Calcio

Elogio di Gattuso, tecnico normale che esalta il Milan

Ha resistito alle critiche, lavora con i giocatori che ha e insegue il sogno della Champions League. Che manca dal 2014

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Giovanni Capuano

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Elogio di Gennaro Gattuso, tecnico normale che sta spingendo il Milan oltre i suoi limiti a caccia di una qualificazione alla Champions League che manca a Milanello da cinque anni. Ha avuto tanto dal mercato di gennaio, più di ogni altro allenatore della Serie A, ma si è meritato ogni cosa e dietro la corsa dei rossoneri - ora terzi in classifica - c'è la sua mano.

Tecnico normale perché in un mondo di santoni che usano immensi giri di parole per dire (spesso) nulla, Gattuso è uno che va dritto al sodo. A volte sbaglia, spiega cose che dovebbero restare nello spogliatoio, fa arrabbiare i suoi dirigenti e alimenta il dibattito all'esterno.

Però ripaga tutti con la stessa moneta, quella del lavoro feroce e della seria professionalità. Non fa polemica tanto per farla, sa fiutare il momento e i rischi che pure non sono stati pochi nemmeno nei mesi scorsi, quelli in cui il Milan faticava e la sua posizione era finita in discussione dentro e fuori il club.

Gattuso merita un elogio perché con la chiarezza si ottengono grandi risultati. Ha dovuto gestire il caso Higuain ma non ne è stato travolto, è padrone del suo spogliatoio, ha vinto le scommesse tecniche fatte e sta lavorando per farlo ancora.

Gli hanno detto che le sue squadre erano fotocopia del Gattuso giocatore, solo Ringhio e poco altro. Non era vero, ma alle parole ha fatto seguire i fatti. Lo hanno accusato di non essere capace di costruire un gioco per i suoi numeri nove: è arrivato Piatek (dopo Andre Silva, Kalinic e Higuain) e i gol sono arrivati. Il suo Milan si difende bene, ma a tratti segna anche con continuità. E poi è solido. Tremendamente solido.

Giura di non essere interessato ai complimenti, ma non è vero. Anche a lui fanno piacere perché li ascolta, così come ascolta le critiche. Ha convinto anche gli scettici crescendo settimana dopo settimana, al pari della sua squadra.

Era dato come segnato dall'avvento di Leonardo (con cui si era lasciato malissimo) e Gazidis, con la sua presunta volontà di mettere sulla panchina un nome altisonante anche per compiacere le volontà di Singer. E' andata diversamente e se il Milan tornerà in Champions League avrà compiuto una grande impresa con il valore aggiunto di averlo fatto da allenatore normale. E pure bravo.

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