La Coppa porta la pace tra Löw e la Merkel

La Cancelliera è da sempre molto vicina alla sua Nazionale. Anche troppo, secondo il ct tedesco: da qui alcune tensioni del passato, che la vittoria al Mondiale pare però avere risolto - I meriti della Germania

il ct della Germania Joachim Löw e il primo ministro tedesco Angela Merkel – Credits: EPA/RAINER JENSEN

Dario Pelizzari

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Un selfie tira l'altro e fa felici tutti. Perché quando si vince la Coppa del mondo non si può andare troppo per il sottile, soprattutto se a proporre lo scatto è la Cancelliera Angela Merkel, che del pallone è tifosissima da sempre. La Germania batte l'Argentina nella partita che vale un posto negli almanacchi e improvvisa una festa che inizia sul campo e prosegue negli spogliatoi del meraviglioso Maracanà di Rio de Janeiro. A celebrare il traguardo storico, insieme con i calciatori e lo staff della nazionale tedesca, c'è anche lei, la Cancelliera, che entra nelle segrete stanze dello stadio per celebrare l'evento senza badare troppo al protocollo. Da qui, i selfie con Howedes, Khedira e Podolski che la Bundeskanzlerin decide però di non postare sul suo profilo ufficiale di Facebook. Tuttavia, il passaggio è troppo ghiotto per non lasciare traccia. E così, poco dopo, è la Federcalcio tedesca a dare conto sui social network dell'incontro al vertice tra la Cancelliera e i giocatori freschi di trionfo. Foto di gruppo per la Germania che vince e stravince, fuori e dentro i campi da pallone. Nel ritratto del sorriso c'è anche il commissario tecnico Joachim Löw, che dopo anni di mugugni e mezze polemiche con la Merkel pare abbia ritrovato con la donna politica più potente d'Europa la serenità di un tempo. Sarà pace vera?

La Cancelliera non ha mai nascosto di provare un grande affetto nei confronti della Nazionale del suo Paese, che invero ha sempre sostenuto nella buona e nella cattiva sorte. Agli Europei del 2008 ha assistito dalla tribuna del St. Jakob Park di Basilea al successo della Germania sulla Turchia. Gol di Lahm al 90' per il 3-2 finale che accompagna la squadra tedesca alla sesta finale europea dopo 12 anni di attesa. Si dice che la Merkel abbia girato sms ai calciatori prima dell'incontro, per motivarli e fare sentire loro il suo coinvolgimento. Sembra che Löw non abbia gradito tantissimo, pure non facendo nascere alcuna polemica sui giornali. Va peggio nell'ottobre del 2010, quando la Germania strapazza la Turchia (ci risiamo) in una gara valida per le qualificazioni al campionato europeo del 2012. Al fischio di fine partita, il primo ministro entra negli spogliatoi all'Olympiastadion di Berlino, aggirandosi tra i nazionali seminudi e stringendo la mano ai giocatori di Joachim Löw. Non era una novità, perché la Merkel usa così. Quando la Germania vince, lei vuole stringere la mano ai suoi giocatori, costi quel che costi. E se scappa una foto, che male c'è. Appunto, che male c'è?

Peccato che la foto in questione, che ritrae la Cancelliera con Mesut Özil, abbia provocato un mezzo scivolone diplomatico tra la Federcalcio tedesca e la Bundeskanzleramt. La ragione è presto detta: la Merkel non avrebbe chiesto il permesso per entrare negli spogliatoi. E nessuno, nemmeno lei, può permettersi di fare tanto. Il capo-delegazione della nazionale ci va giù duro: “I politici non devono usare questi stratagemmi per le loro cause”. Il sospetto è che la Cancelliera abbia voluto farsi ritrarre con Özil, uno dei simboli dell'integrazione teutonica che avanza, per dare uno slancio ai propri indici di consenso. Löw non interviene ma il suo silenzio fa rumore. Tempo un paio d'anni e la questione si ripropone. Ecco la stoccata del giugno 2012. La firma l'ex numero 2 di Jürgen Klinsmann, che dichiara: “Angela Merkel e io abbiamo un buon rapporto, siamo arrivati ad un accordo: lei non interferisce con le questioni calcistiche e non parlo di politica”. L'occasione: la gara contro la Grecia, valida per i quarti di finale dell'Europeo in Polonia e Ucraina. Il giornalista punzecchia ma il c.t. fa muro. Solo calcio, niente politica. A ognuno il suo, per il bene di tutti.

Da un sorriso all'altro, si arriva al gennaio di quest'anno. Löw viene intervistato dl quotidiano “Süddeutsche Zeitung” per fare il punto sulle possibilità della Germania al Mondiale brasiliano e spiega: “Farei giocare la Merkel a centrocampo. Con la sua capacità di valutare la situazione nel complesso, la vedrei bene da centrocampista. Sarebbe l'ideale se fosse accanto a Bastian Schweinsteiger”. Dalla Cancelleria di Berlino non si registrano risposte ufficiali e tutto finisce a Brotsuppe e birra. Il primo ministro segue da copione la squadra in Brasile ed è presente alla vittoria della Germania contro il Portogallo, storia della prima gara della fase a gironi. Solito viaggio negli spogliatoi e nuova foto-ricordo. Questa volta con Podolski, che si presta all'intenzione con la gioia di chi non può fare diversamente. La Merkel porta fortuna, dicono a Berlino. E così eccola in tribuna al Maracanà per assistere di persona alla finale contro l'Argentina. La Cancelliera va a fare festa con i giocatori e si fa ritrarre con tutta la squadra, Löw compreso. Tra loro, il cielo non è mai stato così azzurro.

Twitter: @dario_pelizzari

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