'azione, da vero capitano. Contro la Francia dovrebbe essere buona la prima. Il tema sta dividendo l'opinione pubblica tedesca, per il resto piacevolmente sorpresa nell'aver scoperto l'impronta di Guardiola nel gioco della Germania. Il simbolo della rivoluzione è il modo di interpretare il ruolo da parte del portiere Neuer che contro l'Algeria ha battuto tutti i record di mobilità all'esterno della propria area di rigore, mettendo in fila ben 21 passaggi riusciti. Numeri da centrocampista aggiunto.

Deschamps ha preparato la vigilia usando le armi del low profile: "I favoriti' La Germania, ma magari scriveremo una nuova pagina di storia". La Francia ha già raggiunto l'obiettivo minimo del suo viaggio in Brasile, facendo dimenticare il disastro di Sudafrica 2010 e la vergogna di un gruppo non amalgamato e che si era ribellato al ct. Ora Parigi e tutto il paese amano alla follia i Blues, le cui geste sono accompagnate da record d'ascolti in tv e piazze piene. Arrivare alla semifinale con il Brasile significherebbe dare ulteriore impulso alla crescita del progetto che si basa molto sui giovani. Come già scritto, c'è un solo reduce dal Mondiale 2006 nella rosa dei 23 di Deschamps e nell'undici di partenza contro la Nigeria c'erano due ventenni (Pogba e Varane) e un solo over30 (Evra). Il futuro, insomma, è dalla parte di Deschamps, ma non è detto che il futuro non sia già oggi.

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